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  • 2 giorni fa
Rimini, 24 ago. (askanews) - "La proposta dei patti digitali parte dal basso e chiede ai genitori e agli adulti in generale di essere coinvolti in questa sfida dell'educazione digitale, mettendo delle regole e mettendosi insieme per rispettarle". Lo ha detto Stefania Garassini, docente all'Università Cattolica e membro del cda della Fondazione Patti Digitali, in un'intervista ad askanews al Meeting di Rimini.La prima regola, ha spiegato Garassini, è "aspettare i 13 anni per consegnare uno smartphone, ma non è l'unica: si tratta poi di riempire quel tempo di altre cose, di alternative, di formazione". I gruppi attivi in Italia "sono più di 260 e coinvolgono oltre 26mila genitori, e ognuno di questi gruppi genera idee e proposte concrete che possono aiutarci a vivere meglio l'uso del digitale, in famiglia ma anche come società".Un'iniziativa che nasce mentre si attende una regolamentazione sul limite d'età, "che potremmo prendere un po' più sul serio e avere come legge". "C'è un disagio degli adolescenti verso l'uso dei social ed è giusto raccoglierlo", ha aggiunto la professoressa: "Non per dire che i social non vanno usati mai, ma per dire che dobbiamo riprenderci la libertà di non usarli. Un po' quello che ci chiede il Papa quando dice che educare all'uso dell'intelligenza artificiale significa anche sapere quando non usarla".

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Trascrizione
00:00Certamente c'è un disagio degli adolescenti, dei giovani verso l'uso dei social, non è così semplice la questione.
00:07I ragazzi, soprattutto potremmo dire dai 20 ai 25 anni, sanno di aver pagato un prezzo molto alto all'uso
00:13dei social nella loro adolescenza.
00:15Davanti al Tribunale di Oakland ci sono ragazzi che stanno facendo delle dichiarazioni e dicono
00:21noi l'azienda che è in questo tribunale, noi sappiamo che ha trasformato la nostra infanzia in dati,
00:26non ci ha considerato bambini ma ci ha considerato dati, quindi capiscono che sono stati oggetto di un gigantesco esperimento
00:34sociale
00:34in cui appunto sono stati sottoposti a delle logiche commerciali.
00:38Questo disagio c'è ed è giusto raccoglierlo, non per dire che i social non vanno usati mai, ma per
00:43dire che dobbiamo riprenderci la libertà di non usarli.
00:47Un po' quello che ci chiede il Papa, il Papa dice educare l'uso dell'intelligenza artificiale significa anche sapere
00:52quando non usarla.
00:53Ecco, la stessa cosa dovremmo applicarla ai social, allora le regole, questo limite d'età che potremmo prendere un po'
00:59più sul serio
01:00e avere come legge, in realtà ci aiuta a dare anche ai ragazzi questa possibilità di non essere sui social
01:07prima del tempo.
01:08Nel frattempo, intanto che aspettiamo regolamentazione e legislazione, la proposta dei patti digitali è una proposta che parte dal basso,
01:16che chiede ai genitori e agli adulti in generale di essere coinvolti in questa sfida dell'educazione digitale,
01:22mettendo delle regole e mettendosi insieme per rispettare queste regole.
01:27La prima è aspettare, per esempio, i 13 anni a consegnare uno smartphone, ma non è l'unica, si tratta
01:32poi di riempire quel tempo.
01:34Noi aspettiamo a dare uno smartphone, quindi anche a dare l'accesso ai social,
01:37e intanto riempiamo quel tempo di altre cose, di alternative, di formazione.
01:42Ci sono gruppi sparsi per tutta Italia, sono più di 260, coinvolgiamo oltre 26.000 genitori
01:48e ognuno di questi gruppi genera delle idee, delle proposte concrete che possono aiutarci a vivere meglio in famiglia,
01:55ma anche come società, l'uso del digitale.
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