00:03Quando si parla del mondo nostro è un mondo talmente peculiare che ha fatto un progresso
00:10porticoso negli ultimi anni. A questo naturalmente si sono accompagnati tanti progressi in tanti
00:15settori, uno di questi è la comunicazione. Però una comunicazione, io lo dico in maniera
00:20obiettiva, che non è ancora completa, ancora non ci soddisfa, perché è ovvio che questa
00:25comunicazione è molto importante e rilevante durante i giochi paralimpici, prima e dopo,
00:31soprattutto in termini di medaglie, sarebbe cosa buona e giusta che lo fosse sempre, in
00:36ogni momento, perché è ovvio che noi occupiamo un posto nello sport nazionale importantissimo,
00:41alla pari del CONI, senza fare confronti ci mancherebbe nel dimensionamento tra il CONI
00:46e il CIP, ma nella dignità e soprattutto nella mission sono la stessa cosa, tant'è che 23
00:52federazioni sono riconosciute dal CONI e sono riconosciute anche dal CIP, oltre alle
00:56nostre. Per cui è ovvio che oggi si va molto sui social, oggi è disegnato proprio il messaggio
01:03della comunicazione, soprattutto quelli che sono i settori vitali della comunicazione.
01:08La comunicazione paralimpica è molto delicata, perché ancora si tende, non dico a strumentalizzarla,
01:15ma a non renderla pienamente accettabile per quella che è. Stiamo parlando di sport disabili,
01:20come parliamo di sport enorme, come parliamo di sport femminile. Io vorrei che fosse e che
01:25rientrasse in un argomento del genere, cioè un terzo settore, un terzo genus, per dirlo.
01:31Ecco, questo già sarebbe molto importante, che non andassimo oltre, perché naturalmente
01:36adesso l'online, anche a noi, può darci una grande mano, può veramente fare tanto, però
01:43bisogna pure stare attenti, perché sa benissimo che sull'online può avvenire di tutto e di
01:48più ognuno può pensarla in modo diverso da quello che invece è un univoco significato,
01:54che è appunto il valore sociale e estremamente morale e etico del mondo paralimpico.
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