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Trascrizione
00:00Nel febbraio del 2025 la stessa mozione, passata al terzo tentativo, aveva avuto vasta eco a
00:07Salò, luogo più che simbolico quando si parla di Benito Mussolini. Un anno dopo il caso torna
00:12a farsi oggetto contundente di scontri politici e di atribe dentro e fuori i palazzi, questa
00:18volta a Brescia, e riporta il Novecento dentro Palazzo Loggia, che da ieri ha depennato il
00:23nome del duce dal registro dei cittadini onorari, impresso 102 anni fa da uno zelante funzionario
00:29di regime. Il click della storia è scattato in un lunedì di fine settembre, a pochi passi
00:34da quella Rengario, dal quale il primo novembre del 32 Mussolini inaugurò la Piazza Vittoria
00:39di Marcello Piacentini. 17 voti favorevoli, quelli del centro-sinistra, 9 stenuti del centro-destra,
00:46nessun contrario. Per qualcuno da ieri la città medaglia d'oro al valor militare per la resistenza
00:51si è liberata del fardello con un importante gesto simbolico, per altri è l'esaltazione
00:56dell'anacronismo. Di certo, negli ultimi anni sono sempre di più i comuni che hanno fatto
01:01questa scelta, e anche in provincia sono decine i consigli comunali che in pochi anni hanno
01:06tolto quel nome ingombrante dall'albo d'onore. Togliere la cittadinanza Mussolini non cambia
01:11la storia del XX secolo, né cancella le responsabilità e gli orrori del regime. Rimane
01:16però un potente atto di pedagogia civile. Più che un'azione iconoclasta, sembra una scelta
01:22di memoria che ricorda che la democrazia non è uno stato permanente e immutabile, ma
01:27va rinnovata e riaffermata anche attraverso i simboli e le delibere, come è accaduto nell'ex
01:31capitale dello stato fantoccio della Repubblica Sociale Italiana, come è accaduto nella città
01:36della loggia.

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