- 1 anno fa
- #pupia
https://www.pupia.tv - Roma - Relazione attuazione Piano Mattei - audizione ActionAid, Ecco, Società Geografica Italiana - Doc. CCXXXIII, n. 2
La Commissione Esteri, nell’ambito dell’esame della Relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei, aggiornata al 30 giugno 2025, trasmessa ai sensi dell’art. 5 del decreto legge 15 novembre 2023, n. 161, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 gennaio 2024, n. 2, ha svolto le seguenti audizioni:
ore 8.30 ActionAid
ore 8.50 Ecco
ore 9.10 Centro Relazioni con l'Africa della Società Geografica Italiana (CRA-SGI). (11.09.25)
#pupia
La Commissione Esteri, nell’ambito dell’esame della Relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei, aggiornata al 30 giugno 2025, trasmessa ai sensi dell’art. 5 del decreto legge 15 novembre 2023, n. 161, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 gennaio 2024, n. 2, ha svolto le seguenti audizioni:
ore 8.30 ActionAid
ore 8.50 Ecco
ore 9.10 Centro Relazioni con l'Africa della Società Geografica Italiana (CRA-SGI). (11.09.25)
#pupia
Categoria
🗞
NovitàTrascrizione
00:00Buongiorno, avverto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna è assicurata
00:13attraverso la trasmissione web tv della Camera e è possibile la partecipazione di colleghi
00:19da remoto che vedo già collegati secondo le modalità stabilite per dare aggiunta per
00:24il regolamento. Oggi all'ordine del giorno abbiamo seguito delle audizioni sul piano Mattei,
00:31sul stato di attuazione del piano Mattei. Cominciamo il ciclo odierno dando il benvenuto
00:37al dottor Cristiano Maugeri che è Policy Advisor di ActionAid e gli darei subito la parola
00:43ringraziandolo e salutandolo ai nomi dei colleghi e delle colleghe.
00:46Buongiorno, grazie per questo invito. Dunque ActionAid è una federazione che lavora in molti
01:01paesi del mondo, incluso in parecchi paesi dove insistono le priorità del piano Mattei. Lavoriamo
01:10anche naturalmente in Italia dove spesso il filo conduttore della nostra azione passa
01:15per l'accountabilità e la trasparenza delle politiche pubbliche, nonché la partecipazione
01:20anche delle persone alle politiche pubbliche. Per questa ragione seguiamo fin dall'inizio
01:25dell'evoluzione del piano Mattei, fin dalla primissima dal lancio del Summit Italia-Africa
01:31dove ci siamo fra l'altro spesi per disseminare una lettera di 80 organizzazioni africane, della
01:38società civile africana, preoccupate di alcune priorità del piano Mattei. Questa lettera
01:44è stata inoltrata e inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e anche alla Presidenza
01:48della Repubblica. In quell'occasione avevamo evidenziato l'assenza nella cabina di regia
01:53o comunque di una partecipazione diretta della società civile africana nella definizione
01:58delle priorità. In questa occasione vorremmo soffermarci principalmente su due aspetti, uno riguardo
02:06la governance e l'altro in generale della trasparenza, ma focalizzandoci prevalentemente
02:11sugli aspetti che riguardano la relazione tra il piano Mattei e il Fondo Italiano per
02:16il Clima. Questo perché è necessario innanzitutto stabilire che il fondo ricordare quantomeno
02:25che il Fondo Italiano per il Clima nasce ben prima, nasce nel 2021, entra in legge di bilancio
02:31del 2022, viene presentato fra l'altro con discreto successo alla COP di Glasgow, dove
02:40l'Italia era uno degli organizzatori. Si tratta di un intervento di finanza pubblica
02:46per il clima, un intervento fra l'altro molto importante perché è un intervento di quelli
02:50che risultano di maggiori dimensioni messo a disposizione da un singolo Paese europeo per
02:56rispondere alla crisi climatica. Il piano Mattei invece nasce con ambizioni diverse,
03:03è un piano che ha appunto, come ricorderete, ben 17 direttrici di intervento molto varie
03:10che passano dalla cooperazione e lo sviluppo fino all'immigrazione, fino al turismo o all'educazione
03:16o anche alcuni riferimenti di natura energetica che ancora non sono chiari, che sono anche emersi
03:21nelle precedenti audizioni. Quindi due iniziative di natura nettamente diversa. Parlando a questo
03:34punto di governance, quello che ci preoccupa di più è la questione della nuova governance
03:41del Fondo di Tereno per il Clima. Di fatto il fondo si dotava di una struttura autonoma
03:47prevista e descritta anche nella legge di bilancio con due comitati, la prevalenza del Ministero
03:53della Transizione Energetica all'epoca, oggi Ministero della Sicurezza Energetica, sia nel
04:02comitato direttivo che nel comitato di indirizzo. Invece il decreto infrastrutture del giugno
04:0789 del giugno 2024 ne modifica questa governance, di fatto creando un comitato tecnico che ha
04:16potere di delibera sulle ammissibilità dei progetti. Successivo decreto della Presidenza
04:23del Consiglio poi attribuisce a questo fondo al supporto delle finalità, degli obiettivi
04:30del Piano Mattei, cito testualmente, nella misura non inferiore al 70% del predetto fondo.
04:37Quindi si compie a questo punto una commissione tra il Fondo Italiano per il Clima ed il Piano
04:45Mattei, cosa altrettanto che richiama la nostra attenzione è che la nuova struttura, il comitato
04:54tecnico per l'appunto è composto da quattro membri nominati alla Presidenza del Consiglio
04:59dei Ministri, gli altri tre dai singoli ministeri già previsti precedentemente. Di questi quattro
05:06membri fra l'altro due fanno parte della struttura di missione, che è l'originale struttura
05:10di governance del Piano Mattei. Quindi l'impressione è che questo fondo venga riorientato rispetto
05:18alle priorità originali, il ruolo del Mase viene ridimensionato, quindi quello che viene
05:26in mente e viene da pensare è che se l'Italia ci domanda abbia deciso di abbandonare definitivamente
05:31le ambizioni di transizione climatica che erano fra l'altro in maniera così ambiziosa
05:37previste dal Fondo Italiano per il Clima. La relazione su questo è molto soddisfacente
05:45nella sua analisi, si parla in poche righe di un semplice trattamento e quello che a noi invece
05:52sembra un radicale cambiamento della governance, soprattutto non ci è chiaro in che maniera
05:57il Comitato Tecnico sia in grado di garantire le priorità climatiche del Fondo Italiano
06:02per il Clima. Viene poi una questione di trasparenza, è davvero difficile per noi parlare di relazione
06:14sullo stato di avanzamento del Piano Mattei perché la documentazione a disposizione è veramente
06:19molto scarna, continua ad essere molto scarna. Ho notato che questa riflessione è stata portata
06:25davanti da diverse organizzazioni che sono intervenute in questi giorni. Conosciamo ad esempio
06:30il nome degli strumenti finanziari, ma gli unici elementi a disposizione per l'analisi
06:36soprattutto di quella parte di cui sto parlando, ovvero sia il Fondo Italiano per il Clima, sono
06:41limitati alle deliberazioni dei due comitati che diventano ancora più scarne nel momento in cui
06:49inizia a operare anche il Comitato Tecnico. Le informazioni sono davvero molto poche, per
06:56questa ragione è necessario un massiccio sforzo di trasparenza in questa direzione che cominci
07:02possibilmente il prima possibile, non in attesa della prossima relazione. Parliamo ad esempio
07:08di documenti essenziali per capire la bontà e le reali intenzioni dell'avanzamento del Piano
07:13Mattei, come i riferimenti alle polisi salvaguardia di impatti ambientali e diritti umani, ma anche
07:18banalmente il piano di attività 2024-2026, di cui si trova traccia all'interno delle
07:24deliberazioni, ma che poi non possiamo, non abbiamo mai potuto visionare. Segnalo a questo
07:30proposito che c'è stata una richiesta da parte della Segreteria dell'On. Bonelli direttamente
07:35alla Segreteria del Fondo Clima, avvenuta nel periodo giugno-luio del 2025, la quale
07:43dopo alcune interlocazioni si è ridotta ad un suggerimento da parte della Segreteria
07:49del Fondo di procedere con accesso agli atti, per poter accedere a informazioni che sono fra
07:55l'altro menzionate all'interno delle deliberazioni. Un'altra lacuna che abbiamo notato all'interno
08:00della relazione annuale è quella che fa riferimento ai tavoli tecnici tematici, nella precedente
08:08relazione c'era un dettaglio su questo, esplicitava come in aggiunta alla cabina di regia
08:12erano stati previsti dei tavoli tematici per azioni di condivisioni programmatiche, in particolare
08:19notavamo fin dalla precedente relazione e anche dalla nostra memoria l'esistenza di un tavolo
08:26di sicurezza energetica che era stato convocato già il 20 novembre 2023, ovvero sia 5 giorni
08:33dopo il dichiarato di istituzione della struttura di missione, quindi molto in fretta. Quel tavolo
08:38si leggeva nella precedente relazione, si era annuito ben 5 volte, tra gennaio e luglio
08:422024, con una prima convocazione e due mesi prima addirittura della convocazione alla cabina
08:48di regia, quindi un tavolo molto operativo. Non abbiamo notizie più di questo tavolo, di come
08:54fosse composto, né delle indicazioni ricevute, né tanto a meno di quanto sia avvenuto nei
08:59mesi successivi, non sappiamo neppure se poi gli altri tavoli tematici previsti che l'altra
09:04relazione menzionava siano stati poi realmente istituiti. Dalle informazioni che abbiamo, quindi
09:12appunto molto scarne, vado a concludere, si possono fare alcune brevi analisi. Tra queste
09:20ad esempio abbiamo notato che nell'erogazione dei fondi del periodo del 2023 e 2024, c'è
09:27una particolare attenzione per il Kenya, ha ricevuto peraltro un finanziamento di 150 milioni
09:35di Euro per mezzo di un accordo firmato nel corso della COP29 di Baku, che si aggiungono
09:41ai 70 milioni di Euro che sono stati finanziati direttamente ad Eni in un progetto sulla filiera
09:49degli agrocarburanti, dei biocarburanti in Kenya per l'appunto. Non riusciamo, da quello
09:55che emerge da queste informazioni a disposizione, sappiamo ad esempio che Eni è l'unica società
10:00a ricevere un finanziamento diretto, gli altri sono banche multilaterali o governi. Le informazioni
10:08fra l'altro su questo progetto sono molto contraddittorie, la relazione fa un dettaglio
10:13in termini di contadini coinvolti, con te e posti di lavoro creati, ma a seconda delle
10:19informazioni che andiamo a comparare questi riferimenti non sono sempre coerenti. Inoltre
10:27non c'è chiaro sulla base di quali principi, appunto si è stato finanziato un progetto direttamente
10:33ad Eni che non è comune che venga, almeno non fin qui, il finanziamento diretto alle
10:40imprese. Dunque chiediamo con insistenza tramite questa Commissione trasparenza, che la governanza
10:48del piano garantisca non solo la coerenza con gli obiettivi climatici, ma anche ci permetta
10:52di vagliare e contribuire in realtà a quello che è l'avanzamento del piano, anche sulla
10:58base della nostra esperienza e presenza nei Paesi africani. Grazie.
11:03Grazie mille. Chiedo ai colleghi e alle colleghe collegate se hanno domande. Immagino che l'Onorevole
11:09Boldrini abbia una domanda. Prego.
11:15Grazie Presidente, grazie al Dottor Maugeri per averci dato la posizione di Action Aid.
11:28sul piano Mattei, siccome lui stesso ha evidenziato, anche altre associazioni che abbiamo ascoltato
11:37hanno messo in evidenza la carenza di trasparenza e deficit di governance. Ovviamente il punto
11:49del Fondo per il Clima è uno dei punti più critici, perché non sfugge a nessuno che i finanziamenti
11:57di questo piano Mattei siano stati appunto prelevati dal Fondo per il Clima e dalla cooperazione
12:05allo sviluppo, oltre al fatto che alcuni progetti erano già diciamo in corso e quindi aziende
12:13private che già portavano avanti quei progetti, come le bonifiche ferraresi che poi hanno avuto
12:19il bollino del piano Mattei. Quindi c'è un pacchetto che di fatto è un po' il gioco delle
12:27tre carte. Ci sono progetti già esistenti, fondi allocati per altre finalità e progetti
12:37che ancora di fatto non hanno una connotazione chiara, sono ancora in via di finalizzazione.
12:48Ecco, io le chiedo quanto possa essere compatibile con le politiche climatiche un punto sui biocarburanti
12:59in Africa, in Kenya in particolare. Quindi vorrei capire come il biocarburante si colloca tra i carburanti
13:10appunto che esistono e se questa tecnica non abbia un impatto dannoso anziché proficuo
13:20sia sull'ambiente sia anche sull'economia perché allontana la transizione che è necessaria
13:34in questa fase storica anche per i paesi africani. Cioè rimaniamo in un'economia energetica che ha
13:44conseguenze negative sull'ambiente. Ecco, vorrei capire il vostro, la vostra posizione su questo
13:51perché anziché aiutare con rinnovabili che non hanno impatto, a me pare che addirittura
13:58il Fondo per il Clima rischia di essere usato per obiettivi che sono contrari a quelli per il
14:10quale era stato fatto questo investimento anni fa. Grazie.
14:14Non so se ci sono altre domande, altrimenti darei la parola al Dottor Maugeri. Prego.
14:21Sì, grazie. Dunque la questione dei biocarburanti è molto complessa, evidentemente molto spesso
14:27viene sollevata come si è definita una cosiddetta falsa soluzione. Tuttavia quello che sarebbe
14:35interessante approfondire qui è che la capacità anche di strutturare un intervento come quello
14:42del piano Mattei vorremmo che fosse portato avanti è la coerenza rispetto alle politiche
14:46locali. Il Kenya ha una strategia su questo tema pur mancando specificatamente di alcune
14:54polisi tematiche esattamente nella questione dei biocarburanti. Per questa ragione sarebbe
15:02interessante se questo piano fosse strutturato effettivamente come un piano, capire quali sono
15:07le interlocuzioni e in che maniera effettivamente l'investimento si inserisce all'interno di
15:12una strategia locale che non corre il rischio di mettere in competizione la produzione alimentare
15:19con la produzione energetica, che è quello che sottolineiamo da sempre. Ci sono chiaramente
15:26anche dei rischi di natura ambientale legato a questo. Il Kenya sta sviluppando una strategia,
15:34sappiamo che mancano delle polisi tematiche specifiche, il nostro governo si sta inserendo
15:41all'interno di un investimento già in essere in un vuoto normativo ancora su questo tema
15:49che è obiettivamente molto pericoloso dal punto di vista del rischio di ricaduta e degli
15:54impatti. Per questa ragione ci auguriamo che vengano fornite tutte le informazioni specifiche,
16:01fra l'altro nella relazione agli azionisti di Eni di quest'anno, di questa primavera,
16:09non c'erano informazioni coerenti su questo, addirittura si rilevava che non fossero stati
16:14neppure ancora raccolti e ricevuti i fondi del Fondo Clima. C'è una grande preoccupazione
16:23evidentemente il rischio che si crei una competizione da questo punto di vista e la documentazione
16:30richiesta, anche le polisi salvaguardia devono garantire che questo non avvenga e ove avvenisse
16:35la capacità di rispondere, di monitorare il rischio di una tensione tra la produzione alimentare
16:43e la produzione energetica attraverso i biocarburanti.
16:53Ringrazio molto il Dottor Maugeri e dichiaro concluso la sua parte di audizione informale,
17:02poi ne abbiamo altre due.
17:13Ringrazio.
17:43Grazie.
17:44Grazie.
17:45Grazie.
17:46Grazie.
17:47Grazie.
17:48Grazie.
17:49Grazie.
17:50Grazie.
17:51Grazie.
17:52Grazie.
17:53Grazie.
17:54Grazie.
17:55Grazie.
17:56Grazie.
17:57Grazie.
18:00Grazie.
18:01Come do l'audizione di rappresentanti di ECCO, che è un Think Tank indipendente senza fini
18:18po' di temi connessi alla transizione energetica e al cambiamento climatico e do il benvenuto
18:23al dottor Luca Bergamaschi, che è direttore e cofondatore di ECO, a cui do la parola per
18:29il suo intervento.
18:32Buongiorno e grazie, ringrazio dell'invito a questa importante riflessione sulla seconda
18:40relazione del Piano Mattei.
18:41Inizierò con delineare tre passi avanti che abbiamo rilevato dal Piano e poi esporrò
18:53anche tre criticità e raccomandazioni che rileviamo.
18:57Il primo passo avanti positivo è sicuramente una tendenza alla internazionalizzazione del
19:05Piano e quindi abbiamo rilevato con positività gli sforzi per collegare il Piano Mattei anche
19:12ai piani europei, per esempio il Global Gateway, i piani del G7, ma soprattutto anche la collaborazione
19:19con la Banca Mondiale e con l'African Development Bank per fare più sistema e cercare di scalare
19:28gli investimenti verso progetti che rientrano nello spirito del Piano Mattei.
19:35Quindi questo è un primo passo positivo.
19:37Il secondo passo positivo, forse quello più importante, è l'attenzione dedicata alla questione
19:42del debito e in particolare anche a giugno è stata lanciata un'iniziativa importante
19:48dall'Italia per trasformare il debito dei paesi africani in progetti di sviluppo.
19:55Questo è sicuramente positivo. Ecco quello che può essere una base importante però
20:02per costruire un effetto molto più alto sul debito. Questo effetto più alto sul debito
20:09però sia non a livello bilaterale ma lavorando soprattutto con i paesi G20 per meccanismi
20:15di ristrutturazione del debito e quindi un impegno dell'Italia anche in altre sedi, mi
20:23avrebbe da dire una internazionalizzazione dell'approccio sul debito in sede G20 in
20:28particolare per capire quali sono i meccanismi di ristrutturazione del debito può essere
20:33molto importante ma anche rispetto a lavorare con quegli attori pubblici e privati che hanno
20:43in mano il debito africano. Penso la Cina e penso anche tanti attori privati. Quindi uno
20:46sforzo per diciamo di diplomazia forse del debito sarebbe auspicabile ma la direzione
20:52sicuramente è quella giusta. Il terzo elemento positivo è un'attenzione all'adattamento
20:57climatico e quindi porre l'accento sulla ricerca di progetti che mettono i paesi africani, quelli
21:05identificati, in condizioni di rispondere agli impatti del cambiamento climatico che sicuramente
21:11può avere un effetto stabilizzante anche per i paesi. Ecco, quello che vediamo meno
21:18sull'adattamento è invece un focus su come finanziamo questi progetti, quindi bene l'identificazione
21:24ma ci chiediamo anche come finanziare questi progetti visto che i progetti per l'adattamento
21:31sono quelli che meno di tutti ricevono finanziamenti privati perché sono difficili, sono rischiosi
21:37e qui è dove il finanziamento a fondo perduto o altamente concessionale ha un impatto molto
21:47importante, quindi se noi avessimo disponibilità di questi fondi ecco meglio dedicarli a fondi
21:55per adattamento che per esempio progetti per l'energia che invece riesce ad attrarre più
22:01facilmente investimenti privati. Quindi questa è una riflessione importante, una riflessione
22:07che si aprirà anche alla COP30 proprio sull'adattamento e appunto un impegno dell'Italia, la COP30
22:15per capire come finanziare progetti di adattamento sarebbe molto importante e rientrebbe anche nello
22:22spirito appunto del piano Mattei. Detto questo rileviamo tre criticità a cui proverò a legare
22:30delle raccomandazioni specifiche. La prima manca ancora una piena trasparenza e tracciabilità
22:39dei progetti, quindi leggiamo molti esempi anche iconici, interessanti ma c'è molta frammentazione
22:47e le informazioni appunto per ogni progetto varia. Quindi una raccomandazione potrebbe essere
22:53quella di mettere a disposizione un database accessibile che mostri gli obiettivi di impatto
23:00dei progetti, il cronoprogramma, i canali di finanziamento e anche gli attori coinvolti.
23:09Questo sarebbe un grande esercizio di trasparenza, di tracciabilità, anche di accountability che anche
23:15attori della società civile e i locali possono seguire. Il secondo punto critico che vediamo è
23:25ancora un insufficiente coinvolgimento della società civile e delle comunità locali, soprattutto nella
23:32fase ex ante, cioè nella fase di valutazione dei progetti scelti e quindi un coinvolgimento ex ante
23:39può aiutare a rilevare criticità prima della scelta del progetto, ma anche l'identificazione
23:45di nuovi progetti può avvalersi della conoscenza locale, può avvalersi della conoscenza che
23:53anche la società civile ha del più alto impatto sociale e locale che i progetti possono avere.
24:01Infine l'ultima criticità è quella forse più importante che rischia anche di vanificare
24:06i obiettivi del piano è una mancanza di visione strategica d'insieme del sistema Italia, ma anche
24:14direi della politica, sul nesso clima-energia per lo sviluppo, ovvero il piano Mattei al momento
24:22non è ancora una bussola del sistema Italia, perché non c'è coerenza tra l'approccio del piano Mattei
24:30che è comunque positivo sul clima e l'energia, nel senso che per esempio c'è un'esclusione di progetti
24:35fossili, ma non riesce a influenzare come il sistema Italia si interagisce con l'Africa
24:41e se imprese e la diplomazia italiana continua a supportare progetti multimiliardari fossili
24:56nei paesi africani c'è il rischio, c'è una forte incoerenza e c'è il rischio che questi
25:03progetti poi vanificano gli sforzi del piano Mattei di sviluppo sostenibile. Questo perché
25:08nuovi progetti fossili in Africa esercitano una pressione molto forte sui debiti dei paesi,
25:16lo sviluppo sostenibile del paese è messo in discussione e la credibilità dell'Italia
25:23è messa in discussione nel momento in cui si continua a supportare questo tipo di progetti
25:28credibilità che appunto si verifica, la verifichiamo nel momento in cui l'Italia appunto partecipa
25:34alle COP, firma impegni climatici per ridurre le emissioni, firma anche impegni per terminare
25:45il supporto della finanza pubblica agli investimenti fossili, appunto se poi invece vediamo che
25:50nella realtà questi investimenti fossili continuano col supporto pubblico c'è una questione
25:55di credibilità, ecco quindi ci auspicheremo che il piano Mattei possa diventare più anche
26:02una bussola per informare il sistema Italia e sia il governo che il Parlamento appunto possono
26:08con il piano Mattei, possono diciamo costruire un riferimento strategico, quasi un benchmark
26:15per la finanza pubblica ma anche per le aziende partecipate e infine quindi costruire con i paesi
26:26anche piani di sviluppo nazionale che appunto sono in linea con gli obiettivi per esempio
26:34dell'Accordo di Parigi o degli SDGs. Mi fermo qui, grazie.
26:39Grazie mille, chiedo ai colleghi e alle colleghe se ci sono domande.
26:45L'onorevole Poltrini.
26:53Scusami, devi accendere il microfono. Non abbiamo sentito niente.
27:00È aperto?
27:01Bene, ottimo.
27:02Ringraziavo il dottor Bergamaschi per aver evidenziato in modo molto chiaro i tre passi
27:10avanti e le tre criticità. Ecco, vorrei soffermarmi sulle criticità. Dunque, sì, la mancanza
27:20di trasparenza e la tracciabilità dei progetti è evidente anche a noi in Parlamento perché
27:27è stata fatta una relazione che non contiene tabelle, non contiene rilevatori valutabili,
27:35del tutto così approssimativa e veramente amatoriale dal mio punto di vista perché io
27:42penso che in nessun forum autorevole ci si possa presentare con una scheda, una relazione
27:53così poco strutturata e tanto più questo in un Parlamento. Anche in questo caso io penso
28:01che si perda credibilità perché se si va in un contesto internazionale con una relazione
28:08di questo tipo che manca di tutti i riferimenti su cui normalmente vengono valutati i progetti,
28:15anche l'azione, lo sforzo di un governo in uno specifico ambito, ecco, si rischia veramente
28:22di fare molti passi indietro. Il fatto di non coinvolgere la società civile
28:28locale anche è un elemento che qualifica il progetto che per quanto mi riguarda mi sembra
28:36più orientato agli interessi delle aziende italiane che portano avanti questi progetti
28:46che all'impatto che questo ha sulle comunità locali. Noi non sappiamo e non sappiamo quali
28:52sono i criteri di valutazione, se le comunità locali stanno beneficiando di questo o se invece
29:01questo va solo a vantaggio delle aziende italiane. Verrebbe di pensare che questo sia il vero
29:07e principale obiettivo, cioè l'approccio predatorio che ha sempre contraddistinto interventi che hanno
29:20evitato un confronto profondo con i soggetti locali e con i bisogni delle comunità locali.
29:28Per quanto riguarda il terzo punto di criticità, ecco, io vorrei capire se i progetti fossili
29:42sono effettivamente progetti, cioè riguardo al piano Mattei, se facendo una valutazione
29:51sull'impatto che questo può avere sull'ambiente, intanto se sono più progetti fossili o progetti
30:03tipo biocarburante che sono false soluzioni oppure progetti invece volti alla sostenibilità
30:12ambientale. Quindi sapere dal punto di vista del tema ambientale quali sono i progetti predominanti
30:25nel piano Mattei e poi appunto se lo sforzo verso la transizione ecologica, verso l'ambiente
30:40a suo avviso anche per aver convertito il fondo clima in progetti non definiti come quello
30:53che c'è stato prima evidenziato dal dottor Maugeri in Kenya con Leni che fa biocarburante,
31:04diciamo che di quel fondo che è stato convertito e che quindi non so, si sta disperdendo in questo
31:17piano Mattei se non si rischia un cortocircuito, cioè che quei fondi che erano per il clima
31:23vengano poi usati invece o per le false soluzioni o addirittura per progetti fossili che hanno
31:32un impatto negativo sull'ambiente. Grazie.
31:35Se non ci sono altre domande riderei la parola al dottor Bergamaschi.
31:41Sì allora rispetto all'utilizzo dei fondi vale quello che si è detto in precedenza, la
31:48trasparenza e la tracciabilità dei fondi è importante quanto quella dei progetti, quindi
31:52l'auspicio è che per esempio se il CDP è in capo alla gestione del fondo clima che ci sia
32:00accessibilità e trasparenza rispetto a come questi fondi vengono utilizzati verso quali
32:06progetti. Non rileviamo progetti fossili all'interno del piano Mattei, quindi questo per noi è un aspetto
32:14positivo, ma la contraddizione per il sistema Italia, per la diplomazia e per la politica
32:20direi è che se noi un giorno offriamo al Mozambico un progetto all'interno del piano Mattei
32:27che ha criteri di sostenibilità importanti e il giorno dopo però chiudiamo contratti
32:33multimiliardari per l'esplorazione e la produzione di gas, è lì che il progetto del piano Mattei
32:41diventa totalmente insignificante rispetto all'impatto che i progetti gas in Mozambico
32:47stanno avendo sulle finanze del paese e su una grande situazione di sicurezza nel nord del paese.
32:55Se guardiamo cosa è successo negli ultimi dieci anni nella regione di Capo del Gado, lì
33:01vediamo una completa trasformazione delle dinamiche della società e dei fattori di sicurezza
33:07che hanno portato a forte instabilità e sono seguite proprio all'inizio dell'esplorazione
33:15di idrocarburi che sono stati poi supportati non solo da aziende italiane partecipate ma
33:21anche da Sace con un'importante assicurazione.
33:28Ecco, è questa diciamo coerenza e contraddizione che noi rileviamo e il piano Mattei rischia di essere insignificante
33:36se non diventa una bussola per la politica e noi ci auspichiamo appunto che lo possa diventare
33:43con appunto promesse magari forse più forti sulla trasparenza, più forti su come utilizziamo
33:48ogni singolo euro, però al momento diciamo non lo è.
33:53Il piano Mattei rischia di diventare anche, di avere buone intenzioni ma una esecuzione
33:58appunto che non conduce a impatto o addirittura appunto che non raggiunge gli obiettivi politici
34:09del piano. Ecco, ci vorrebbe quindi un passaggio diciamo trasformativo dell'azione con l'Africa
34:15del sistema Italia. Il piano Mattei può aiutare al momento rischia di essere più un po' una
34:20vetrina di quello che vorremmo fare con l'Africa più che diciamo un'azione esatto, concreta e reale.
34:28Grazie mille, ringrazio il dottor Bergamaschi a nome di Ecco per gli spunti. Dichiaro conclusa
34:33questa parte di audizione.
34:39C'è l'ultima audizione della giornata con
34:56do la parola al professor Vittorio Colizzi
34:59che rappresenta il centro di relazioni con l'Africa della società geografica italiana
35:05che ha l'obiettivo di promuovere le relazioni con il mondo africano attraverso
35:08partnership paritarie. Prego, professor Colizzi.
35:14Sì, buongiorno. Di fatto la società geografica italiana ha questo compio di mantenere sotto
35:21legge del Ministero anche della Cultura, oltre che quello del Ministero degli Esteri, rapporti
35:27interventi.
35:28In questo contesto, in questo contesto, i paesi con cui noi siamo più in contatto attualmente
35:47sono il Chad, il Cameron e la Somalia. In Somalia, per esempio, viene svolta un'attività di formazione
35:56per altri dirigenti del Ministero della Giustizia e della Sanità e in questo modo è finanziato
36:04dall'Agenzia Italiana per la cooperazione e lo sviluppo. In questo modo si formano i direttori
36:11generali che poi saranno i direttori anche dei grandi ospedali oppure magistrati per far funzionare
36:20un po' tutta la macchina. In Somalia specialmente abbiamo una serie di presenze storiche italiane,
36:29magari in questo momento superate, però ancora vivo il ricordo e la loro presenza anche
36:36statutaria, di società italiane nel settore della trasformazione alimentare, oltre che
36:44negli ospedali, alcuni dei quali hanno ancora il nome italiano e che negli ultimi anni la
36:49cooperazione italiana ha molto finanziato. Quindi diciamo che la nostra prospettiva per quanto riguarda
36:57il Piano Mattei e che ci sia anche per questi paesi che non sono considerati prioritario dal
37:04Piano Mattei si possa cominciare invece a intravedere un loro partecipazione. Ognuno di questi paesi
37:13ha una loro fragilità, la Somalia ancora per motivi di sicurezza, il Chad perché è il primo paese
37:20della frontiera saheliana, però sono tutti paesi che di fatto sono prioritari per la cooperazione.
37:27Quindi in qualche modo collegare le attività di cooperazione, non dico tutte, ma almeno alcune,
37:33quelle che hanno più ampio respiro a processi anche di sviluppo economico come vengono fatti
37:39col Piano Mattei sarebbe estremamente utile.
37:46Grazie professore. Non so se i colleghi hanno domande su questo. Direi di no. La ringrazio
37:54molto e dichiaro conclusa questa audizione e le audizioni della mattinata odierna.
38:00Grazie.