" In ogni società, in ogni paese, in ogni epoca, ci sono angoli bui che sfuggono allo sguardo. Punti ciechi e zone d'ombra in cui la luce di tutti i giorni non arriva. Soprattutto per quelle società, quelle epoche e quei paesi che si ritengono più sani, più felici e più innocenti. E che proprio quelle zone d'ombra hanno deciso d'ignorare, stabilendo un confine oltre il quale non è più lecito, non è più raccomandabile, spingere lo sguardo. E invece è proprio lì che si annidano gli incubi che turbano i sogni dell'infanzia più innocente. Ogni epoca, ogni luogo, anche l'Italia, ha il suo incubo. Il suo serial killer... "
RINA FORT: Questo episodio affronta uno dei crimini più sconvolgenti ed efferati del secondo dopoguerra italiano, passato alla storia per la sua incredibile ferocia, tanto da far guadagnare alla protagonista il macabro soprannome di "La belva di via San Gregorio". Carlo Lucarelli ci porta nella Milano distrutta del 1946, dove la miseria della guerra appena finita fa da sfondo a un delitto passionale dalle proporzioni inimmaginabili. Rina Fort intraprende una relazione con il suo datore di lavoro, Giuseppe "Pippo" Ricciardi. L'uomo le fa credere di essere separato, ma quando la moglie di lui (Franca) si trasferisce a Milano con i figli, la gelosia di Rina si trasforma in totale e cieca follia. Rina si presenta a casa della rivale in via San Gregorio 40. Al culmine di una discussione, aggredisce Franca colpendola brutalmente alla testa. Poi, per eliminare ogni testimone, infierisce con la stessa ferocia sui tre figli piccoli della coppia: Giovanni (7 anni), Giuseppina (5 anni) e il neonato Antonio di soli 10 mesi. Catturata dalla polizia guidata dal famoso commissario Mario Nardone, Rina Fort inizia a cedere. Lucarelli analizza il labirinto psicologico della donna, che fornirà ben otto versioni differenti del delitto, accusando e scagionando l'amante in un balletto continuo di verità e bugie. Nel 1950 si apre un processo mediatico senza precedenti per l'Italia dell'epoca. Rina Fort viene dichiarata perfettamente capace di intendere e di volere, venendo condannata all'ergastolo. Sconterà decenni in carcere prima di ricevere la grazia presidenziale nel 1975.
https://it.wikipedia.org/wiki/Rina_Fort
https://es.wikipedia.org/wiki/Rina_Fort
#ProfondoNero #CarloLucarelli #RinaFort #LaBelvaDiViaSanGregorio #StrageDiViaSanGregorio #SerialKillerItaliani #Milano1946 #DopoguerraItaliano #TelevisioneItaliana #ProgrammiTV #CrimeInvestigation #CronacaNera #StorieCriminali #TrueCrime #MisteriItaliani #GialliItaliani #StorieVere #DocumentarioCrime #InchiesteGiornalistiche #CrimeCommunity
RINA FORT: Questo episodio affronta uno dei crimini più sconvolgenti ed efferati del secondo dopoguerra italiano, passato alla storia per la sua incredibile ferocia, tanto da far guadagnare alla protagonista il macabro soprannome di "La belva di via San Gregorio". Carlo Lucarelli ci porta nella Milano distrutta del 1946, dove la miseria della guerra appena finita fa da sfondo a un delitto passionale dalle proporzioni inimmaginabili. Rina Fort intraprende una relazione con il suo datore di lavoro, Giuseppe "Pippo" Ricciardi. L'uomo le fa credere di essere separato, ma quando la moglie di lui (Franca) si trasferisce a Milano con i figli, la gelosia di Rina si trasforma in totale e cieca follia. Rina si presenta a casa della rivale in via San Gregorio 40. Al culmine di una discussione, aggredisce Franca colpendola brutalmente alla testa. Poi, per eliminare ogni testimone, infierisce con la stessa ferocia sui tre figli piccoli della coppia: Giovanni (7 anni), Giuseppina (5 anni) e il neonato Antonio di soli 10 mesi. Catturata dalla polizia guidata dal famoso commissario Mario Nardone, Rina Fort inizia a cedere. Lucarelli analizza il labirinto psicologico della donna, che fornirà ben otto versioni differenti del delitto, accusando e scagionando l'amante in un balletto continuo di verità e bugie. Nel 1950 si apre un processo mediatico senza precedenti per l'Italia dell'epoca. Rina Fort viene dichiarata perfettamente capace di intendere e di volere, venendo condannata all'ergastolo. Sconterà decenni in carcere prima di ricevere la grazia presidenziale nel 1975.
https://it.wikipedia.org/wiki/Rina_Fort
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TVTrascrizione
00:14Ci sono delitti che vanno oltre la cronaca nera, oltre le vittime, a chi le ha uccise
00:20e alle persone che ci stanno intorno.
00:22E non perché siano più importanti, nessuna vittima è mai meno importante di un'altra,
00:27ci mancherebbe, ma perché avvengono in un momento particolare in cui il paese sta cambiando.
00:32O forse era già cambiato prima, non importa.
00:35Perché quel delitto, come un colpo di rasoio, squarcia la pelle della società e fa capire
00:40a tutti, per la prima volta, che siamo diversi da quello che credevamo.
00:44Siamo un'altra cosa, che c'è un prima e c'è un dopo.
00:50Ogni epoca, ogni luogo, anche in Italia, ha i suoi incubi.
00:54Delitti inquietanti, che ci hanno cambiato per sempre.
01:14Orrore, esecrazione, disgusto.
01:17A che servono le solite parole?
01:20C'era qualcosa di più.
01:22Una nausea atroce al pensiero di quanto era accaduto.
01:39L'Italia è quella del 1946, novembre per la precisione.
01:4429 novembre 1946.
01:46È un'Italia che in poco più di un anno è completamente cambiata.
01:50Niente più guerra, niente più fascisti, niente più tedeschi ad occupare parte del paese.
01:55Niente più rastrellamenti, fucilazioni o bombardamenti.
01:58Niente più morti sotto le case che crollano, per le strade o al fronte.
02:03La guerra è finita.
02:05L'Italia è una democrazia, una repubblica, ed è pronta a ricominciare tutto da capo.
02:20È un'Italia che canta, che fischietta i motivi trasmessi dalle nuove reti radio della nuova RAI.
02:26La barchetta in mezzo al mare, con le voci allegre di Nilla Pizzi e Tony Stella.
02:30Dove sta Zazza con quella divertita di Gigi Beccaria?
02:33Oppure che sospira e sogna sulla voce morbida di Alberto Rabagliati con Buonanotte Angelo Mio.
02:39che va a teatro a ridere e divertirsi con le donnine dalle gambe scosciate
02:43e le gag di Erminio Macario in Follie d'Amleto.
02:46O con la sensualità formita di Vanda Osiris in Domani è sempre Domenica.
02:54È un'Italia che vuole dimenticare la morte, la povertà, il dolore e la violenza.
02:59Cheppure ci sono tutti.
03:01Ci sono i morti ammazzati dai regolamenti di conti.
03:04Ci sono gli sfollati fuori casa, ci sono le macerie, c'è il razionamento, c'è anche il mercato nero.
03:09È quell'Italia che viene raccontata proprio in quei momenti dai capolavori del neorealismo
03:14come Paesà di Roberto Rossellini o Sciuscià di Vittorio De Sica.
03:21Va bene, ma quella era la guerra, era un'altra Italia.
03:24Adesso c'è la pace, il lavoro.
03:26Ci sono i sogni, finalmente.
03:31Vagavo senza meta, quando all'altezza di via Tenka, automaticamente ho svoltato a destra
03:38e sono entrata nello stabile numero 40 di via San Gregorio.
03:42Sono salita al primo piano e ho bussato alla porta della famiglia Ricciardi.
03:47La signora Pappalardo ha chiesto chi fosse, poi ha aperto la porta.
03:54Il 29 novembre del 1946 è un venerdì, è notte, venerdì notte a Milano, fa freddo,
04:02è buio e le strade sono male illuminate e c'è anche la nebbia.
04:06Anche via San Gregorio che sta nel quartiere di Porta Venezia
04:09e che di giorno è una strada molto attiva, una strada di negozi e di commerci,
04:14di contrabbando anche, ma che di notte è buia.
04:25Un sottile e impalpabile panico si è irradiato dal sinistro numero 40 di via San Gregorio.
04:31Noi siamo ben chiusi, con le porte sprangate, eppure lo sentiamo vagare intorno,
04:37nelle ore della notte e strisciare lungo le trombe delle scale.
04:48Meglio starsene in casa e infatti la signora Franca è nel suo appartamento numero 40,
04:53che è una palazzina di quattro piani, con i suoi tre figli piccoli a cui sta dando da mangiare
04:58quando qualcuno bussa la porta.
05:00La signora Franca si avvicina, chiede chi è e poi apre.
05:15La mattina dopo è sabato.
05:17Bisogna aprire il negozio di stoffe del marito della signora Franca, Giuseppe Ricciardi,
05:22che però è fuori città e non è ancora tornato.
05:25Il negozio si trova in via Tenca, che è a due passi da via San Gregorio.
05:28Così Pinuccia, la commessa, va dalla signora Franca a farsi dare le chiavi.
05:33Via San Gregorio numero 40, il portoncino è rotto, Pinuccia entra.
05:38Attraverso il cortile, che ancora per metà è coltivato ad orto, come durante la guerra,
05:42arriva fino ad una scala e sale.
05:52La porta dell'appartamento è aperta e così Pinuccia entra e si trova di fronte ad un massacro.
06:01La signora Franca è stesa sul pavimento dell'anticamera della cucina, a faccia in giù, in un lago di sangue.
06:08Accanto a lei, sempre a faccia in giù, c'è Giuseppina, detta Pinuccia, che ha cinque anni,
06:13a metà della soglia della cucina, dove ci sono Giovannino, sette anni, steso su un fianco con la manina sotto
06:19una guancia,
06:19e Antonuccio, dieci mesi, ancora sul seggiolone, riverso sul piano ribaltabile.
06:24La testa è un braccio in giù, come quando i bambini si addormentano mentre mangiano la pappa.
06:35Sono tutti morti, massacrati a colpi di spranga.
06:38Ci sono schizzi di sangue dappertutto, sui muri, sul pavimento, anche sul soffitto.
06:43È una delle scene del crimine più spaventose e agghiaccianti di tutti i tempi.
06:54Mi resti fitto nel cuore il ricordo di quei tre bimbi selvaggiamente uccisi,
07:00di quei tre faccini rimasti là, immobili per sempre,
07:04con l'espressione stupefatta di questo giolone da lattante, da cui colò il tenero sangue.
07:13È una violenza che fa paura, che fa tornare il quartiere di Porta Venezia,
07:18tutta Milano, tutta l'Italia intera, ai tempi della guerra.
07:21Ma non era finita.
07:22Tutto quel sangue, tutta quella violenza.
07:25Una donna massacrata e abbastonata, tre bambini, uno ancora sul seggiolone.
07:29Una cosa che i tedeschi fosse, le SS.
07:32Ma adesso non era finita.
07:53In un attimo arriva un sacco di gente, vicini, passanti, curiosi,
07:58poi i giornalisti, i cronisti, i fotografi.
08:00Tutti pestano, toccano, lasciano impronte in mezzo al sangue.
08:04E prima che la polizia riesca ad allontanarli tutti e a formare un cordone,
08:08bloccando anche la strada nei due sensi,
08:10la scena del crimine è definitivamente contaminata.
08:16La perquisizione, comunque, qualche indizio lo fornisce.
08:23Sul tavolo della cucina ci sono una bottiglia di liquore,
08:27rotta, due bicchierini e un terzo bicchiere che odora ancora di limone.
08:31Piatti sporchi nel lavello, che fanno pensare che la signora Franca
08:35e i suoi figli abbiano cenato normalmente quella sera.
08:43Sono vestiti pesantemente.
08:45La signora indossa una pelliccia e i bambini il cappotto.
08:49Ma è soltanto perché è inverno, fa freddo e non c'è riscaldamento.
08:53La guerra è finita da poco, lo abbiamo detto.
09:05L'armadio della camera da letto è spalancato, ma niente lascia supporre che qualcuno ci abbia frugato dentro.
09:14Sul cassettone, invece, sono in vista alcuni astucci di gioielli, vuoti.
09:19Una macchina fotografica di un certo valore è ancora lì, mentre mancano contanti dell'incasso del negozio.
09:29Nessuno degli investigatori, però, pensa che si tratti di una rapina.
09:34Non ci sono segni di effrazione sulla porta, come se la signora Franca avesse aperto spontaneamente.
09:39La famiglia Ricciardi non è ricca.
09:41Il negozio era sull'orlo del fallimento.
09:44E chi è ucciso si è accanito sui bambini, che non possono essere certo considerati dei testimoni pericolosi.
10:01L'arma del delitto, un oggetto lungo, metallico, a spigoli vivi, come una spranga di ferro, invece non si trova.
10:08Il signor Giuseppe viene contattato e gli raccontano quello che è successo.
10:12Era a Prato, per lavoro, ma si precipita subito a Milano.
10:15Appena vede tutto quel macello, dice che l'hanno rovinato, che gli hanno rubato cose di valore.
10:21Ma dice anche un'altra cosa.
10:22Fa un nome, il nome di una donna.
10:24Si chiama Rina, Rina Forti.
10:32Alla mia vista la signora si spaventò, indietreggiando.
10:37Allora io mi avventai sopra di lei.
10:39E la colpì ripetutamente alla testa, con un ferro che avevo preso in cucina.
10:45Lei cade sopra il pavimento.
10:48E io continuai a colpirla.
10:56Caterina Forte, detta Rina, è una giovane donna dagli occhi scuri e i capelli neri.
11:01Formosa, come si diceva allora.
11:03Da allineamenti marcati, che danno a suo volto una dura bellezza.
11:07È nata 31 anni prima, nel 1915, a Budoia, in provincia di Pordenone.
11:12E fino dalla sua infanzia, la sua vita è stata un susseguirsi di sventure.
11:21Ha solo tre anni quando conosce la guerra.
11:24Un gruppo di soldati austriaci tenta di stuprare la sorella maggiore
11:28e di picchiare la madre sotto i suoi occhi.
11:30A 11 anni, durante un'escursione in montagna,
11:34il padre, che sta cercando di aiutarla a superare un punto difficile,
11:37cade in un crepaccio e muore.
11:39Un fulmine colpisce la sua casa.
11:41La piccola resta seppolta sotto le macerie e incredibilmente sopravvive.
11:45A 20 anni, Rina si fidanza, convinta di aver trovato l'amore della sua vita.
11:50Ma il ragazzo, a pochi giorni dalle nozze, muore di tubercolosi.
11:56Rina non si perde d'animo.
11:57Non si arrende neanche quando scopre di essere sterile.
12:01Trova un altro amore e questa volta riesce a sposarsi.
12:04Lui però è un violento e mentalmente instabile.
12:07La prima notte di nozze la lega a letto e la malmena.
12:10Rina, ancora una volta, si dimostra forte.
12:24Riesci ad ottenere la separazione, un atto coraggioso, dal momento che nel 1937
12:29abbandonare il marito non era certo un'azione vista di buon occhio.
12:33E poi via.
12:33Via dal piccolo paese del Friuli.
12:38Via verso la grande città, a Milano, a casa della sorella,
12:42che da quelle terre sfortunate se ne è già andata da un pezzo.
12:45Ed è qui, nella Milano del primo dopoguerra,
12:48che Rina conosce Giuseppe Ricciardi.
12:58Rina, Rina Forte.
12:59La polizia la va a prendere alla pasticceria in cui lavora
13:02e la porta sul luogo del delitto.
13:05Rina però non vuole entrare.
13:06Dice che il sangue le fa impressione, le dà il volta stomaco.
13:09E così la portano in questura.
13:11Che rapporto c'è tra lei e Giuseppe Ricciardi?
13:14Sì, perché lui ha fatto il suo nome.
13:16Ma poi, quando la vede in mezzo ai poliziotti, fa un'altra cosa.
13:19La abbraccia e dice che Rina non c'entra niente.
13:22Che rapporto c'è tra loro due?
13:29Aveva 16 anni quando lasciò il paese.
13:33Alla stazione le amiche, un po' invidiosi, scherzavano.
13:36Vedrai, in città farai fortuna.
13:38Le dissero, vedrai, incontrerai un grande signore.
13:42Un giorno ti vedrebbo tornare in automobile.
13:46Lo dicevano per ridere, naturalmente,
13:48ma non poteva essere poi vero.
13:54Appena arriva a Milano, Rina conosce Giuseppe Ricciardi.
13:58Originario di Catania, magro,
14:00i capelli lisciati indietro dalla brillantina,
14:03i baffi neri ben curati, come si usavano allora,
14:06pippo, come lo chiamano gli amici.
14:07È uno che sa godersi la vita.
14:11Ha una casa e un negozio nella zona di Porta Venezia.
14:15Una zona di negozi e magazzini, di grandi palazzi,
14:17dove alla fine della guerra si erano stabiliti gli immigrati
14:20che arrivavano a Milano dal meridio.
14:23Lui le fa la corte e lei se ne innamora.
14:26E va a lavorare nel suo negozio come commessa, e non solo.
14:29Perché brava Rina, in cui l'attività si comporta quasi come una socia.
14:35È qualcosa di più anche come amante.
14:38Agli amici Pippo la presenta come sua moglie
14:40e, pare, le ha anche regalato un anello di fidanzamento.
14:43E sembra che finalmente le cose per Rina vadano bene.
14:46Ma non è così.
14:47Perché c'è qualcosa che Rina non sa.
14:49Lei spera che Pippo la sposi, ma lui non lo farà.
14:52Anzi, non può proprio.
14:55Perché a Catania ha già una moglie e tre figli.
15:01Quando Rina lo scopre, Giuseppe Ricciardi ammette la verità.
15:05Ma non importa, dice.
15:07Perché sua moglie Franca non ha nessuna intenzione di venire a Milano.
15:10Se ne resta là giù, a Catania, con la famiglia.
15:13E loro potranno vivere indisturbati, come vogliono.
15:16Rina accetta, perché è innamorata e perché il Pippo è uno che ci sa fare.
15:24Ma le voci corrono e a Milano i catanesi sono tanti, soprattutto a Porta Venezia.
15:29Così tanti che le voci arrivano fino a Catania.
15:32Lassù, a Milano, c'è un uomo sposato e con figli che ha un amante.
15:36Franca capisce subito che si tratta di Giuseppe.
15:39E allora, allarmata, prende i bambini e parte.
15:42Nessuno le toglierà il marito.
15:46La signora Franca, con i tre figli, Giovannino, Pinuccia e Antoniuccio,
15:52arriva a Milano l'estate del 1946.
15:55A quel punto, le cose tra Rina e Giuseppe devono cambiare.
16:00E infatti Rina viene licenziata dal negozio di stoffe della famiglia Ricciardi,
16:04dove lavorava.
16:05E Giuseppe è costretto a lasciarla.
16:09Non credo che Ricciardi volesse bene a sua moglie.
16:13Mi risulta che la trattasse come un'estranea.
16:40Nell'ufficio della squadra mobile di Milano,
16:43nella questura di via Fatebene Fratelli,
16:45c'è il commissario Nardone, Mario Nardone,
16:48il megre italiano lo chiamano,
16:49l'ha appena inventata lui, la squadra mobile.
16:52Seduto alla sua scrivania, attento, concentrato,
16:55prende appunti su un blocchetto,
16:57come i detective dei romanzi gialli.
17:04Accanto a lui, in piedi, c'è il maresciallo Ferdinando Scuri,
17:07mano in tasca e due dita a stringersi il mento.
17:09Anche lui come i detective dei gialli.
17:11In fondo, contro il muro,
17:13tre agenti della pubblica sicurezza in Borghese.
17:15E in mezzo a tutti quegli uomini,
17:17quei poliziotti, c'è lei, Rina,
17:19seduta su una sedia a testa bassa,
17:21le mani strette in grado.
17:27Lei non sa niente, non ha fatto niente,
17:30non c'entra niente.
17:31La interrogano per 17 ore di fila
17:33e piano piano, Rina comincia ad ammettere qualcosa.
17:42Sì, è vero.
17:46Conoscevo Giuseppe Ricciardi.
17:48Stavo insieme a lui.
17:51Mi aveva anche regalato una specie di anello nuziale.
17:58La signora Franca sapeva di noi due.
18:02E quando è venuta a Milano,
18:04la nostra relazione ha dovuto interrompersi.
18:13Il commissario Nardone e il maresciallo Scuri
18:15insistono, ora dopo ora,
18:17mettono sotto torchio Rina da sola
18:19in quella stanza piena di uomini che la guardano.
18:22Perché il commissario Nardone
18:24è davvero bravo come Maigret
18:25e ha già un'idea di cosa può essere successo
18:28al numero 40 di via San Gregorio.
18:40Ad un certo punto tenta anche un trucco.
18:43Prende una sciarpa di Giuseppe Ricciardi,
18:45la sporca di Rossetto
18:46e la mostra a Rina
18:47dicendole che il suo uomo
18:48l'ha già dimenticata
18:50e va con altre donne.
18:51E' un po' teatrale ma funziona
18:58anche perché il commissario Nardone
19:00ha tirato fuori anche un'altra cosa,
19:02una cosa vera.
19:03Nella mano di Franca
19:04era stata ritrovata una ciocca di capelli,
19:07capelli scuri come quelli di Rina
19:09e si vede subito anche occhio nudo
19:11che potrebbero davvero essere i suoi.
19:26Rina crolla all'improvviso
19:28come succede in quei tipi di interrogatorio
19:31quando l'interrogato nega
19:32continua a negare per ore
19:33e poi di colpo ammette
19:35e diventa un flume in piena di dichiarazioni.
19:37Mentre l'avapalardo era nella stanza da pranzo
19:40ruppi il collo di una bottiglia di liquore
19:42e me ne versai in abbondanza.
19:46Accecata dalla gelosia
19:47e eccitata dal liquore
19:49mi alzai andando l'incontro.
19:54Giunta nell'anticamera la incontrai
19:55mentre tentava di venire in cucina.
19:59Alla mia vista si spaventò
20:01indietreggiando.
20:05Allora mi avventai sopra di lei
20:07e cominciai a colpirla ripetutamente
20:10alla testa con un ferro.
20:14di cui non sono in grado
20:15di specificare le dimensioni.
20:19Il 7 dicembre del 1946
20:22dopo una serie di interrogatori
20:24in cui aveva ammesso
20:25di aver ucciso la signora Franca
20:27ma sempre negato
20:28di aver toccato i bambini
20:29Reina Forte rilascia la dichiarazione
20:32che la farà diventare per sempre
20:33la belva di San Gregorio
20:35come la chiamano i giornali
20:36e un'opinione pubblica
20:38sempre più inferocita.
20:53C'è una gloria che risplende
20:55e c'è una celebrità nera.
20:59Esultano gli angeli nel cielo
21:01ma anche Satana, giù nel buio
21:03ha una specie di trionfo.
21:04una sua grandezza
21:07pavella anche l'assassino.
21:09Guardate Amleto
21:11Marina Forte no.
21:25Quel venerdì notte
21:26il 29 novembre 1946
21:28Reina sta vagando senza meta
21:31per le strade di Milano
21:32immersa dai suoi pensieri
21:33quando all'altezza di via Tenca
21:35svolta a destra
21:37automaticamente
21:38perché a destra c'è via San Gregorio
21:40e infatti si ritrova davanti
21:41al numero 40
21:42la casa di Giuseppe
21:44che conosceva così bene.
21:45Il portoncino
21:46ha la serratura rotta.
21:48Reina lo spinge
21:49entra nel cortile
21:50sale di sopra
21:51fino al primo piano
21:52e bussa.
22:13La signora Franca
22:15la fa entrare
22:15le dà anche una mano
22:16va bene
22:17se devono parlare
22:18possono farlo
22:19da persone civili
22:20così la fa sedere in cucina
22:21attorno ci sono i bambini
22:23che giocano
22:24Antonuccio sul seggiolone.
22:32La signora Pappalardo
22:33mi ha dato un bicchiere
22:34con acqua e limone
22:35con acqua e limone.
22:45Cara signora
22:46mi ha detto poi
22:48lei si deve mettere
22:49l'anima in pace
22:51e non portarmi via
22:52Giuseppe
22:53che ha una famiglia
22:54con dei bambini.
22:56La cosa deve assolutamente
22:58finire
22:58perché sono cara
23:00e buona
23:00ma se lei mi fa girare
23:02la testa
23:03finirò per mandarla
23:04al suo paese.
23:09Vorrebbe offrirle
23:10un goccio di liquore
23:11ma non c'è un cavatappi
23:12e così
23:13la signora Franca
23:14va a prendere un salotto
23:15e in quel momento
23:16Rina perde la testa.
23:23Prende un oggetto di ferro
23:24una specie di spranga
23:25che sta in cucina
23:27raggiunge l'anticamera
23:28la signora Franca
23:29che sta tornando
23:30dalla sala
23:31e che appena la vede
23:32indietreggia spaventata
23:35ma lei la colpisce
23:36con la spray
23:37alla testa
23:3818 colpi.
23:46Dalla cucina
23:47arriva Giovannino
23:48che cerca
23:49di difendere la mamma
23:50si aggrappa
23:51alle gambe di Rina
23:52la morda
23:53e su un polpaccio
23:54lei lo lancia
23:55contro il muro
23:55e lo colpisce
23:56alla cieca
23:577 colpi.
24:04va in cucina
24:05dove ci sono
24:06gli altri due bambini
24:06colpisce Pinuccia
24:08parecchie volte
24:08e colpisce Antonuccio
24:09un colpo solo
24:10ma che gli spacca la testa.
24:38Poi comincia a fare cose strane
24:43confusa
24:45esce dall'appartamento
24:46e scende le scale
24:47esce in strada
24:48resta un po' seduta
24:49su un gradino
24:49a riprendere fiato
24:50e poi torna su
24:53si toglie le scarpe
24:54e ne mette un paio
24:55di Giuseppe
24:55si mette anche
24:56una sua giacca
24:57sopra il cappotto
24:58apri i cassetti
24:59prende alcune cose
25:01si accorge
25:02che la signora Franca
25:03e i bambini
25:03sono ancora vivi
25:04allora
25:04prende dei pannolini
25:06li imbeve di ammoniaca
25:07e glielo infili in bocca
25:08poi
25:08rimette a posto le scarpe
25:10e la giacca
25:10ed esce
25:15le vittime agonizzavano ancora
25:17quando accostai la porta
25:18e discesi le scale
25:21andai a casa
25:22e mangiai due uova fritte
25:24con i grissini
25:27quella notte
25:28non riuscii a dormire
25:30il giorno dopo
25:32andai normalmente
25:33al lavoro
25:43torna a casa
25:44resta a rigirarsi
25:45nel letto
25:46tutta la notte
25:46senza dormire
25:47e la mattina dopo
25:48va a lavorare
25:49alla pasticceria
25:52agli spettacoli
25:53più fantasiose
25:54di morte violenta
25:55la gente
25:56aveva fatto
25:57negli ultimi anni
25:58un allenamento
25:59senza pari
26:00e un morto ammazzato
26:01o due
26:02o cento
26:03in un colpo
26:03ma questa volta
26:05il massacro
26:06conteneva
26:06una oscura
26:07in verosimiglianza
26:09che la cattiveria
26:10la gelosia
26:11la bassezza d'animo
26:13non bastavano
26:14neppure assommate
26:16a spiegare
26:17le notizie
26:19su Rinafort
26:20riempiono
26:21le prime pagine
26:21di tutti i giornali
26:22nelle botteghe
26:23nei bar
26:24in tutta Milano
26:25non si parla d'altro
26:26una volta
26:27sotto il fascismo
26:28la censura
26:29oscurava
26:30le notizie
26:30di Cronaca Nera
26:31nell'Italia
26:32di Mussolini
26:33certe cose
26:34non dovevano accadere
26:35e quando invece
26:35accadevano
26:36gli italiani
26:37non dovevano
26:37saperlo
26:42adesso però
26:43non è più così
26:44adesso l'Italia
26:45è democratica
26:45e repubblicana
26:46i giornali
26:47pubblicano
26:47quello che vogliono
26:48e notizie come quella
26:49finiscono in prima pagina
26:50a fare paura
26:51alla gente
26:54che improvvisamente
26:55quasi per la prima volta
26:57si trova di fronte
26:58a quella violenza
26:58e a quell'orrore
26:59che aveva cercato
27:00di dimenticare
27:01relegandoli
27:02ai tempi della guerra
27:08e invece no
27:09qualcosa di malvagio
27:11serpeggia ancora
27:12per le strade
27:12e come dice
27:13Dino Buzzati
27:14il grande scrittore
27:15appassionato
27:16di Cronaca Nera
27:16che scriverà molto
27:18su questo caso
27:18gira invisibile
27:20covando il male
27:21e non sarà mai stanco
27:22bisogna fermarlo
27:24occorre togliergli
27:25l'aria
27:25incalzarlo
27:26oltre i confini
27:27estremi della città
27:28respingerlo
27:29fino alle lontane
27:30foreste del buio
27:31da dove è riuscito
27:32a fuggire
27:52per i giornali
27:54per l'opinione pubblica
27:56per la gente
27:56anche questi
27:57sono tempi di mostre
27:59come li chiamavano
28:00allora
28:00con brutale
28:01e impropria semplicità
28:02tempo di belve
28:03come la belva
28:05di via San Gregorio
28:10ma è davvero
28:11soltanto Rina
28:12la belva
28:13di via San Gregorio
28:21la confessione
28:22del 7 dicembre
28:23in cui Rina
28:24si dichiarava
28:25colpevole
28:25di tutti gli omicidi
28:26è soltanto
28:27una delle sette
28:28diverse confessioni
28:29che Rina
28:30rilascia nel corso
28:31di più di cento ore
28:32di interrogatorio
28:33davanti al commissario
28:34Nardone
28:34al maresciallo Scuri
28:36e ai magistrati
28:38Rina
28:38ritratta
28:39dice di essere
28:40stata costretta
28:41a confessare
28:41per le botte
28:42della polizia
28:43chiama in causa
28:44altre persone
28:49Carmelo
28:49per esempio
28:50sarebbe un conoscente
28:51di Giuseppe Ricciardi
28:52che Rina
28:53non ha mai visto
28:53bene in faccia
28:54siccome il negozio
28:55andava male
28:56avrebbero voluto
28:57simulare un furto
28:58permettere a tacere
28:59i creditori
29:00e vendere la merce
29:01al mercato nero
29:02avrebbero avuto bisogno
29:03della complicità
29:04di Rina
29:04perché nascondesse
29:06la merce
29:06in casa sua
29:07ma non è andata così
29:22Rina dice
29:23che quel venerdì
29:2429 novembre
29:25quando Carmelo
29:25incontra Rina
29:26le fa fumare
29:27una sigaretta drogata
29:28che la stordisce
29:30la porta in via
29:31San Gregorio
29:32la usa
29:32per farsi aprire
29:33dalla signora Franca
29:34poi arriva
29:35un altro uomo
29:36e fanno una strage
29:38mentre Rina
29:39se ne resta
29:40confusa e imbambolata
29:41seduta in un angolo
29:42della cucina
29:43su uno sgabello
29:54la ricerca
29:55di eventuali complici
29:56porta ad un uomo
29:57senza lavoro
29:58e senza fissa dimora
29:59con problemi di gioco
30:00e di alcol
30:01che si chiama
30:02Giuseppe Zappulla
30:03e che negli ultimi tempi
30:04era stato visto
30:05frequentare
30:06in negozio di stoffe
30:07è lui
30:08quello che Rina
30:09chiama Carmelo
30:14Rina lo riconosce
30:15e lo accusa
30:16e intanto
30:17le indagini
30:17si allargano
30:18anche su Giuseppe Ricciardi
30:19indicato come
30:20mandante del delitto
30:21anche su indicazione
30:22della sorella di Rina
30:23e dei genitori
30:24di Franca
30:25che appena arrivano
30:26a Milano
30:26lo accusano
30:27di essere
30:27un pessimo marito
30:28un pessimo padre
30:29e un donnaile
30:33Zappulla
30:34e Giuseppe Ricciardi
30:35vengono arrestati
30:36e indagati
30:37non emerge nulla
30:38al loro carico
30:39e così
30:40il giudice istruttore
30:40che coordina
30:41le indagini
30:42ordina
30:43di scarcerarli
30:49sono complesse
30:50e confuse
30:50spesso contraddittorie
30:52le confessioni
30:52che Rina
30:53rilascia la polizia
30:54ma a parte
30:55quella del 7 dicembre
30:56tutte concordano
30:57su una cosa
30:57i bambini
30:58lei non li ha toccati
30:59con la loro morte
31:00lei non c'entra niente
31:06la polizia
31:07il giudice istruttore
31:08i giornali
31:09la gente
31:10non le crede nessuno
31:11per tutti
31:12il mostro
31:12la belva
31:13è lei
31:13via San Gregorio
31:15la strada della strage
31:16si riempie di manifesti
31:18sopra c'è scritto
31:19arrogo la strega
31:28dalla portina
31:30alle 9.30
31:31una donna
31:32entra nella gabbia
31:33che è nella testa china
31:35e si nasconde gli occhi
31:36con le mani
31:39sembra una di quelle penitenti
31:41che si vedono incinocchiate
31:42nell'angolo più buio
31:44della chiesa
31:45alle 5 del mattino
31:48e invece
31:50è Rina Fort
31:51la belva
31:56il processo a Fort Caterina
31:58detta Rina
31:59accusata di 4 omicidi
32:01e simulazione di rapina
32:02si apre
32:03presso la corte
32:04d'assise di Milano
32:05il 10 gennaio
32:06del 1950
32:17nel febbraio del 1947
32:19presso il manicomio giudiziario
32:21di Aversa
32:22dove era detenuto
32:23in attesa di giudizio
32:24il professor Filippo Saporito
32:25un luminare
32:26della psichiatria
32:27famoso per aver esaminato
32:29anche Leonardo
32:30la saponificatrice di Correggio
32:32l'aveva trovata
32:33di intelligenza superiore
32:34alla media
32:35un po' confusa
32:36al momento della strade
32:37ma perfettamente in grado
32:38di intendere
32:39e di volere
32:45Rina si presenta in aula
32:47con un cappotto nero
32:48e una sciarpa gialla
32:49che le copre in parte il volto
32:50la stampa
32:51la chiama subito
32:52la belva
32:53con la sciarpa
32:53color canarino
32:54la gente
32:55che la vede arrivare
32:56le grida
32:57lurida
32:58schifosa
32:58assassina
32:59mentre
33:00dalla folla
33:01che è rimasta fuori
33:02dall'edificio
33:03ogni tanto
33:03durante il processo
33:04si sente gridare
33:05a morte
33:12qualcuno
33:13aveva già detto
33:13che non avrebbe dovuto
33:14essere processata
33:15in tribunale
33:16ma a Piazzale Loreto
33:17dove erano stati
33:18fucilati alcuni partigiani
33:19e poi
33:20appesi anche i corpi
33:21di Mussolini
33:22Claretta Petacci
33:23e alcuni gerarchi
33:24a testa in giù
33:29la difesa di Rina
33:31cerca di screditare
33:32la perizia
33:32del professor Saporito
33:34e dimostrare
33:35l'infermità mentale
33:36punta su alcune cose
33:38che non tornano
33:38sul luogo del delitto
33:39e che potrebbero indicare
33:41la presenza
33:41di più persone
33:42la forza stessa
33:44con cui sono stati colpiti
33:45la signora Franca
33:46e i bambini
33:47arriva anche
33:48ad accusare di nuovo
33:49Giuseppe Ricciardi
33:50di essere un complice
33:51oltre che un mandante
33:52come Rina
33:53aveva già detto
33:54in alcune sue confessioni
34:05potrei dire che non ho paura
34:07della sentenza
34:09faranno i giudici
34:10mi diano cinque anni
34:12o l'ergastolo
34:14a cosa può servire
34:15ormai sono la fort
34:17il 20 gennaio 1950
34:20dopo solo tre ore
34:22di camera di consiglio
34:23la corte dichiara
34:24a Rina Ford
34:25colpevole di quattro omicidi
34:26quello della signora Franca
34:28e quelli dei tre bambini
34:30e la condanna
34:31all'ergastolo
34:47Rina la belva
34:49viene trasportata
34:50nel carcere di San Vittore
34:51Cella 51
34:52da lì
34:53verrà portata
34:54nel carcere di Perugia
34:55dove attende
34:56fino al 1952
34:58quando la corte di Cassazione
34:59ordina
35:00un nuovo processo
35:21il processo
35:22che si apre
35:23presso la corte d'assise
35:24di Bologna
35:24ricalca quello precedente
35:26con qualche novità
35:27i genitori
35:28della signora Franca
35:29hanno denunciato
35:30Giuseppe Ricciardi
35:31come complice di Rina
35:32e lui
35:33a sua volta
35:34li denuncia per calunia
35:42il 9 aprile del 1952
35:45la corte d'assise
35:46delibera
35:47e conferma
35:48l'ergastolo
35:48per Rina Ford
35:49Giuseppe Ricciardi
35:50viene assolto
35:51ancora una volta
35:52torna al sud
35:52e in brevissimo tempo
35:53si rifà una famiglia
35:54in carcere
35:56in carcere
35:56Rina
35:56tiene una condotta
35:58esemplare
35:58si dedica a molte attività
36:00per il teatro del carcere
36:02interpreta James Bond
36:03che risolve
36:04case intricatissime
36:05e poi cucina torte
36:06e confeziona vestiti
36:08per bambini
36:19tiene sul letto
36:21tre bambole di cartapesta
36:22fatte da lei
36:22i suoi tre bambini
36:24le chiama
36:24tre
36:25come Giovannino
36:26Pinuccia
36:26e Antonuccio
36:41nel 1964
36:42Rina scrive una lettera
36:44alla famiglia di Franca
36:45chiedendo il perdono
36:49se dovesse ottenerlo
36:50forse
36:51ci sarebbe qualche speranza
36:52di ricevere la grazia
36:58la risposta
36:59che arriva tramite avvocato
37:01sorprendentemente
37:02è positiva
37:03adesso ci vorrebbe
37:04anche il perdono di Giuseppe
37:06che però
37:06non lo concede
37:07e solo dieci anni dopo
37:08quando Giuseppe muore
37:10arriva la grazia
37:11del presidente della Repubblica
37:13Giovanni Leone
37:35è il 1975
37:37quando
37:38dopo quasi 30 anni
37:39di prigione
37:40Caterina Ford
37:41detta Rina
37:42è di nuovo libera
37:47adesso
37:48è una straniera
37:49in una città
37:49e in un tempo
37:50che non sono più i suoi
37:51adesso
37:53alla radio
37:53passano
37:54i successi
37:55di un disco
37:55per l'estate
37:56Albano e Romina
37:58i Dick Dick
37:58l'Equip 84
37:59Fabrizio De Andrè
38:01canta Amico Fragile
38:02al cinema
38:03danno Amici Miei
38:04Fantozzi
38:05Profondo Rosso
38:06e Salò
38:19Rina è sola
38:20non conosce nessuno
38:22e quasi nessuno
38:23conosce più lei
38:27poi accade quasi un miracolo
38:29una famiglia di Firenze
38:31nonostante sappia tutto di lei
38:32la coglie in casa
38:33un gesto di umanità
38:34insperato
38:35e decisamente coraggioso
38:40e così la bestia feroce
38:42si ritira definitivamente
38:43nella sua tana
38:44ogni tanto qualcuno
38:45le chiede ancora un'intervista
38:47e lei ogni volta
38:48ripete
38:49che i bambini
38:49non li ha toccati
38:50i bambini
38:55il 2 marzo del 1988
38:58a 73 anni
38:59Caterina Forte
39:00muore di infarto
39:01nel suo letto
39:02nella casa della famiglia
39:04che l'ha ospitata
39:37in uno dei suoi articoli
39:39scritti su questa storia
39:40Dino Buzzati
39:41si chiedeva
39:42se Rina
39:42sarebbe mai tornata a Milano
39:44una volta uscita di galera
39:45se la immaginava
39:46vecchia e stanca
39:48vestita con quel suo cappotto scuro
39:50e la sciarpa gialla
39:51andare in via San Gregorio
39:53numero 40
39:53dove nessuno
39:54si ricordava più
39:55di quel vecchio fatto di sangue
39:57e dove i tre bambini
39:58che giocavano in cortile
39:59al sicuro della guerra
40:00neanche ne avevano sentito parlare
40:17perché il mondo è cambiato
40:19e si è dimenticato di Rina
40:20ora le mamme
40:22per spaventare i bambini
40:23che fanno i capricci
40:24non minacciano più
40:25di chiamare la Belva
40:26di via San Gregorio
40:28e che fanno i capricci
41:02Una bella ragazza minuta, dalla pelle chiara e i capelli scurissimi.
41:06Si chiama Franca.
41:10Lui si chiama Filippo, Filippo Melodia.
41:13È il nipote del boss del mandamento di Alcamo.
41:17Una fuitina, ma non ci crede nessuno.
41:20L'onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce.
41:24Ore d'angoscia si vivono nella famiglia di Franca Viona.
41:29Ore d'angoscia si vivono nella famiglia di Franca.
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