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  • 7 minuti fa
Roma, 23 set. (askanews) - Presso la Pontificia Università Antonianum, a Roma, si svolge il percorso formativo "L'antropocentrismo e la visione critica ai tempi dell'IA", promosso dall'Osservatorio internazionale per l'Intelligenza Integrale, l'Etica e il Valore pubblico, in collaborazione con la Mississippi State University. Il presidente Formez, prof. Giovanni Anastasi, ha tenuto una lezione su "Il pensiero critico contro il fatalismo tecnologico".Giovanni Anastasi, presidente Formez: "Continuiamo a chiedere le stesse risposte, quando in realtà il futuro sarà di chi sarà in grado di fare nuove domande. Quindi aiutiamo soprattutto i nostri ragazzi a sviluppare la capacità di fare nuove domande. Tutti, o molte persone, parlano di necessità di essere antropocentrici nel rapporto col New Normal, quindi col mondo dell'Intelligenza Artificiale, ma non diventeremo antropocentrici in modo automatico. Quindi occorre fare qualcosa: la formazione è una via importantissima, non è una formazione tecnica, ma una formazione basata sulla logica"."Lavoriamo per creare più leader, perché consapevolezza in un mondo tecnocratico è democrazia. Il senso dell'essere leader - spiega ancora il presidente Formez - nasce dal fatto di avere consapevolezza: a mio avviso un follower ad esempio è una persona che cerca le notizie e le fonti legate ad esse sulla base dei propri pregiudizi, non è in grado di confrontare differenti fonti, non è in grado di analizzarne la veridicità e in realtà non ha così voglia di pensare, perché pensare o avere la voglia di essere leader, quindi di condurre e creare il proprio futuro tutto sommato è uno sforzo"."È importante aiutare le persone a sviluppare pensiero critico e consapevolezza di sé e un percorso logico basato sui concetti di data driven, il tutto ai tempi dell'intelligenza artificiale. Il fatalismo tecnologico sta già avvenendo, cioè se fino a ieri la nostra pigrizia, la nostra inerzia, il nostro credo, ci faceva dire che qualcosa era venuto a causa del destino, adesso magari i ragazzi diranno 'me lo ha detto ChatGPT'. Ora questo non significa che non sia vero o non sia corretto, ma di fondo questo fatalismo tecnologico è un modo per addormentare la nostra volontà di fare la differenza e di creare noi il nostro percorso", conclude Anastasi.

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00:00Continuiamo a chiedere le stesse risposte quando in realtà il futuro sarà di chi sarà in grado di fare nuove
00:05domande.
00:06Quindi aiutiamo soprattutto i nostri ragazzi a sviluppare la capacità di fare nuove domande.
00:11Tutti o molte persone parlano di necessità di essere antropocentrici nel rapporto col new normal,
00:18quindi col mondo dell'intelligenza artificiale, ma non diventeremo antropocentrici in modo automatico.
00:24Quindi occorre fare qualcosa, la formazione è una via importantissima, non è una formazione tecnica,
00:30ma è una formazione basata sulla logica.
00:32Lavoriamo per creare più leader perché consapevolezza in un mondo tecnocratico è democrazia.
00:38Il senso dell'essere leader nasce dal fatto di avere consapevolezza.
00:42A mio avviso un follower, ad esempio una persona che cerca le notizie e le fonti legate ad esse
00:49sulla base dei propri pregiudizi, non è in grado di confrontare differenti fonti,
00:53non è in grado di analizzarne la veridicità e in realtà non ha così voglia di pensare
00:58perché pensare o avere la voglia di essere leader, quindi di condurre e creare il proprio futuro,
01:05tutto sommato è uno sforzo.
01:06È importante aiutare le persone a sviluppare pensiero critico e consapevolezza di sé
01:12e un percorso logico basato sui concetti di data driven, il tutto ai tempi dell'intelligenza artificiale.
01:19Il fatalismo tecnologico sta già avvenendo, cioè se fino a ieri la nostra pigrizia, la nostra inerzia
01:25o il nostro credo ci faceva dire che qualcosa era avvenuto a causa del destino,
01:32adesso magari i ragazzi diranno me lo ha detto ChatGPT.
01:36Ora questo non significa che non sia vero o non sia corretto, ma in fondo questo fatalismo tecnologico
01:43è un modo per addormentare la nostra volontà di fare la differenza e di creare noi il nostro percorso.

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