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DivertentiTrascrizione
00:00Carolina, Elisabetta, Antonietta, benvenute. Sono molto felice di avervi qui con noi.
00:05Grazie, grazie.
00:07Prima domanda. La leggenda del deserto prende le mosse da un tuo lavoro precedente, Antonietta,
00:14che è Sara Aguil, realizzato nel 1997 per Il Manifesto, insieme a Jacopo Iquadri e Patrizio Esposito.
00:21Allo stesso tempo quindi abbiamo un archivio storico, un archivio visivo e un archivio familiale.
00:30Che ha composto la leggenda del deserto. Potete dire qualcosa in più come questi due elementi si sono fusi per
00:38il film?
00:39Vorrei dire che c'è solo un archivio familiare perché io in quell'occasione andai nel deserto del Sara
00:46e conoscere il popolo del Sara e portai con me Carolina molto piccola e fece un filmino di famiglia
00:56che durava tre ore perché seguivo questa bambina nel deserto in questa ambientazione assolutamente inedita per lei.
01:07E poi Elisabetta ha visto questi filmati in occasione del montaggio perché lei ha montato il mio film
01:13L'Occhio della Gallina e ha deciso di partire da lì per fare un suo film e raccontare il popolo
01:23di Saraui
01:23che è giusto non dimenticare.
01:29E sapete come poi si è entrata per portare tutto questo da un'altra parte e si è andato poi
01:36effettivamente da un'altra parte?
01:38Io sì, avevo visto appunto i filmini di famiglia in occasione dell'Occhio della Gallina
01:43e mi sono rimasti impressi per quasi un anno prima di veramente mettermi al lavoro.
01:49Però poi abbiamo deciso insieme a Carolina di tornare nei campi profughi
01:55ed è stato fondamentale anche il rapporto che Antonietta e mia madre ha continuato ad avere con Fatima Moffod
02:02che è la rappresentante del fronte polisario in Italia
02:05che è stata fondamentale, che ci ha seguito sempre dall'Italia ma ci ha indirizzato per tutto il viaggio.
02:12Infatti come lui chiede appunto a Carolina come è stato rivedersi, come è stato rimettersi in scena,
02:19come è stato rinarrare il tutto in prima di su questo?
02:24È proprio un caso, nel senso non l'ho narrato la prima volta, vivevo le mie esperienze
02:30una prima volta nel progetto dei giornali, forse questa volta in maniera creativa
02:36perché comunque avevo un po' quel compito di far vedere il quanto era passato
02:41dovevo rincontrare delle persone, quindi questo primo viaggio è stato diventato un piatto di ottico
02:46e ho amato amorezzare, ho amato tornare nei campi, lavorare con la sorella,
02:53comunque sono molto bello, molto toccante.
02:58Ho effettivamente chiuso un po' un tuizio, perché comunque a otto anni avevo molte sensazioni,
03:04avevo anche capito molto bene quella cosa che ho spesso,
03:07rivelavo i miei esperienze di scuola, ho detto, comunque sapevo benissimo
03:11cosa fosse arrivare anzi, ma ero quasi iniziata, poi negli anni,
03:16e da lui ho pensato tutto un proposto di conoscere questo popolo
03:21in maniera costante, costante anche da dove vengo io, da dove sono l'opera,
03:26e ho detto che prima di partire voi due, Carolina, vi siete confrontati,
03:38appunto avete rivisto tutto il girato per preparare, diciamo, a livello sia passato in termini narrativo,
03:44ma forse anche soprattutto emotivo, quello che poi sareste andate a vedere,
03:49in qualche modo a rivivere, come è andato appunto la prima volta che insieme avete visto tutto?
03:56Beh sì, principalmente a noi è servito, poi ovviamente nel documentario non è mai entrato,
04:01ma a me serviva a riguardare, perché noi abbiamo fatto un'intervista lunga quattro ore
04:05in cui abbiamo ripercorso tutto quanto l'archivio senza tagli,
04:08solo per cercare di riprendere la memoria di Carolina,
04:11che comunque aveva otto anni e anche riguardando le immagini con calma insieme
04:16li sono anche riafferrate delle sensazioni, delle emozioni che aveva provato
04:19e questo è stato fondamentale poi in seguito quando abbiamo lavorato insieme ad Antonello Osorio
04:26per il testo che è la voce di Carolina Bambina,
04:31per partire da una base reale, partire dai veri ricordi di Carolina
04:34per poi sviluppare tutt'altro e appunto il testo che adesso accompagna il documentario.
04:44Io devo dire che all'inizio è stata proprio la volontà di Elisabetta
04:48di realizzare, partendo da questa memoria familiare, questo film,
04:55ma ora guardando il film al contrario, cioè nel senso che ora è finito,
05:03devo dire che loro due sono ritornate veramente con un senso di solidarietà
05:10e di empatia nei confronti del popolo dei Sarawi,
05:16che in qualche modo è dentro il film e secondo me la cosa importante di questo film
05:24è che non solo ricorda la gente di un popolo gentile,
05:32come dice Carolina, e di un popolo che ha subito una grande ingiustizia
05:37e ha cercato sempre con il dialogo, con la diplomazia, una soluzione
05:42e sembra sempre più lontana, sempre più lontana, ma è anche specchio di un'epoca
05:49che i diritti, insomma loro, quando Carolina era piccola questo popolo sembrava
05:55a un passo da una soluzione, da un referendum.
05:59Oggi è lontana, molto più lontano e questa intuizione che ha avuto Elisabetta
06:07di far raccontare il film da una bambina e quindi il passato e il presente
06:13e il presente è un futuro che ci fa paura, ma il passato è, come dire,
06:20un artificio cinematografico che arriva direttamente al cuore
06:25e quindi questo secondo me è una particolarità di questo film
06:29che vive come i film dovrebbero vivere, anche un po' di coincidenze,
06:36di patrimoni ritrovati, anche di sorellanza, cioè comunque questo ritrovarsi
06:48diciamo due sorelle in due ruoli fondamentali, uno di regista e l'altra di occhio,
06:54prestare il proprio occhio. È stata una coincidenza molto fortunata.
07:01E a proposito di sorellanze, di fratellanze, di partecipazione,
07:06io subito la campagna social che avete derrato su per il film, naturalmente,
07:12ricordiamo che il film, oltre a partire appunto dal tuo lavoro del 1997,
07:15è prodotto anche da Mari Chiaro, la casa di produzione,
07:18e devo dire che la campagna l'ha costato tanto al modo di lavorare di Mari Chiaro
07:23e soprattutto a uno dell'intuizione dei lavori che avete fatto,
07:27che è il film partecipato, no?
07:29Con tutte le testimonianze della troupe italiana
07:32e rispetto a chi ha lavorato,
07:36De Sarauro, oppure della troupe composta da varie altre persone.
07:41Interessante questo aspetto,
07:43un modo che voi avete di lavorare, insomma,
07:45ed è forse unico anche?
07:50Devo dire che questa è stata un'idea di Elisabetta
07:53e mi fa molto piacere.
07:55Sì, secondo me noi proprio abbiamo questa...
08:04Ci vogliamo educare ad essere controcorrente
08:08e controcorrente oggi vuol dire semplicemente guardare gli altri,
08:11riconoscere il lavoro degli altri
08:13e non essere abituati a riconoscere solo se stessi.
08:17Sì, questa è una cosa che Mari Chiaro fa attraverso il film partecipato,
08:21ma fa attraverso la consapevolezza
08:24che da soli non si va da nessuna parte.
08:28Poi volevo solo aggiungere che per noi
08:30l'incontro con la troupe Saraui è stato fondamentale,
08:33perché comunque noi abbiamo potuto girare in due settimane
08:36e avere la loro conoscenza del posto,
08:39ma soprattutto, e questa devo dire è stata un'intuizione di Carolina,
08:43che dopo due giorni che eravamo lì
08:44c'era il nostro interprete Alien
08:47che Carlo ha subito detto
08:48lui ha veramente sommettanto da dire
08:50ed è stato grazie a questo consiglio che ha dato Carolina
08:54che ha dato vita all'ultima intervista
08:57che è stata proprio coinvolgere tutta quanta la troupe
08:59che ci ha seguito nei giorni
09:01e avere un loro punto di vista su tutta la questione.
09:08Quello che mi è sembrato è che il film, passatemi il termine,
09:12riesce ad uscire fuori dalle secche
09:14dell'opera di denuncia, di cronaca, di guerra
09:17per avere un portato totalmente universale.
09:21In fin dei conti quello di cui parla è la casa
09:24e a cosa associamo, cosa siamo noi,
09:27cosa ci costringono a fare quando ci spostiamo alto.
09:31E infatti una delle prime battute
09:33dice una ragazza del popolo Saragui
09:35è casa e responsabilità.
09:38Immagino appunto ad esempio che te Carolina
09:40che è stato proprio lì immersa con Elisabetta dietro
09:43abbia avvertito subito questo senso di responsabilità
09:46e questa è una versalità della loro situazione.
09:50assolutamente parlando con più un po' proprio a pieno arrivi
09:53inizia a fare con loro il senso, il peso di cosa vuol dire
09:57soprattutto casa, di chiedere a un profugo
10:00che cosa è casa è una domanda molto difficile
10:03perché da una parte loro vogliono trovare
10:07la loro stabilità, la loro gestione stabilità
10:09dall'altra parte loro non sono solo la loro,
10:12non è casa loro.
10:14Quindi questa infezione che si avrebbe portato molto sulla casa
10:18secondo me è un dematica perché racconta proprio
10:21il loro stabilità quotidiano, cioè da una parte cercare
10:24di costruire una quotidianità e sono anche molto bravi
10:27perché hanno fatto un governo, mandano a studiare
10:30le persone in giro per il mondo, a Cuba, cioè sono
10:35si sono autoformati in un ottimo governo
10:38che sono d'altra parte però quella non è casa loro
10:41quindi cercano sempre di avere un occhio per fermare
10:48quindi secondo me la data è stata un dematica
10:50è stato molto forte per avere, comunque in generale
10:53il rispetto a loro è stato molto forte
10:55e poi il tema della casa io ci tenevo molto riguardando
11:07proprio perché sono partita dai filmini di famiglia
11:09e io mi ricordo, ricollegandomi anche a una mia memoria
11:13nel senso che semmai io sono cresciuta in una casa
11:15e comunque di politica si parlava
11:17e mi ricordavo proprio che quando ero piccola
11:20c'erano delle cose che io cresciuta in Italia
11:22sempre nella stessa casa, non riuscivo proprio a ricollegarmi emotivamente
11:25non capivo, è casa loro, non è casa loro
11:28e da qui nasce proprio il punto di volerlo capire emotivamente
11:33che cosa significa essere un profugo che non sa dove è casa alla fine
11:43mi fa molto piacere quando dici che questo film
11:47non rassomiglia un po' ai film di denuncia
11:52tra virgolette ai documentari
11:53perché noi assistiamo sempre di più a una catalogazione
11:58del cinema, del documentario d'autore
12:01del documentario non d'autore, quello televisivo
12:04e tutta questa catalogazione anche dell'autore
12:09secondo me ci fa appiattire
12:11e devo dire che invece la ricerca
12:15secondo me all'interno di Mare Chiaro
12:18e evidentemente poi i registi che ci piacciono
12:21e che ci piacciono
12:22sono quelli che cercano proprio nel cinema
12:29un'emozione come lo cerca la letteratura
12:32cioè parla di qualcosa che anche se è diverso da noi
12:36però dei pezzettini possono riguardarci direttamente
12:41coinvolgerci ed emozionarci
12:44e secondo me questo film
12:47se uno lo guarda con diciamo con l'occhio giusto
12:51quello libero di spettatore
12:52non di studioso
12:54ma anche se lo guarda che è studioso
12:55ha tante cose belle
12:57è un film che esci
12:59e ti senti proprio un po' colpito
13:03perché nel film un po' siamo gentili
13:08e accoglienti come sono loro con noi
13:11ma siamo anche un po' responsabili
13:13della violenza che a volte facciamo
13:19a dei popoli più fragili di noi
13:24sempre rispetto a casa
13:27c'è un momento particolare
13:29che investe anche la vostra biografia
13:31e che l'altro polo di questo mondo è Napoli
13:35ancora una volta Napoli
13:37e non solo appunto come traccia biografica
13:41dei lavori di Antonietta
13:42della vostra famiglia
13:44dell'origine e via dicendo
13:45ma anche come traccia narrativa
13:47perché poi a Napoli
13:48tu rispetta
13:50le caroline trovate a Napoli
13:52il controcampo del tuo sguardo
13:54che è Bashir
13:56sì esattamente
13:57noi
13:59peraltro
13:59cioè tutti i posti
14:00proprio a Napoli naturalmente
14:01peraltro che poi
14:03le coincidenze fortunate
14:04sono che noi abbiamo girato prima Napoli
14:06e questo è stato fondamentale
14:08secondo me per il documentario
14:09perché Napoli all'inizio
14:11ce l'ho anche affruttato un po'
14:13vediamo che cosa succede
14:14se veramente riusciamo a trovare
14:16un viaggio al contrario
14:19e devo dire
14:20c'è stata la fortuna di incontrare Bashir
14:22che è un bambino
14:24che credo che a parte
14:25per rubarci il cuore
14:26ma di un'intelligenza
14:29e soprattutto
14:30proprio nella campagna social
14:32la prima cosa che dico
14:32è che Bashir
14:33la prima volta
14:33che abbiamo puntato
14:34una telecamera addosso
14:35ha detto
14:35io sono orgoglioso
14:36di essere Sarawi
14:37cioè lui aveva una voglia
14:38di raccontare il suo popolo
14:40e la sua situazione
14:41molto forte
14:42e tant'è che
14:43da che doveva essere
14:44un racconto
14:45dell'accoglienza
14:46che fa Napoli
14:47e che fa la campagna
14:48da quasi 40 anni
14:49con l'associazione Tiris
14:50che è diventato di più
14:53è diventato più protagonista
14:54e abbiamo deciso
14:55comunque ci ha seguito
14:56per tutto
14:57anche il viaggio nel deserto
15:01e appunto di sguardi
15:04di voce eccetera
15:04trovo straordinariamente limpida
15:07la voce per il campo
15:08insomma
15:09e perché riesce a dire
15:11con magari le espressioni più semplici
15:13le questioni più complesse
15:15e poco Sarawi è questo
15:17è stato costretto a scappare
15:20a muoversi dalla propria casa
15:22e le questioni sono queste
15:23quindi come individuare
15:24cos'è una casa
15:25cos'è un individuo
15:26e poi dicendo
15:26come è lavorato
15:29come te hai lavorato
15:30su questo
15:30qual è stato il dialogo appunto
15:32tra immagini e sonoro
15:33e poi siamo di campo
15:36è stato un lungo lavoro
15:38e devo ringraziare
15:39veramente tanto
15:39Antonello Assorio
15:40che comunque
15:41ci siamo affidati
15:42a una scrittrice
15:42che fa questo di mestiere
15:44perché io non sarei stata capace
15:46di farlo con queste parole
15:47ed è stato un lungo lavoro
15:49soprattutto perché
15:50in realtà siamo partiti
15:51sempre dall'intervista
15:52di 4 ore con Carolina
15:53in cui ho preso appunti
15:54ma prima abbiamo fatto
15:56un premontato
15:56in cui poi
15:58da cui
15:58poi siamo partiti
16:00per costruire questo testo
16:01infatti ci sono
16:02alcune volte
16:03in cui il testo
16:03e l'immagine
16:04si toccano
16:05cioè si parlano
16:06proprio
16:07e alcune volte
16:08in cui invece
16:08si allontanano di più
16:10e
16:13questo
16:14e
16:16tra l'altro
16:17vogliamo ricordare
16:17anche la
16:18bambina straordinaria
16:20che
16:20legge
16:21il testo
16:22perché
16:24leggere un testo
16:25è più difficile
16:25di recitare
16:26e lei è una figlia
16:27d'arte
16:28e la figlia
16:29di Elena Radovinic
16:30e
16:30è di Gaetano Bruno
16:33ed è stata
16:34bravissima
16:35e diretta
16:36benissimo
16:37veramente con
16:38grande delicatezza
16:39e professionalità
16:40da Elisabetta
16:42diciamo
16:42un po'
16:43ma anche dai genitori
16:44che stavano lì
16:45in sala di registrazione
16:48infatti
16:49la cosa
16:52diciamo
16:53interessante
16:54del film
16:55è che unisce
16:56il documentario
16:58alla finzione
16:59a
17:00questo fatto
17:01insomma
17:02Sarà che Marechiaro
17:03nasce con
17:04quest'idea
17:05di una persona
17:06che fondamentalmente
17:07veniva dal cinema
17:08poi un po'
17:08costretta a fare
17:09i documentari
17:10ma costretta
17:11però
17:11a me piace
17:12anche
17:13il cinema
17:14della realtà
17:14e dico sempre
17:15quando faccio
17:16il cinema
17:16della realtà
17:16penso alla finzione
17:18e quando faccio
17:18la finzione
17:19penso al cinema
17:19della realtà
17:21quindi
17:22nel film
17:23di Elisabetta
17:24ci sono elementi
17:25di finzione
17:26il gioco del tempo
17:28ci sta
17:28una scrittrice
17:30che si mette al servizio
17:31di fare un testo
17:34accessibile
17:34ai giovani
17:35ai giovanissimi
17:36ma in realtà
17:37un testo
17:38di grande professionalità
17:39perché
17:39la semplicità
17:40sappiamo benissimo
17:42che
17:42è un punto d'arrivo
17:44e quindi
17:44e quindi
17:48diciamo
17:49che ci sono
17:50stati degli ingredienti
17:52di una troupe
17:53giovanissima
17:54anche un po'
17:56non voglio dire
17:57improvvisata
17:58ma comunque
17:58emozionata
18:00di un'esperienza
18:00così
18:01e dall'altra parte
18:03anche
18:04diciamo
18:05alcuni elementi
18:06di grande
18:07professionalità
18:09e finzione
18:14volevo fare
18:15questa considerazione
18:16finita
18:16con te Carolina
18:17perché il film
18:18è
18:21tragicamente
18:22reale
18:22ma
18:23poeticamente
18:24tragico
18:25e
18:26come
18:27non lo so
18:28trent'anni fa
18:29adesso
18:30quindi
18:30animati
18:31a me
18:31non lo so
18:34fra trent'anni
18:35magari
18:35di fare il viaggio
18:36in una
18:37sarà occidentale
18:38finalmente
18:39che
18:40accoglie di nuovo
18:41i Sarawi
18:42te l'ha detto
18:43una persona
18:44che ho visto
18:44quando ero piccola
18:45di Chiorri
18:46che abbiamo
18:48intervistato
18:49adesso
18:49appena abbiamo
18:50finito
18:50l'intervista
18:52lei proprio
18:53magari ci vediamo
18:55tra altri trent'anni
18:56nel sarà occidentale
18:58ok
18:59sono molto commossa
19:01è la speranza
19:02di lui
19:02come le cose
19:04dovrebbero andare
19:07purtroppo
19:07non vedo
19:08un mondo
19:09in questo momento
19:10che va
19:10in quella direzione
19:13però ovviamente
19:14la speranza
19:14loro
19:15nostra
19:16è che la giustizia
19:17abbia
19:18fatto il suo corso
19:21inevitabilmente
19:21quindi io
19:22me lo auguro
19:23me lo auguro
19:23veramente
19:24di fermare
19:25già trent'anni
19:25in sarà occidentale
19:26io vorrei vedere
19:28un film così
19:29cioè
19:30forse se non succede
19:31fingiamo di farlo succedere
19:34perché mi piacere
19:35mi farebbe bene
19:35a cuore
19:36proprio
19:36sicuramente
19:37sicuramente
19:38e poi come dice
19:39una delle ragazze
19:40amo i camping
19:41ma li scambierei
19:42solo per il SAR
19:43occidentale
19:44speriamo
19:45sia così
19:45grazie
19:46grazie a te
19:47grazie a te
19:47grazie a te
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