00:0020 container refrigerati, tutti in funzione, dietro al crematorio del cimitero di prima
00:05porta. Stanno lì come quattro anni fa, quando furono presi a noleggio perché Covid faceva
00:09strage e la struttura era in emergenza, con le sei linee del forno che non riuscivano
00:14a smaltire le salme che arrivavano a ritmo impressionante. Da allora i numeri sono tornati
00:18alla normalità, ma quella struttura rimane lì, tra il degrado più totale. Come del
00:23resto quel cimitero, tombe di velte, loculi che cadono a pezzi, acqua in termitenza dalle
00:28fontane, muri e marciapiedi mangiati da umidità in curia, interi colombari marci per le infiltrazioni
00:34e strade piene di crateri ai limiti della praticabilità. A prima porta, come al verano
00:39dove però almeno si vedono 10 spugliatori accesi, eppure le reti arancioni tutte intorno
00:44alla porzione israelitica, con gli operai almeno attivi nel repristino del decoro.
00:48Ma nei due cimiteri è il solo elemento di discontinuità, in uno scenario che racconta
00:53di strutture quasi allo sbando, con poche risorse e ancora meno personale, mentre prosegue
00:59il piano per creare una società partecipata di secondo livello che si occupi, a tempo
01:03pieno, dei cimiteri romani. Al momento è stata creata una divisione ad hoc, ma entro
01:08settembre potrebbe essere varata la nuova azienda, in modo da assicurare alle strutture
01:13la giusta attenzione, che al momento non c'è.