00:00Oggi si chiama depressione, una volta si chiamava eserimento nervoso e mia zia mi diceva che me lo curava a
00:08bastonate.
00:10La raccontavo insomma in questa canzone, la cosa interessante di questo pezzo è che in questa canzone parlo proprio senza
00:19uno schermo davanti, senza una maschera,
00:23mentre le altre volte ho sempre usato questa maschera della donna, sono cose che io non ho mai fatto naturalmente
00:30razionalmente,
00:31non è che ho pensato adesso scrivo dell'eserimento nervoso, no no, io raccontavo una sensazione che ho un po'
00:37provato anch'io delle volte.
00:39Lì io uso una figura femminile, anche quando ho scritto Sally in realtà, sono un po' anch'io Sally, ma
00:48andiamoci piano perché non è che sono Sally.
00:50Quella è la donna che a quell'età comincia ad avere quel tipo di pensiero secondo me, non so perché
00:58ho questa sensibilità femminile,
01:02probabilmente io dico perché sono cresciuto con delle donne in pratica, no? La mamma, la zia.
01:09Ecco, lì avevo parlato di questo problema in modo sempre con lo schermo davanti, invece in Marea no.
01:16Genni non vuol più parlare, non vuol più giocare, vorrei più soltanto dormire, Genni non vuol più capire,
01:28sbadiglia soltanto, non vuol più nemmeno mangiare, Genni è stanca, Genni vuole dormire, Genni è stanca.
01:44E' chiaro che racconto una cosa che sento anch'io, se no non potrei raccontarla, quando racconto una canzone sono
01:51sensazioni che ho provato io,
01:52quindi Genni potrei essere io, per dire, no? Ma non è che sono io, Genni è Genni.
02:00Io non è che penso, adesso scrivo questo, no? Parlo di questo.
02:04No, io parlo, parto da una sensazione che provo e poi lascio andare e viene fuori, Genni non vuol più
02:11parlare.
02:12Grazie.
02:12Grazie.
02:12Grazie.