Casa ha un significato diverso per ognuno di noi. C'è chi si sente più a suo agio a nascere, crescere e invecchiare nello stesso luogo. E chi invece preferisce sperimentare quel senso di casa in luoghi diversi. Il secondo sembra essere proprio il caso di Angelina Jolie. A 51 anni, l’attrice e regista ha raccontato a L’Officiel di voler trascorrere sempre meno tempo negli Stati Uniti, e in particolare a Los Angeles, la città in cui è nata. I figli sono ormai maggiorenni, la sua vita è cambiata e anche l’idea di casa sembra aver assunto per lei un significato diverso. Il suo desiderio, oggi, è quello di «una vita più nomade». [idgallery id="1778361" title="Angelina Jolie: gli outfit più belli da copiare subito"] Angelina Jolie: «Non penso di avere una base fissa» A spingere Jolie verso questa scelta non è soltanto il desiderio di cambiamento. C’è anche la volontà di seguire più da vicino due progetti a cui tiene particolarmente: Atelier Jolie, l’hub creativo nato a New York per promuovere moda, artigianato e formazione, e la Maddox Foundation, l’organizzazione che porta avanti da anni il suo lavoro in Cambogia. «In realtà non penso di avere una base fissa», ha spiegato l’attrice. «Mi piacerebbe avere un luogo che rappresenti la casa della mia famiglia, dove conservare le cose da mamma e le fotografie di famiglia. Poi, per un po’, mi piacerebbe vivere in modo più nomade». Anche la sua abitazione in Cambogia, ha raccontato, potrebbe trasformarsi per alcuni mesi all’anno in una residenza dedicata alla cultura khmer. [idarticle id="2722903" title="Angelina Jolie torna sulla mastectomia preventiva: «Amo le mie cicatrici perché raccontano la scelta di vivere»"] Il sogno globale di Atelier Jolie Nato nel 2023 in un ex atelier di Great Jones Street, a New York, lo stesso edificio che in passato ospitò lo studio di Jean-Michel Basquiat, Atelier Jolie è molto più di un semplice spazio dedicato alla moda. È un laboratorio creativo dove sarti, modellisti e artigiani lavorano insieme ai visitatori per creare, riparare e rinnovare i capi. Una particolare attenzione è rivolta al coinvolgimento di rifugiati e categorie poco rappresentate nell’industria fashion. Il progetto, nato anche dall...
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