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  • 1 giorno fa
MENO DI UN ITALIANO su due è soddisfatto della qualità delle cure pubbliche. Secondo il focus italiano dello Stada Health Report 2026, la quota è scesa dal 48% del 2025 al 45%, contro una media del 56% negli altri Paesi esaminati. L’accesso ai farmaci è l’unico ambito in cui la maggioranza degli intervistati si sente ben supportata dal servizio pubblico (59%); la percentuale scende al 40% per la prevenzione e al 24% per l’assistenza agli anziani, contro una media europea del 32%.
La prospettiva dell’invecchiamento pesa sulle risposte: oltre la metà degli italiani dice di esserne preoccupata, una quota che sale al 65% tra le donne. Tra i timori ci sono la perdita di autonomia, il declino cognitivo e le difficoltà economiche. Sul fronte dell’innovazione, sei italiani su dieci si mostrano aperti all’uso dell’intelligenza artificiale in sanità, senza rinunciare al rapporto con chi li cura. «Cresce l’interesse verso l’innovazione e l’IA, ma resta centrale il valore della relazione con medici e farmacisti», osserva Luca Vitaloni di Human8.

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