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  • 2 mesi fa

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Trascrizione
00:04Ora andiamo ad occuparci di uno dei dossier storici italiani, conto alla rovescia per l'ex Ilva, meno di 80
00:11giorni allo spegnimento dell'area a caldo di Taranto, imposto dalla corte di appello di Milano.
00:17Sul tavolo resta l'offerta dell'indiana Gindal, ma dopo tre giorni di confronti tra governo, sindacati, antilocale, industria, siderurgica,
00:26prende forma anche l'ipotesi di una cordata italiana.
00:30Molte strade restano aperte, allora cerchiamo proprio di approfondirle con Carlo Mapelli, professore del Politecnico di Milano e super esperto
00:39di siderurgia. Ben ritrovato.
00:43Grazie, buongiorno a voi e agli spettatori.
00:46Buongiorno, professore. Dunque, a che punto siamo dopo gli incontri della scorsa settimana? Il tempo stringe, c'è ancora una
00:52strada tecnicamente percorribile per evitare la chiusura dell'area a caldo oppure dal suo punto di vista ormai si tratta
00:59di un capitolo chiuso?
01:02A mio parere si tratta di un capitolo chiuso perché vi è un ordine del Tribunale che è stato anche
01:09molto ben strutturato e vi è dell'amianto all'interno dell'impianto che doveva essere rimosso per tempo,
01:17soprattutto nei cauper e durante lo stadio di riscaldamento dei cauper che portano le emissioni al di fuori di questo
01:26scambiatore di calore a 400 gradi,
01:28le fibre di amianto non vengono alterate e mantengono la loro pericolosità.
01:34Per cui lo spazio per tenere aperta la parte a caldo direi che è minimo.
01:41Tra i vari nodi sembra esserci quello delle risorse con l'industria che chiede un intervento dello Stato.
01:48Quanto denaro secondo lei potrebbe servire realmente per rendere Taranto competitiva e decarbonizzata e in quanto tempo?
01:58L'investimento dipende da quanto è l'acciaio che si vuole produrre annualmente.
02:05Si consideri che per ogni tonnellata prodotta annualmente servono investimenti per 1.500 euro tonnellata grossomodo.
02:13Significa per fare 2 milioni di tonnellate serverebbero 3 miliardi di euro, per fare 4 milioni di tonnellate servirebbero 6
02:22miliardi di euro.
02:23La stessa Hyundai negli USA sta facendo un investimento per produrre circa 3 milioni di tonnellate e spenderà 4 miliardi
02:32800 milioni di euro.
02:35E i tempi variano tra i 4 e i 5 anni.
02:40Tra l'altro è una situazione molto critica perché se di solito si possono sostenere gli investimenti con l'attività
02:46produttiva,
02:46ma in realtà in questo caso l'impianto è fermo, quindi sono investimenti secchi senza avere la possibilità di recuperare
02:54nel frattempo quanto investito.
02:56Lei sostiene anche che una cordata italiana per salvare l'exilva è difficilmente realizzabile.
03:03E ai nostri microfoni, poche settimane fa, anche il presidente di Federmeccanica, Bettini, ha espresso una posizione simile.
03:09Eppure, soprattutto dal lato del governo, della politica, si considera, continua a considerare questa soluzione come possibile.
03:18C'è una valutazione diversa, secondo lei, sulla sostenibilità dell'operazione,
03:23oppure ci sono delle ragioni industriali e strategiche che la politica considera più importanti di quelle economiche?
03:29Ecco, come considerare proprio questo punto, il punto della cordata italiana?
03:34Io credo che la politica in realtà sia in difficoltà principalmente nel gestire il tema occupazionale.
03:40E si sta cercando di tenere in vita un impianto industriale in una situazione che è estremamente compromessa.
03:49La possibilità di una cordata di industriali in una prospettiva semplicemente privata,
03:55io la vedo come un'operazione ad alto rischio, difficile da realizzare vista l'intensità degli investimenti che è richiesta.
04:04L'unica possibilità sarebbe quella che lo Stato finanzi questa operazione, però se la finanzia deve anche controllarla.
04:13Poi magari in un momento successivo fare un passaggio di proprietà, quindi coinvolgere magari dei soci privati.
04:26Ma oggi non esistono realtà private in grado di sostenere quella molle di investimenti.
04:31E se si legge anche con attenzione il comunicato di Federacciai, loro si dicono concentrati soltanto sulla parte a freddo,
04:38non sulla parte a caldo, che invece è quella che comporta la maggiore occupazione
04:45e che sarebbe veramente strategica, se mai fosse strategica, per andare a produrre acciaio liquido sul territorio nazionale.
04:53Ecco, sul tavolo dunque resta al momento l'offerta di Gindal che si è fatta avanti nonostante la sentenza
04:59ma che nell'ultimo trimestre per esempio ha perso il 43% degli utili.
05:03Cosa dovrebbe pretendere concretamente il governo prima di affidare l'ex Silva un nuovo proprietario,
05:10insomma per tutelarsi in un certo senso?
05:17In modo molto concreto vanno chieste fideiussioni bancarie assicurative garantite dagli istituti finanziari credibili.
05:24Perché il rischio di offerte senza adeguate garanzie è che abbiano lo scopo di prendere in ostaggio l'impianto
05:30con i lavoratori per poi chiedere continui contributi pubblici e magari contratti di fornitura dal settore pubblico.
05:37Questo va evitato se è vero che c'è questa disponibilità e addirittura sopportare la mole di questi investimenti
05:44non dovrebbero avere alcun problema anche a porre a garanzia queste fideiussioni.
05:50Se invece tergiversano e non vogliono esporre queste garanzie significa che hanno altre mire
05:58e viste anche le esperienze passate non felici su Taranto sarebbe meglio evitarlo.
06:06Brevemente vorrei tirare le somme di questa chiacchierata con lei anche alla luce della decisione di oggi.
06:13Oggi Federacciai ricordiamo che scioglie proprio la riserva sulla cordata italiana.
06:17Dunque qual è il futuro dell'ILVA?
06:21Il futuro dell'ILVA se c'è un impegno diretto alla nazionalizzazione della parte a caldo
06:26può darsi che sia quello di la ristrutturazione di un impianto molto moderno
06:33che però prevederà al massimo tra i 1800 e i 2500 impiegati.
06:39Dato che come sta dimostrando la filiera metalmeccanica italiana
06:43questa produzione di acciaio comunque non è più stata strategica negli ultimi anni
06:49va considerata attentamente la prospettiva di sostituire questa attività produttiva
06:56con altre attività produttive proprio anche sul territorio di Taranto
07:01perché quelle sono aree industrialmente molto appetibili
07:04di vista l'ottima logistica in mezzo al Mediterraneo servite da un ottimo porto.
07:10Per cui ci sono fondamentalmente queste due prospettive.
07:14Quello che è importante è che non si continuino a sprecare dei soldi pubblici
07:20soltanto concentrandosi su un tema occupazionale.
07:24L'occupazione si può recuperare anche con altre operazioni di carattere industriale
07:30che possono svolgersi sulla medesima area.
07:33Ecco allora staremo a vedere.
07:34Grazie Carlo Mapelli, professore del Politecnico di Milano per essere stato con noi.