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00:05Benvenuti a tutti, un saluto a chi si trova all'Università Bocconi di Milano e un saluto
00:09a chi ci sta seguendo su Class CNBC. È un evento speciale, quello di oggi, è un evento che all
00:16'interno
00:17delle celebrazioni per i 40 anni di Class Editori è dedicato a un obiettivo ambizioso, un manifesto
00:22per la nuova classe dirigente. Class Editori è nata 40 anni fa con una missione precisa,
00:28quella di informare la classe dirigente. In quattro decenni l'idea, la composizione, la classe dirigente
00:35è cambiata totalmente e si confronta oggi con delle nuove sfide per il futuro del Paese.
00:40Per questo che abbiamo deciso di condurre una vera e propria inchiesta in diretta per raccogliere idee,
00:46proposte concrete, pratiche da proporre alla classe dirigente di oggi e del domani. Lo faremo insieme
00:52ai leader di industrie diverse, di pezzi importanti dell'economia del nostro Paese, lo faremo con i ragazzi
00:58dell'Università Bocconi che saranno sul palco per interagire e mettere a confronto le generazioni.
01:03Lo faremo anche con alcuni leader che abbiamo intervistato su Class NBC in queste settimane
01:08per sviluppare il dibattito sul futuro della classe dirigente. Ma per iniziare do subito
01:13la parola a Paolo Panerai, direttore editore di Class Editori, per il suo intervento di saluto
01:20e di apertura.
01:28Buonasera a tutti e grazie di essere qui per questa circostanza per noi significativa, ma
01:34è significativa perché noi esistiamo in quanto esiste la Bocconi, perché altrimenti non saremmo
01:43qui. È una storia che racconto continuamente, ma magari qualcuno non lo sa. Io ho conosciuto
01:50il professor Guatri quando era commissario giudiziale della Rizzoli Corriere della Sera
01:56in amministrazione controllata. Abbiamo simpatizzato anche perché io ero direttore del mondo allora,
02:05che era l'unico giornale economico dell'azienda. E quindi quando, non potendone più della P2 che si infiltrava
02:17continuamente, decidemmo con 9-10 colleghi di fare una casa editrice nostra. Io andai dal professor Guatri
02:29dicendo, guardi, abbiamo la consapevolezza di non poter far tutto e quindi sono venuto
02:38da lei per chiederle se ci suggerisce qualcuno che possa fare il presidente. Il professor Guatri
02:45mi disse, se non le dispiace la richiamo domani mattina. Mi richiamò con puntualità assoluta,
02:54come era nel suo carattere, nella sua educazione e mi disse, se non le dispiace il presidente
03:01lo faccio io. Ma non di campanello, questa è la parola precisa che usò, perché l'università
03:11investe. Voi della Bocconi sapete quasi tutto di come era finanziata prima la Bocconi. Il primo
03:23finanziatore della Bocconi era Roberto Calvi e quando finì quindi sotto il ponte dei frati
03:32a Londra era abbastanza impossibile che potesse continuare a dare un contributo economico alla
03:43Bocconi. Ma c'era anche già la piena consapevolezza che avere come finanziatore una persona come Calvi
03:54che specie negli ultimi tre anni ne aveva combinate più di Carlo in Francia. E quindi nacque il progetto
04:05da parte del professor Guatri di raggiungere una completa autonomia economica. Per cui riteneva
04:15che nella proposta che mi fece, che per me era molto di più di una proposta, era una straordinaria
04:29opportunità, c'era sia quello di raggiungere appunto questo livello di autonomia che in parte
04:41già aveva raggiunto e contemporaneamente anche con altri investimenti che furono fatti dall'università,
04:49ma nello stesso tempo poi quello di cercare di trovare una coerenza anche con quello che è poi
04:58il fattore senza vantare idee di categoria ma che comunque senza l'informazione non si può vivere,
05:12non si può operare in maniera corretta. E quindi diciamo ci fu anche questa combinazione nel nome
05:20che avevamo scelto e quindi il professore fu il primo presidente e da allora sempre i presidenti
05:31della Bocconi sono stati sempre i presidenti di classe editori sono stati professori della Bocconi
05:39e quindi noi siamo onorati e approfitto dell'occasione per ringraziare tutti, in particolare
05:47chi dirige oggi l'università da rettore, da presidente eccetera. E quindi in sostanza c'è questo
05:59parallelo proprio su quello che noi intendevamo per classe dirigente e quella che naturalmente
06:10viene formata qui. Quindi c'è un'affinità totale. Ovviamente sono contento ma contentissimo che il
06:23il professore col talento che aveva quando capì dove noi salivamo come valutazione
06:32arrivamo a un miliardo e duecento milioni di euro e beh prontamente non al vertice probabilmente
06:43ma nel cammino fino a questa vetta scelse di disinvestire ma con l'accordo che comunque
06:55il presidente dell'università, il presidente della classe editrice sarebbe sempre stato
07:02un esponente, un professore della Bocconi. Cosa che è venuta regolarmente in questo momento
07:08siamo fortunati perché il professor Pollicino è anche al centro della tematica più rilevante
07:17per l'epoca che stiamo vivendo, quella dell'intelligenza artificiale e quindi non ho altro che da ringraziarvi
07:29per questo tutti quanti compreso gli studenti che spero leggano i nostri giornali e quindi
07:40automaticamente aumentano lo spessore del link che c'è sempre stato con l'università.
07:46Grazie mille.
07:49Grazie, grazie Paolo Panerai e certamente per questi rapporti storici ma anche per la sensibilità
07:57che ha sempre dimostrato quando abbiamo proposto alla SDA della Bocconi, in particolare al DIN
08:01e il professor Stefano Caselli di fare una riflessione in comune sul tema del futuro della
08:06classe dirigente. Di fatto ci ha accolto a braccia aperta e noi siamo molto orgogliosi e grati
08:10di essere qui oggi e do subito la parola al professor Stefano Caselli per una breve introduzione
08:15oltre che per ringraziarlo della disponibilità e poi entreremo nel merito e col professor Caselli
08:20faremo anche le conclusioni.
08:21Grazie, grazie.
08:26Eccoci, benvenuti, grazie a Paolo Panerai, grazie ad Andrea, devo dire è un grandissimo
08:33piacere essere qui, quindi non darò nessuna preview di quello che è il contenuto, quindi
08:40il manifesto della classe dirigente del futuro andremo a scoprire, quindi lo commenteremo a
08:46fine giornata, però qualche considerazione, la prima celebrare qui 40 anni di classe per
08:52noi è un grande onore, devo dire tanti docenti continuamente si muovono fra qui e via Burigozzo
08:59andando avanti e indietro, quindi costruendo questo ponte che è molto forte, quindi è un
09:05grande piacere, però questa parte della Bocconi, quindi SDA Bocconi è il pezzo dell'Università
09:10Bocconi che si confronta continuamente con il mercato, quindi è quello che deve generare
09:15un impatto, questo nel disegno complessivo della nostra Università, è fortemente coerente
09:21col titolo di questa giornata e per parlare di nuova classe dirigente solo due considerazioni,
09:29la prima è un po' difficile parlare di classe dirigente, del futuro, ma anche del presente
09:36se non si parla e non si ragiona su quella che è la conoscenza, penso che il più grande
09:42peccato che possa commettere la classe dirigente di oggi e di domani, quindi nelle aziende e
09:49nella politica e nelle istituzioni è quella di lavorare senza avere una conoscenza adeguata
09:55della complessità che devono cercare di fronteggiare e questo devo dire è un rischio molto forte,
10:02quindi la classe dirigente non può essere emozionale o emotiva, ma la classe dirigente deve avere
10:08conoscenza e devo dire la scuola fa la sua parte, quindi genera, lavora sulla ricerca perché la ricerca
10:17alimenta la conoscenza e permetta a una classe dirigente di poter crescere. Poi dall'altro lato
10:24un po' la riflessione classe dirigente per cosa, perché questo è un po' l'elemento su cui
10:30dobbiamo ragionare, qua mi collego un poco a quello che è un elemento fondamentale della
10:37nostra scuola, quindi per noi diciamo essere classe dirigente vuol dire oggi e nel futuro
10:43saper combinare insieme due ambiti molto diversi, da un lato quello che noi chiamiamo valore, perché
10:51oggi è fondamentale parlare di crescita, penso che la sfida della classe dirigente non sia quello
10:57di ragionare di conservazione o di status quo, che è una cosa molto comoda, ma ragionare
11:03di crescita, questo vale per le aziende, vale per le istituzioni finanziarie, vale per le
11:08istituzioni pubbliche, noi abbiamo il compito di far crescere le cose che abbiamo anche perché
11:14altrimenti il nostro paese e l'Europa scompaiono, è un fatto estremamente semplice, quindi il mondo
11:20sta diventando sempre più grande e quindi bisogna lavorare sulla crescita e bisogna dirlo in modo
11:25molto forte, quindi una classe dirigente che non spinge alla crescita non sta facendo il suo
11:31dovere, poi un'altra cosa è riuscirci o meno, perché ovviamente le sfide sono difficili, però la
11:36crescita è un tema e dall'altro lato valore, saper coniugare la crescita con i valori che non sono
11:44semplicemente un portamento, il tenere la testa alta, avere dei principi molto solidi che peraltro
11:51è salutare, ma oggi parlare di valori significa ragionare su quel set di tools e di competenze che ci
11:59permette di fronteggiare tutti quei rischi che mettono in discussione la capacità di produrre valore,
12:05i rischi sono tanti, oggi parliamo di geopolitica, parliamo di cyber security, ma ovviamente anche
12:13come dire la scarsità dell'acqua, del cibo, la parità di genere che non c'è sono tutti rischi
12:18che mettono in discussione il modo di produrre la ricchezza, allora essere classe dirigente deve
12:25cercare di coniugare questi due ambiti e chiudo con una cosa che mi piace ripetere sempre, per la classe
12:32dirigente, per chi ha responsabilità di management o di policy making non è più possibile oggi semplicemente
12:40dire mind the gap, mind the gap è risk management e francamente è il minimo possibile, la partita
12:48un po' più grande è fill the gap, allora mi piacerebbe ovviamente di fill tutti i gap possibili,
12:56però la bellezza della sfida è quello di provare a fill qualcuno dei gap per continuare a proseguire
13:04sulla nostra strada, allora questo è un po' il ragionamento che cerchiamo di fare tutti i giorni
13:09in questa scuola, è un ragionamento complesso, ognuno deve giocare alla sua parte, un pomeriggio
13:14come quello di oggi sono un'occasione devo dire unica per provare a costruire qualcosa insieme,
13:20però 40 anni di percorso ce ne sono ancora di più davanti, quindi ce la giochiamo, giusto?
13:25Grazie, grazie professor Caselli, buon lavoro, ci rivediamo più avanti, peraltro congratulazioni
13:31perché è appena uscita una classifica internazionale in cui Sdabo Coni con i suoi master ha fatto
13:36ancora progressi, direi che vi potete accontentare visto che la competizione e la concorrenza
13:44è ampia, professor Caselli diceva leggeremo il manifesto, in realtà noi oggi siamo qui
13:49più per scrivere, per raccogliere, per mettere insieme alcune idee, alcuni valori, alcune
13:54proposte che i leader dei diversi pezzi dell'economia e della società italiana ci porteranno
13:58su questo palco, però c'è un pezzo che abbiamo voluto come base di partenza di questa discussione
14:05che è una ricerca, una ricerca su come è percepita oggi la classe dirigente italiana
14:10e quali sono le sfide per il futuro che abbiamo chiesto di realizzare Ipsos Doxa e quindi sono
14:15lieto di poter dare il benvenuto qui a ringraziare Andrea Lemanno che è Service Line Head del
14:20Public Affairs and Corporate Reputation di Ipsos Doxa per iniziare partendo dalla ricerca,
14:25ben arrivato Alessandro e poi avremo subito i commenti a caldo, vi lascio il palco.
14:29Buongiorno a tutti e grazie, abbiamo realizzato questa ricerca proprio nelle settimane scorse
14:35per avere dei dati freschi e interessanti su che cosa si pensa alla classe dirigente e
14:41che cosa ci si aspetti. Iniziamo a dire una cosa importante, non è facile essere classe
14:48dirigente, questo lo davamo per scontato, è sempre stato difficile ma forse in questa fase
14:53è ancora più difficile che in passato. Quindi noi scontiamo un'idea diffusa nel paese
15:00che non sia facile essere classe dirigente ma il dato che più ci ha sorpreso, che più
15:07ci fa pensare è che non è facile neanche capire chi sia in questo momento la classe dirigente
15:15del paese. Solo sei persone su dieci dice che più o meno sa identificare la classe dirigente
15:21ma poi quando glielo chiediamo si dividono in modo abbastanza equivalente tra la politica
15:27e il mondo dell'impresa, l'imprenditoria e il manager. Ma vedete, nessuna voce raggiunge
15:33il 50%, per dire, nessuno raggiunge metà degli italiani. Gli italiani non sanno bene
15:38cosa sia la classe dirigente. Lo sanno un po' meglio i leader attuali, i leader del futuro,
15:45cioè i leader attuali sono l'attuale mondo dei dirigenti, dei professionisti. I leader
15:50del futuro sono gli studenti universitari in questo momento e i neolaureati negli ultimi
15:55anni. Questo dato è molto particolare perché ci dà l'idea che la classe dirigente sia qualcosa
16:04che sicuramente esiste ma difficilmente si fa conoscere, si fa riconoscere. La foto di
16:09gruppo è un po' sbiadita. È un po' sbiadita ma nonostante sia sbiadita, nonostante non si
16:18sappia bene esattamente chi sia davvero la classe dirigente, non gode di buona fiducia. La fiducia
16:25è bassa, è bassa nella politica e questo non è la prima indagine che lo dice, quindi
16:33consideriamolo un dato acquisito, ma è bassa anche nell'impresa, è bassa nei top manager.
16:40Altre domande che facciamo, ma ti fidi di quello che dicono i top manager se è più
16:44no che i sì? C'è nella scienza e c'è nel professionismo. C'è in chi in qualche modo
16:51rappresenta una competenza specifica e siccome ha quella competenza in qualche modo gode di
16:56fiducia. Quindi abbiamo in questo momento una classe dirigente non così nota, non così
17:02riconoscibile, non si riesce a capire esattamente chi comanda in questo paese ma c'è comunque
17:07una certa sfiducia. E perché c'è questa sfiducia? Certo c'è un antipolitico, c'è un
17:15anticaster che è diffuso, ma ci sono anche dei temi abbastanza oggettivi. Il primo è
17:23che sembra una classe dirigente che più che dirigere qualcosa diriga qualcosa verso se
17:28stessa, se interessata solamente ai propri interessi. Faccia tutto prodomo propria. E poi nonostante
17:41tutti i cambiamenti, tutte le trasformazioni che ci sono state, tutti i cambiamenti di
17:47governi, tutti i cambiamenti di deputati, anche i cambiamenti dei leader d'azienda, c'è
17:54l'idea che alla fine sia sempre quella. Non cambi davvero, ci sia una certa lentezza nel
17:59cambiamento. Quindi un elemento di sfiducia è questo e che cosa determina tutto ciò? Determina
18:06un paese che appare fermo, immobile, incapace di riconoscere il merito. Vedete, otto italiani
18:15su dieci, più di otto italiani su dieci dicono, vabbè ma tanto qui non si riconosce il merito.
18:19È un paese in cui i giovani non hanno la possibilità di migliorare la propria situazione ed è un paese
18:27dove la parità di genere, anche in una prospettiva lunga di dieci anni, ce la possiamo un po' scordare.
18:32non la raggiungeremo. Quindi questa classe dirigente non solo, tra virgolette, fa i propri
18:40interessi, ma genera un paese che appare immobile, appare fermo, appare sempre inchiodato sulle
18:47proprie cose, senza un ascensore sociale, ma anche senza un dinamismo interno. E questo
18:52è molto forte, questo diventa un ostacolo che la futura classe dirigente, se sarà capace,
18:58dovrà affrontare, perché la fotografia di un paese è fermo.
19:04Ci siamo poi chiesti, vabbè, ma quali sono le sfide oggi della classe dirigente? Quali
19:09sono i problemi che la classe dirigente di oggi si trova ad affrontare? E i problemi,
19:13vabbè, in maniera poco sorprendente, sono, primo, il lavoro e il potere d'acquisto, è
19:19abbastanza diffuso. La sanità e il welfare, ossia il fatto che ci sia qualcosa che mi tuteli
19:26nel momento di difficoltà. Sicurezza e immigrazione, con tutte le reclinazioni che possono esserci.
19:33Il funzionamento del paese, la corruzione e l'ambiente e la mobilità. Se noi proiettiamo,
19:42adesso stiamo celebrando i 40 anni di classe, ma se abbiamo chiesto alle persone di proiettare
19:47in futuro, ma la classe dirigente del futuro, quali problemi sarà costretta ad affrontare?
19:53Quali problemi dovrà affrontare? Beh, debito pubblico che scompare dai problemi attuali
19:59e ricompare al primo posto nel futuro. L'ambiente e clima è il problema del futuro. Adesso sembra
20:08essere un po' in seconda posizione, ma soprattutto per i leader del futuro è al primo posto.
20:15quando sentite dire, no, ma la gente non interessa più questi temi. No, hanno un problema
20:20contingente, ma il tema della sostenibilità è ancora molto forte, soprattutto nei giovani
20:26universitari. E poi ci sono le nuove sfide, le fake news, la disinformazione, le truffe informatiche.
20:35Quello che oggi è la sicurezza diventa qualcosa di meno fisico e molto più immateriale, ma pervasivo,
20:41che tocca qualcosa da vicino a noi e che in qualche modo non riusciamo bene a comprendere.
20:47E poi la grande trasformazione, sviluppo della società e del mondo produttivo che darà
20:54l'accelerazione tecnologica e l'intelligenza artificiale. E questo è particolarmente sentito
21:00dai leader attuali ai leader del futuro e che lo mettono più in alto nella classifica.
21:05disuguaglianze e povertà è comunque la quinta delle grandi sfide. Vedete che manca qualcosa,
21:12ognuno di voi magari mette qualcosa che manca. Ad esempio il tema della demografia, della
21:16natalità manca. Manca perché manca, perché non è sentito un problema. Noi possiamo pensare
21:22che sia un problema, ed è un problema sicuramente, ma le persone non lo vivono come tale e sta
21:28un po' anche loro a risolverlo. Quindi questo fa sì che attualmente non è nell'agenda
21:33personale. Quindi la futura classe dirigente ha problemi che in parte richiamano quelli attuali,
21:38ma sono declinati diversamente. E sarà pronta, la classe dirigente di oggi è pronta alle sfide
21:44del futuro? Beh, abbiamo visto poca fiducia, solamente per un italiano su tre è pronta alle sfide
21:51del futuro. Ma anche per la classe dirigente stessa, solo il 43% ci dice che la classe dirigente
21:58è pronta per le sfide del futuro. E quindi su che cosa far leva? C'è bisogno di far leva
22:06sulla formazione, sulla formazione continua, sul fatto che la formazione non sia relegata
22:12solamente nei primi anni di vita e poi ci sia la scuola della vita. No, la scuola della vita
22:17è importante, ma è importante anche una formazione oggettiva ed emerge al primo posto,
22:23soprattutto per la classe dirigente attuale molto forte. Un sistema universitario moderno
22:29adatto ai tempi e anche un sistema scolastico efficace e completo. Avere possibilità di esperienza
22:37internazionale e anche un sistema dell'informazione libero e affidabile è uno strumento di formazione
22:43alla classe dirigente. Che si possa formare in un modo molto laico e aperto a tanti tipi
22:50di forme diverse perché esiste una libertà di informazione. Questo è particolarmente
22:54forte, vedete quelle freccine azzurre e quella freccia gialla, per i leader attuali e per i
22:59leader futuri. Quindi anche il mondo dell'informazione è uno strumento di formazione.
23:07ci ha molto sorpreso, forse fino a un certo punto, quando abbiamo chiesto chi saranno i leader
23:14del futuro. I leader del futuro, la politica gode di poca fiducia, era al primo posto oggi,
23:21non è più al primo posto quando si pensa al futuro. I manager delle grandi aziende e i manager
23:28delle grandi aziende tecnologiche e industriali sono considerati la futura classe dirigente.
23:36Una classe dirigente quindi che si restringe un po' e riguarda le grandi aziende. C'erano
23:43tante altre voci, quindi se voi non le vedete non è perché non era possibile scegliere un
23:48elenco molto lungo. I politici e i corpi intermedi per la popolazione sono al terzo posto. Per i leader
23:56attuali scendono al quinto posto e salgono i proprietari dei media. Quindi la futura classe
24:03dirigente viene pensata molto concentrata in queste figure. La cosa che in un certo senso
24:12forse spiazza è che quando lo chiediamo ai giovani, per i giovani che forse credono ancora
24:19nella politica più di quanto si pensi, la futura classe dirigente continuerà a essere
24:25presidiata da politici e da corpi intermedi. Forse i corpi intermedi che venendo a mancare
24:31negli ultimi anni non hanno più creato degli spazi in cui la classe dirigente si confronta
24:36dando quest'idea di vaghezza di chi sia e da chi sia composta la classe dirigente.
24:43i giovani la pensano in un altro modo, quindi i politici e i corpi intermedi ma anche loro
24:47i leader delle aziende tecnologiche prima delle aziende industriali, i professionisti e i proprietari
24:52dei media. Chiudo con un tema che sicuramente potrà essere uno spunto per la riflessione sul
25:03manifesto della futura classe dirigente. Abbiamo cercato di capire le persone quali caratteristiche
25:10ritengono siano fondamentali per la classe dirigente. Abbiamo detto prima che il difetto
25:17principale che pensa solo ai propri interessi, quindi la caratteristica principale che viene
25:23richiesta è onestà, trasparenza e integrità, ancor più dai leader futuri, quindi dai giovani
25:31universitari e neolaureate. E come l'intervento precedente aveva sottolineato la competenza
25:39tecnica e l'impegno costante anche a mantenere questa competenza sono un tratto fondamentale.
25:46C'è bisogno di sapere cosa si fa. Non basta parlare, non basta raccontare, la narrazione
25:52può essere importante ma non è prioritaria. E al terzo posto, in particolare per i leader
25:57attuali, per i leader futuri, la visione. Riuscire a prevedere il futuro, non a regionare
26:03solo sull'oggi e sul specifico problema. L'attenzione alle persone all'ambiente segue
26:10in quarta posizione. Il carisma e la capacità di convincere, vedete, non è così importante
26:15come anche il decisionismo. Perché convincimento e decisionismo senza integrità, senza competenza
26:24e senza visione forse non può andare a nessuna parte. Con questo io chiudo il mio intervento.
26:33Grazie Andrea Lemano, grazie Ipsos Doxa per questa fotografia che ci ha già dato una serie
26:38di spunti molto interessanti che adesso commenteremo, è a caldo però Andrea ti chiederei di restare
26:43un attimo sul palco perché vorrei che a reagire immediatamente fossero i ragazzi di quelle
26:48generazioni che sono stati anche intervistati da Ipsos Doxa perché vi dicevo c'è un gruppo,
26:53sono quattro ragazzi che invito subito a raggiungermi sul palco, sono Filippo, Giacomo, Matteo
26:57e Vittoria. Facciamogli un applauso, sono tutti i bocconiani, sono tutti curiosi e hanno
27:04anche partecipato a qualcuna delle nostre trasmissioni perché sono anche appassionati
27:07di questi temi di informazione, di quello che succede nel mondo. Prendete pure posto perché
27:11vi voglio chiedere, parto da te, come reagisci a questa fotografia? Cosa ti ha colpito di più
27:17e ti ritrovi anche in quelli che sono i valori e anche i problemi che emergono?
27:21Devo dire che credo di poter parlare anche per i miei colleghi, mi ritrovo molto. La cosa
27:28che più mi ha stupito onestamente è che tra i principali problemi non c'è la fuga
27:32dei cervelli. La fuga dei cervelli? Esatto, giustamente si parlava di natalità che credo
27:38che tutti sappiamo che è un problema enorme per l'Italia, però io mi trovo davanti per
27:43esempio a scelte, devo decidere se restare in Italia o meno e la scelta è complicata.
27:49Un pezzo importante della nostra classe dirigente è già fuori dal paese perché
27:52oltre 100.000 ragazzi di cui la metà laureati lasciano l'Italia ogni anno, quindi questo
27:58anche per te?
27:59Sì, assolutamente, anche perché è un problema che va affrontato adesso, soprattutto considerando
28:03che più che un problema del futuro è un problema del presente. In considerazione del
28:07fatto, le faccio un esempio, moltissimi amici sono già via e dubito fortemente torneranno.
28:13Quindi il problema è come non farci scappare, tra virgolette?
28:16Viene un po' da dire, ma di cosa stiamo parlando nel momento in cui quelli che dovranno
28:21e saranno la prossima classe dirigente hanno tutti la valigia in mano in questo momento?
28:25Tu cosa hai trovato in questa ricerca?
28:27A me ha stupito l'aspetto della politica, ovvero la visione che i giovani hanno, ovvero
28:34ancora fiducia nei leader politici, probabilmente i leader...
28:41Nella politica, forse i leader politici sono ancora un'altra cosa, tu hai fiducia?
28:46Ho fiducia in un cambiamento della politica, credo che se partisse da studio e affidabilità,
28:55trasparenza, che erano anche alcune caratteristiche in prima linea, potrebbe aumentare...
29:02Se partisse dai dati, se partisse dall'analisi, lo diceva il professor Caselli prima, sappiamo
29:06che in realtà la politica parte da un'altra cosa oggi, che sono le emozioni fondamentalmente,
29:10a quelle parla, per te?
29:12Io mi collego perché anche a me ha stupito molto questa questione della politica, perché
29:17credo che anche i problemi che sono stati analizzati per i leader del futuro, sono problemi
29:22a quelli da cui danno maggiore rilevanza e diamo maggiore rilevanza, sono problemi che
29:26richiedono una classe politica che sia in grado di prendere anche delle scelte coraggiose,
29:30questa questione dell'intelligenza artificiale, del cambiamento, dell'ambiente come menzionava
29:34anche in precedenza, sono delle tematiche che richiedono delle scelte politiche e sociali
29:40guardando al futuro e guardando all'interesse della collettività, quindi più che avere fiducia
29:46magari nei leader di impresa, che erano comunque al terzo posto, la classe politica deve avere
29:53un ruolo decisamente più importante e coraggioso, mi viene da dire.
29:57Tu vedi il tuo futuro in Italia o fuori?
29:58Ma io sono stato negli Stati Uniti un anno e mezzo, sono tornato, penso di ripartire
30:05quindi vedo il mio futuro un po' ovunque nel mondo onestamente.
30:08Va bene, io direi un primo applauso se lo meritano questi ragazzi, una battuta su quello
30:13che hanno confermato molte delle cose che abbiamo visto nei vostri numeri, no Andrea?
30:18Sì, vado un po' a volo d'uccello, un po' della politica perché essendo Ipsos Doxa è un
30:24tema che c'è molto caro. Io credo che sia non una fiducia nella classe politica attuale
30:31ma sia un'apertura, una speranza rispetto al fatto che certe decisioni debbano essere
30:36politiche, politiche nel senso di collettive in cui si crea un consenso e si crea uno
30:42spazio all'interno del quale poi la decisione può essere portata avanti e non trovare tante
30:48piccole soluzioni che poi magari non riescono insieme a risolvere il problema.
30:53Sulla fuga dei cervelli un po' come la demografia è qualcosa che probabilmente viene relegata
30:59a un pensiero che è troppo lontano da quello che io posso pensare di affrontare o non mi
31:07è molto chiaro il tema, anche perché il tema della fuga dei cervelli è un tema spinoso
31:15perché non è sbagliato che le persone vadano in giro per il mondo e poi tornino. Il problema
31:19è perché non tornano? Due, perché non riesci anche ad attrarre tu persone da altri paesi?
31:25Questo secondo me è la vera domanda. Un paese che potenzialmente...
31:29Siamo uno dei pochi posti che attira perché sapete che delle nuove application in Università
31:32Bocca con i due terzi sono di studenti che arrivano dall'estero prima ancora che gli italiani.
31:37Posso dire, spezzo una lancia a favore dell'università, il problema non è l'università,
31:43cioè quando si dice no ma l'università non è collegata e allora tutta questa domanda di
31:48università di italiani all'estero da che cosa è basata. No, l'università è adeguata
31:53al mondo e forse il sistema produttivo che non è adeguato in questo momento, adesso magari
31:58non vorrei tirarmi. Ma evidentemente l'università produce e non solo la Bocconi in Italia studenti
32:06appetibili, interessanti che possono avere tante possibilità. Siamo noi che dobbiamo costruirli
32:12e le formarli.
32:14Assolutamente. Sono curioso di sentire cosa diranno anche gli altri speaker. Andrea Alemanno,
32:17grazie ancora a Ipsos Doxa per questa ricerca. Vi dicevo che abbiamo iniziato questo lavoro
32:23anche su Classi NBC in queste settimane e vi propongo quello che proprio questa mattina
32:28ci ha detto un grande manager che ha fatto la storia di imprese che vanno da Eni a Telecom
32:32che ha guidato fino ad Aceiheri d'Italia, adesso fa l'imprenditore nel settore delle AI.
32:36Franco Bernabè sulle sfide della classe dirigente.
32:41Moltissimi dei fondatori delle imprese medie, medio-grandi delle imprese di successo italiane
32:47sono nate tra gli anni fine anni 40, anni 50 e metà degli anni 60. Oggi stanno lasciando
32:56ai figli oppure stanno vendendo le loro aziende. Questa transizione demografica e di direzione
33:05delle imprese comporta dei rischi molto importanti di perdita di un patrimonio imprenditoriale,
33:12di competenze e di capacità veramente fondamentale. Quindi va posta grande attenzione a questo passaggio,
33:21vanno difese le nostre aziende nel passaggio e va evitato che assieme ai fondatori vada dispersa
33:28la conoscenza e la capacità. È un momento delicatissimo per il nostro sistema economico e industriale
33:36sul quale iniziative di questo genere sono veramente benvenute per dare il senso dell'urgenza
33:44e della necessità di affrontare questo problema.
33:47È urgente, cruciale, delicato è il motivo per cui ne parliamo anche oggi. Invito per parlarne
33:52Enrico Pedretti, manager Italia dove è direttore marketing perché i manager sono un pezzo essenziale
33:57della classe dirigente di ogni paese. Benvenuto Enrico, grazie di essere con noi.
34:03Buongiorno, grazie.
34:05Vorrei chiedere anche a te una reazione a quello che ci ha detto oggi anche la ricerca.
34:10Ma sì, quello che mi ha colpito è quello che pensano appunto questa classe dirigente
34:15che verrà su cosa serve per il prossimo futuro, nel senso che mi sembrano dei punti molto validi
34:22che hanno messo in luce alcune cose che oggi sono dimenticate. L'altra cosa che è del tutto vera,
34:29l'hanno sottolineata tutti, è che la classe dirigente di oggi è un po' chiusa in se stessa,
34:34è corporativa. Questo è inutile che ce lo nascondiamo. E questo secondo me è anche
34:40colpa del fatto che questo paese, c'era Bernabé qui che raccontava, sono 40 anni che non cresce,
34:46non vuole crescere, punta, la maggioranza delle imprese puntano sul costo e non sul far
34:52crescere valore. Ultima cosa sull'indagine che secondo me è molto bella e ci racconta
34:58tante belle cose. La classe dirigente deve parlare di più, dialogare di più, collaborare
35:03di più. Da noi questo non lo si fa, si litiga addirittura all'interno della stessa parte
35:11di classe dirigente, perché il dialogo va benissimo, la critica, ma quando si litiga
35:16all'interno e non si parla con gli altri. Anche i manager in quella classifica non se
35:22la passano benissimo, abbiamo visto che i politici sono fuori classifica, inarrivabili
35:27in termini di sfiducia, ma anche imprenditori e manager sono ancora un po' in negativo rispetto
35:32agli scienziati ad esempio o altre figure. Potrei calarmela col fatto che lì sono i top
35:37manager e quindi non sono tutti. No, i manager sì, anche loro hanno le loro colpe. La prima
35:44cosa che dico sui manager è che questo paese ne ha troppo pochi, non nelle pochissime grandi
35:49imprese, ma il problema delle PMI nostre è che non hanno o non sono managerializzate, non
35:56hanno manager all'interno. L'80% delle imprese familiari e PMI di Francia, Spagna e Germania
36:02hanno almeno un manager esterno alla famiglia dell'imprenditore, solo il 30% delle nostre
36:08lo ha. E questo è l'imprenditore e il manager devono fare sinergia e lavorare insieme, sono
36:14parte di una classe dirigente. Per me questo è uno dei gap fortissimi che noi abbiamo con
36:19in competito e quello che non ci ha fatto, una delle cose principali che non ci hanno
36:23fatto crescere negli ultimi anni. Ragazzi, sognate di fare i manager o c'è qualche altra
36:28cosa che è più attraente oggi nei vostri percorsi?
36:32Il manager è interessante, a me piace lavorare più nel settore start up, quindi un po' diverso,
36:37riuscirà a creare qualcosa, però avevo una domanda proprio per lei. Come può crescere
36:43oggi un giovane che vorrebbe fare il manager? Quali sono le caratteristiche che deve ricercare
36:46nel corso della sua formazione, nel corso delle sue esperienze? Come faccio a diventare
36:50un buon manager oggi?
36:54Sì, penso andare a cercare delle esperienze dove ti diano quello che serve, il supporto,
37:01tu possa dialogare con altri per prenderti rischi, per innovare, per cambiare, per appunto
37:07secondo me l'innovazione è una delle altre cose che mancano. La classe dirigente in questo
37:12paese deve convincere, questo paese che bisogna cambiare, bisogna innovare, deve riuscire
37:17a convincerlo dei vantaggi che ci sono perché se gli facciamo vedere solo quello che non è
37:22buono e questo è il compito della classe dirigente perché deve innovare e fare in modo
37:26che quell'innovazione porti vantaggi. Il rischio stesso, dimmi se ti rispondo, è un
37:32paese che non ama schiare, sono i luoghi comuni, ma è vero. Noi siamo chiusi noi stessi,
37:39quindi per rispondere a lui, trovare delle aziende, dei posti dove ti diano modo, collaborando
37:45con gli altri perché tu non sarai mai solo però, di prenderti questi rischi di fare
37:49delle cose nuove, di innovare. Oggi un'altra cosa è dare un senso, cioè il manager deve
37:56riuscire in azienda a dare un senso al lavoro che le persone fanno e l'AI in questo c'entra
38:03moltissimo, è inutile che la prendiamo come una cosa che non ci deve stare, ci dovrà
38:07stare e quindi tutti i manager in azienda deve trovare il modo di far vedere alle persone
38:14che è un vantaggio, ma non solo per scrivere in cinque minuti quello che prima ci volevano
38:18due ore, è un vantaggio perché si lavora meglio, si fanno meno lavori ripetitivi e magari
38:25si mette più la testa.
38:26Voi di manager Italia cosa state facendo per creare queste condizioni?
38:30Da un lato stiamo spingendo perché entrino più manager nelle PMI, dall'altro abbiamo
38:38fatto un rinnovo di contratto che porta avanti tutta una serie di cose che non sono tanto
38:42e solo i soldi ma parla anche di genitorialità e di innovazione, parla di smart working e quindi
38:52questa è un'altra cosa, l'altra è di dialogare, bisogna andare sui territori, non solo a livello
38:57nazionale per fare in modo che i manager parlino e noi insieme con i manager con le imprese,
39:04con le università, con le scuole per portare appunto anche prima di tutto questa cultura
39:09di voler rischiare, di voler rinnovare e poi bisogna fare delle cose, fare dei progetti
39:13insieme, penso che questo sia, io vorrei chiudere, come mi sembra di capire, devo chiudere
39:20con una frase che ho letto oggi che mi sembra, allora il premier del Canada, Carney, l'uomo
39:29del giorno perché ha parlato oggi anche dopo il discorso sullo stato dell'unione di
39:34e detto questo, riteniamo che un'economia forte non sia fine a se stessa ma un mezzo
39:42per arrivare a una società più giusta, ecco secondo me questo incarna tanto di quello
39:48che la classe dirigente deve fare, l'economia non è l'unica cosa però è quella che ci
39:52dà da lavorare che fa muovere una società, in quello che dice lui i manager ma tutti hanno
39:58un ruolo molto importante, quindi a me sembrava bello chiudere con Carney.
40:04E anche lui si merita un applauso insieme a questa frase di Enrico Pedretti, grazie.