00:05Sparate lì dove c'è il fumo. Sono state le ultime parole pronunciate prima di morire
00:10da Ugo Forno, 12 anni, giovane partigiano che nella mattina del 5 giugno del 1944 salvò
00:16il ponte Salario da un attentato dinamitardo dei nazisti. Questa frase l'ha riportata
00:21un altro bambino, 82 anni dopo, in un testo che ha scritto per un progetto del secondo
00:25municipio per ricordare Ugo, che fu l'ultimo caduto della Resistenza nella capitale. I
00:30ragazzi di una classe della scuola elementare del quartiere hanno incontrato Fabrizio Forno,
00:35il nipote di Ugo. Fabrizio si è lasciato intervistare e qualche settimana dopo, nel parco in cui il
00:40piccolo partigiano giocava, l'hanno ricordato, raccontando ad altri la sua storia. Il 5 giugno
00:45del 1944 era un giorno di festa per l'arrivo a Roma degli americani. All'alba Ugo girava
00:50tra le jeep dei soldati, quando Angelo Bandinelli, membro della Resistenza, lo informò che un
00:55gruppo di tedeschi intendeva far saltare il ponte Salario sul fiume Aniene. Insieme ad altri ragazzi,
01:01Ugo corse sul posto, armato di pistole e fucili abbandonati dai tedeschi in fuga dall'Italia e dai
01:06fascisti dopo l'armistizio. Videro i sabotatori sistemare la dinamite e aprirono il fuoco. I tedeschi
01:11risposero con tre colpi di mortaio. Uno di questi colpì il dodicenne, che riuscì ad urlare ai compagni
01:17di sparare verso il fumo per colpire i nazisti ed evitare che accendessero le micce. Il ponte si salvò.
01:22Le ferite di Ugo, colpito alla testa e al torace, erano gravi e morì poco dopo. Sul muro della sua
01:28casa c'è una targa che ricorda la medaglia d'oro al merito civile.