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  • 2 days ago
“Nel paziente con linfoma diffuso a grandi cellule B non eleggibile al trapianto autologo, lo standard non è più la chemio-immunoterapia, ma è la chemio-immunoterapia più glofitamab”. Così Paolo Corradini, professore di Ematologia dell'università degli Studi di Milano e direttore della divisione di Ematologia della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano, commenta i risultati dello studio internazionale di fase 3 ‘Starglo’ che ha messo a confronto la prima combinazione dell’anticorpo bispecifico glofitamab e GemOx con R-GemOx (il trattamento standard) nei pazienti con Dlbcl- Linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario. Una combinazione ora disponibile anche in Italia dalla seconda linea di trattamento.

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00:03Le principali evidenze dello studio Starglow sono sostanzialmente legate al fatto che in uno studio
00:11randomizzato, che peraltro è il primo studio randomizzato al mondo che paragona anticorpo
00:18bispecifico più chemioterapia verso chemioterapia da sola. È chiaro che il braccio chemioterapico
00:26in questo contesto di pazienti che non possono fare il trapianto autologo non è un braccio
00:31particolarmente robusto, però è anche vero che sono anche pazienti che hanno una mediana
00:39di età di 68 anni ed è anche vero che la randomizzazione è 2 a 1, che quindi gli investigatori
00:46sapendo
00:47che era molto probabile che il braccio sperimentale che contiene il bispecifico fosse più attivo
00:54hanno allocato due pazienti al braccio più attivo e solo un paziente al braccio meno attivo
01:00che poteva comunque avere altre strategie di salvataggio tipo il bispecifico da solo o le
01:05carticel dopo. Quindi questo studio randomizzato ha dimostrato per la prima volta che questa
01:11combinazione è molto superiore alla chemioterapia da sola e quindi di fatto cambia completamente
01:20lo standard terapeutico facendo sì che nel paziente non elegibile al trapianto autologo
01:26lo standard non è più la chemioimmunoterapia ma è la chemioimmunoterapia più anticorpo
01:32bispecifico, quindi è un dato molto importante. Adesso abbiamo anche altre molecole che arrivano
01:39quindi sarà complicato per i clinici scegliere per il paziente la terapia migliore in assenza
01:47di studi che paragonino tra di loro queste terapie molto attive, che ne so, le carti verso i
01:53bispecifici, diversi bispecifici tra di loro. È abbastanza chiaro che questi studi le
02:00compagnie farmaceutiche non li faranno mai per motivi di costo e per mille ragioni. Quindi la scelta
02:06sarà una scelta più complicata, da un lato più difficile, dall'altro io dico anche per fortuna
02:15che abbiamo il problema di scegliere oggi tra tante terapie attive e non di non averle.
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