Per raccontare la sua seconda collezione per Fendi, Maria Grazia Chiuri ha scelto di circondare la passerella di riflessi. L'allestimento, costruito interamente con superfici specchianti e ispirato dichiaratamente al Cubo di specchi dell'artista Luciano Fabro, moltiplicava all'infinito l'immagine delle modelle mentre attraversavano lo spazio. A fare da colonna sonora Prisencolinensinainciusol, la canzone di Adriano Celentano del 1972. «Adriano Celentano e Raffaella Carrà sono stati i nostri due punti di riferimento per la libertà di espressione che caratterizzava il loro agire, per come il loro vestire diventava esso stesso forma di espressione. Erano persone di spettacolo e si vestivano, non si facevano vestire». ha detto Maria Grazia Chiuri a MF Fashion. Un omaggio a due icone della cultura popolare italiana e alla libertà quasi anarchica con cui entrambi hanno saputo reinventarsi.
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La lingerie diventa protagonista
Sulla passerella, il filo conduttore della collezione è ciò che normalmente resta nascosto sotto i vestiti. Chiuri lo porta invece alla luce e lo trasforma in un elemento centrale del guardaroba. Vestaglie da camera diventano giacche, slip e reggiseni escono allo scoperto, le camicie da notte si trasformano in abiti da giorno. Il gioco dei contrasti attraversa anche i materiali: la leggerezza della seta incontra la consistenza della maglia e della pelliccia. Mentre le superfici più essenziali sono movimentate da pizzi, applicazioni, intrecci di tessuto e piccoli ricami. La stessa libertà attraversa il guardaroba maschile. Capispalla e pantaloni ampi e morbidi si alternano a giacche più corte e preziose, in una collezione che continua a rendere sempre più sottile il confine tra maschile e femminile.
La moda come libertà
Il riferimento a Carrà e Celentano diventa così qualcosa di più di una semplice citazione nostalgica. La loro eredità viene riletta attraverso un'idea di moda vissuta come espressione di sé, istinto e libertà, senza preoccuparsi troppo delle regole. È la stessa libertà che Chiuri porta sulla passerella di Fendi: l'in...