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Trascrizione
00:01La targa della sua auto è clonata, deve venire subito a Brescia. Chi telefona si presenta come
00:07un carabiniere. Dall'altra parte della cornetta c'è un uomo di 84 anni che non si fida, sente
00:12puzza di bruciato, resta in linea ma raggiunge la caserma di Ghedi con ancora al telefono il
00:18presunto militare. Nel frattempo alcuni complici telefonano alla moglie dell'84enne rimasta sola
00:24in casa le ordinano di preparare contanti e gioielli per un presunto confronto con la
00:30refurtiva rinvenuta in un'auto con la targa colonata. La donna, 80 anni, prepara circa 600
00:36euro, una fede, una collanina e un bracciale d'oro. A casa si presenta un giovane incaricato
00:42di ritirarli che viene però bloccato dai carabinieri vicino all'abitazione prima che possa citofonare
00:47a 20 anni ed è arrestato per tentata truffa aggravata in concorso. Denunciata anche una
00:53donna di 28 anni che lo attendeva poco distante in un auto a noleggio. L'ennesima tentata truffa
00:59ai danni di anziani solo è stata sventata, ma il fenomeno non si arresta. Secondo il maggiore
01:05Robert Irlandese, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Verola Nuova, dietro questi
01:10tentativi agiscono gruppi specializzati che fanno moltissime telefonate e puntano sulla
01:15pressione psicologica. Sempre più spesso reclutano persone della regione. Una voce con un accento
01:22familiare può destare meno sospetti, ma cresce anche la capacità di riconoscere il
01:27raggiro. Irlandese vede nel caso di Gedi il risultato delle campagne di informazione condotte
01:33negli anni. Davanti a richieste urgenti di soldi preziosi o codici, bisogna interrompere
01:38la conversazione e chiamare il 112 e ciò che ha permesso a questa coppia di fermare la truffa.

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