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  • 1 giorno fa
Sessantamila persone, forse di più. Tutti con la testa rivolta al cielo e molti con lacrime di commozione agli occhi. Uno spettacolo nello spettacolo la platea che oggi ha assistito al passaggio della pattuglia acrobatica dell'Aeronautica Militare sul lungomare orientale di Salerno.
Le Frecce Tricolori - ufficialmente 313° Gruppo Addestramento Acrobatico dell'Aeronautica Militare - sono tornate, dopo 20 anni, a salutare il cielo di Salerno ma contemporaneamente e simbolicamente, hanno salutato anche quello italiano. Quello di oggi, infatti, è stato l'ultimo volo per gli Aermacchi MB-339, gli storici velivoli della Pattuglia che da domani andranno in pensione.
Per arrivare a una sostituzione completa con i nuovi modelli ci vorranno diversi mesi e, dunque, questo comporterà la sospensione delle esibizioni per almeno un anno. Elemento che ha reso ancora più emozionante l’evento di oggi.
Il Fly show era il momento forse più atteso del 22° Raduno Nazionale dell’Associazione Arma Aeronautica – Aviatori d’Italia, una manifestazione di rilievo nazionale che ha unito spettacolo, memoria e innovazione. A Salerno per l'occasione era presente anche il Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva.
Patrocinate dal Ministero della Difesa, dalla Regione Campania, dal Comune di Salerno e da numerosi enti e associazioni, con uno speciale contributo organizzativo di CNA Salerno, le tre giornate del Villaggio Azzurro hanno attirato migliaia di persone tra simulatori di volo, il cockpit di un Tornado, mostre ma anche il ricordo di chi ha perso la vita adempiendo al proprio dovere.
E poi le esibizioni e simulazioni di salvataggio. Fino ad arrivare alle Frecce Tricolori, la Pattuglia acrobatica più famosa al mondo che ha colorato il cielo di Salerno con le scie verde, bianca e rossa. Un perfetto connubio di precisione millimetrica, potenza e spettacolarità. Un'esibizione che non è solo un saggio di abilità tecnica dei piloti, ma un evento in grado di spingere sull'acceleratore emotivo.
Il rombo fragoroso dei motori, i fumogeni colorati e infine quell'abbraccio ideale del Tricolore che unisce idealmente tutto il pubblico. Il momento più atteso e simbolico è stato quando la formazione, ricompattata, ha "steso" simbolicamente nel cielo la bandiera più lunga del mondo accompagnata dalle note del Nessun Dorma dalla Turandot di Giacomo Puccini.

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00:00Salvatore, salvatore, salvatore.
00:32Salvatore, salvatore.

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