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TVTrascrizione
00:05Carlo Altomonte dell'Università Bocconi di Milano.
00:08Buongiorno Altomonte, grazie di essere con noi.
00:12Buongiorno a tutti, buongiorno.
00:14Altomonte sta sentendo insieme a noi che cosa dice Wunderlein in questo momento.
00:21Io le chiedo come le è sembrato questo attacco in generale,
00:25oltre alla parte emotiva, la parte che investe, alcune delle problematiche importanti,
00:31la creazione del mercato unico, il consolidamento bancario e la maggiore propensione al rischio delle banche,
00:37oltre che la sovraregolamentazione che è uno dei temi più cari in questo momento per la competitività.
00:43Adesso sta entrando nel vivo dei temi, ovviamente sta toccando tutte le corde che occorre toccare,
00:51e quindi sicuramente il tema del completamento dell'unione bancaria.
00:55Prima ha ribadito che manterremo invariati gli obiettivi sulla lotta al cambiamento climatico,
01:04parlando insieme di mitigazione e adattamento.
01:09Ha strizzato l'occhio ovviamente a chi teme che questo possa creare una sovraregolamentazione,
01:16e quindi creando anche un ulteriore pacchetto di semplificazioni,
01:23oltre a quelli che l'Unione Europea ha già avviato.
01:28E in questo momento ha parlato anche di risorse nuove, risorse proprie per il bilancio dell'Unione,
01:35che è un po' il tema secondo me, nel senso che cosa bisogna fare, francamente lo sappiamo,
01:41ce l'ha detto Draghi, dall'agenda Draghi, che aveva più di 200 proposte,
01:47ovviamente bisognava fare una lista di priorità, un cruscotto, come ve l'ha chiamato la Commissione per la Competitività,
01:53questo cruscotto è stato fatto, le scelte sono state prese, anche scelte corrette,
01:59quindi partire dall'innovazione e quindi dal finanziamento di innovazione,
02:04cioè il completamento dell'unione bancaria e del mercato dei capitali,
02:07la Semixen Investment Union, continuare la decarbonizzazione del continente,
02:14non tanto e non solo per un tema di lotta al cambiamento climatico,
02:18ma anche perché, come vedete, abbiamo spesso 40 miliardi in più per l'energia che dobbiamo importare,
02:23quindi evidentemente più ce la facciamo a casa, meglio è.
02:31Perdoni se la interrompo, tutto questo si intreccia in questo momento con un tema molto forte,
02:36che è quello del forte rialzo dei rendimenti, il tema dell'inflazione che prevede una stretta sulle politiche monetarie,
02:42si cercano capitali e investimenti in un momento in cui il denaro costa tantissimo,
02:48anche se la programmazione UE ovviamente riguarda gli anni e forse i decenni a venire,
02:54è una difficoltà in più?
02:57Ma vengo proprio al punto, cioè gli inglesi hanno questa espressione meravigliosa che si dice
03:02walk the talk, cioè tu parli ma poi devi agire,
03:08e agire vuol dire fare quello che ieri ha fatto Mark Carney,
03:13ha detto super ammortamento per tutti gli investimenti che arrivano in Canada da oggi in poi,
03:19in un anno ammortizzate tutto,
03:21il che fa precipitare il costo della tassazione media degli investimenti all'interno del G7 a favore del Canada,
03:28e per iper semplificazione delle procedure,
03:31in un anno passeremo dalla discussione del progetto alla realizzazione del progetto di investimento.
03:38Carney is walking the talk, sta camminando, sta realizzando quello che promette.
03:43La Commissione Europea, giustamente non ha gli strumenti,
03:46però sta parlando, sta proponendo, ma poi gli Stati membri non agiscono,
03:50quindi oggettivamente il confronto diciamo tra Carney,
03:54che peraltro era Strasburgo, è stato accolto come una rock star stamattina,
03:59e la von der Leyen è abbastanza impietoso dal mio punto di vista.
04:02Abbiamo dato in onda le immagini, in effetti strette di mano, sorrisi e abbracci per il Premier canadese,
04:09io le chiedo come vede questa relazione con il Canada che cerca una unique alliance con l'Europa,
04:16ma anche, le chiedo però, Altomonte,
04:20il von der Leyen lancia una data precisa per il completamento del mercato unico,
04:25il 2027, io le chiedo se allo stato degli atti, secondo lei,
04:30è un cammino, un percorso percorribile, impossibile.
04:34Allora, io quello che vorrei è un patto,
04:39tra una visione che la Commissione inizia ad avere,
04:43con anche delle scadenze precise, il 2027 è una scadenza fattibile,
04:50la Commissione europea, l'Unione europea,
04:53tornando appunto del Canada,
04:54è al centro di tutta una serie di rapporti bilaterali,
04:58di libero scambio con tutte le grandi cosiddette mid power,
05:02per le medie potenze che Carney ha evocato nel suo discorso a Davos.
05:06Noi abbiamo un accordo di libero scambio con il Canada,
05:10con la Corea del Sud, con il Giappone,
05:12stiamo concludendo quello con l'India,
05:14con il Brasile, il Mercosur,
05:17e tra di loro queste mid power non parlano,
05:20ma parlano tutte attraverso l'Unione europea.
05:22Quindi noi tecnicamente potremmo essere in qualche modo
05:24il primus inter pares, se non il leader,
05:27di questa coalizione di Paesi che ritengono che le regole del diritto
05:33continuano ancora qualcosa nel mondo,
05:36il rispetto dei diritti umani, eccetera,
05:38c'è l'ambiente e quant'altro.
05:41Però su questo bisogna essere molto chiari,
05:44devono essere gli Stati membri che poi mettono i soldi
05:48e mettono le decisioni politiche,
05:49perché altrimenti non andiamo da nessuna parte.
05:53Altrimenti sarà il Canada o il Giappone o la Corea del Sud
05:56a prendere la leadership di questo gruppo di Paesi mondiali
05:59e che cosa sarà dell'Unione europea?
06:02Quello dovremmo chiedere ai vari governanti nazionali.
06:07Professore, Wanderlein ha parlato anche dei rapporti con la Cina,
06:11bisogna riequilibrare quello che è il rapporto con Pechino.
06:15Questa è una grande sfida.
06:17Come si fa? Perché poi abbiamo sentito tante volte
06:21dei proclami da parte delle varie istituzioni europee,
06:25però poi uno sbilanciamento di fatto resta ancora in essere.
06:30Lo sbilanciamento?
06:31Pechino deve essere un po' messo davanti alle proprie responsabilità.
06:34Io ho avuto qua ieri, due giorni fa, ospiti, studenti,
06:39manager della più importante università di Pechino,
06:42cinguale, cinese e su questo in effetti abbiamo discusso a lungo.
06:47Cioè è ovvio che la Cina sta progressivamente cambiando
06:50modello di specializzazione, sta andando verso l'high tech
06:53e sta andando verso il sostegno ai consumi,
06:58ma c'è ancora questo eccesso di capacità produttiva
07:00che siccome non si può scaricare negli Stati Uniti
07:02perché hanno le tariffe, si scarica sul resto del mondo.
07:05Soffriamo noi, soffrono gli indiani, soffrono i brasiliani
07:07e sono tutti un po' indispettiti con Pechino.
07:12Però mentre un indiano risponde a Pechino e dialoga con Pechino,
07:16se lei chiede qual è l'atteggiamento europeo nei confronti di Pechino,
07:19la Germania dice una cosa, la Francia dice un'altra.
07:21I cinesi qua che ho avuto ieri ce l'avevano con i francesi
07:24che sono molto vocali contro Pechino,
07:26mentre i tedeschi ovviamente sono molto appiattivi.
07:28Anche perché ha preso delle posizioni su Taiwan recentemente la Francia.
07:32Assolutamente, assolutamente.
07:33Professore, l'ultima domanda che le faccio prima di lasciarci riguarda l'Italia
07:37perché con il nostro debito pubblico e questi livelli di rendamenti
07:42abbiamo in qualche modo celebrato la tenuta dello spread
07:45grazie anche al rialzo del Bund e la nostra stabilità politica.
07:48Però di fatto quanto ci conviene che vengano liberate risorse
07:53solo a livello degli Stati membri
07:55e che non venga invece centralizzato tutto questo?
07:58Avremo molte meno cartucce da spendere degli altri.
08:03Assolutamente, quello diventa la mancanza di un'iniziativa comune europea
08:10dal punto di vista del debito
08:13fa fatalmente aumentare le divergenze all'interno dell'Unione Europea
08:16tra chi può spendere, vedi la Germania, il campo militare in particolare
08:19e gli altri paesi.
08:21E questo alla lunga non promette bene per il futuro dell'Unione.
08:24Però onestamente non possiamo prima dire
08:27creiamo il debito comune e poi ci poniamo il problema
08:30di che cosa andiamo a finanziare.
08:32Facciamo il contrario, iniziamo a metterci d'accordo
08:34su che cosa dobbiamo finanziare sul debito comune
08:36perché se lei lo chiede a cinque leader europei
08:38ci ottiene cinque risposte diverse.
08:40Quindi mettiamo gli Stati membri davanti alle loro responsabilità.
08:43Che cosa volete finanziare col debito comune?
08:45Quali iniziative, quali piattaforme concrete?
08:48E poi facciamo il debito comune.
08:49A questo punto ha senso.
08:50Ma allora dobbiamo essere coerenti nel proporre una visione
08:55che secondo me è l'unica che può superare
08:57la sfida che il populismo sta ponendo
09:00ai diversi governi nazionali
09:03e che in qualche modo diventa esistenziale
09:06per il futuro dell'Unione Europea
09:08come entità sovrana in grado di determinare
09:12il proprio futuro in maniera autonoma.
09:14Grazie professore.
09:16Grazie professore.
09:16Grazie a voi. Arrivederci.
09:18Grazie.
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