00:00Un dato che pesa e che racconta un fenomeno ancora troppo sommerso. Il 43% delle studentesse
00:06che hanno partecipato all'indagine dell'Università di Brescia dichiara di aver subito almeno
00:10una molestia. Nelle scuole di specializzazione la percentuale arriva addirittura al 59%,
00:15eppure, davanti a numeri così importanti, a denunciare è appena lo 0,3%. È da qui
00:21che l'Ateneo vuole ripartire. Dopo aver fotografato il fenomeno, ora passa la fase 2, un piano
00:26di azioni per contrastare moleste e violenze di genere e soprattutto per convincere chi
00:31le subisce a chiedere aiuto. La priorità è aumentare la fiducia nell'istituzione e nei
00:36suoi strumenti. Per questo sono previste formazione obbligatoria, procedure più rapide, canali
00:41preferenziali per le segnalazioni e misure cautelari a tutela delle vittime e di chi denuncia.
00:46L'obiettivo è intervenire anche nelle situazioni più delicate, quelle in cui esiste un rapporto
00:51di potere, dalla studentessa che deve ancora sostenere un esame con il docente che l'ha
00:55molestata, alla tirocinante che si trova a lavorare accanto al proprio aggressore, fino
00:59alla dipendente che decide di ribellarsi a un superiore. L'Ateneo annuncia inoltre
01:03un aggiornamento delle procedure disciplinari e una collaborazione più stretta con i centri
01:07antiviolenza e gli enti del terzo settore. Il fenomeno dunque non viene più soltanto
01:12misurato, ora l'obiettivo è intervenire e nel 2028 arriverà un nuovo report per capire
01:17se la rotta sarà cambiata, perché il vero indicatore del cambiamento, spiega la prorettrice
01:22Adriana Apostoli, sarà la fiducia. Se chi subisce una molestia saprà di poter parlare,
01:27di essere ascoltato e soprattutto tutelato, allora sarà un passo avanti e il silenzio
01:32finalmente non sarà più l'unica risposta.