Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 1 giorno fa
"Il grande inganno dell'Ai. Come l'intelligenza artificiale può migliorarci la vita anziché rovincarcela". Nel titolo c'è tutto il senso del libro di Marina Pennisi (edito da Solferino) che affronta il tema dei temi, oggetto oggi di grande dibattito:  l'enorme impatto dell'intelligenza artificiale sulla nostra società e quali implicazioni, rischi, pericoli corre l'umanità. Il saggio di Martina Pennisi, giornalista tra le più esperte sulle evoluzioni del digitale, mette in fila i temi principali  partendo da una domanda fondamentale:  cosa è l'intelligenza artificiale e chi la controlla. «Una tecnologia potente e utilissima - spiega Pennisi- ma l'Ai conversazionale è entrata nelle nostre vite nella sembianze di una chat, facendoci credere con tutta una serie di interazioni che dietro ci sia un'entità che pensa, sceglie, decide, parla come un essere umano. E questo rischia di abbassare la nostra soglia di attenzione»Preoccupazione soprattutto per le giovani generazioni: «Due punti sono fondamentali, delega e verifica. Dobbiamo chiederci: quanto posso delegare al chatbot e verificare anche le sue risposte».

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:08Martina Penisi, qual è questo grande inganno dell'intelligenza artificiale di cui parli nel
00:12tuo libro? Di grandi inganni e di grandi illusioni legate all'AI, che è una tecnologia potente e
00:17piena di possibilità, ovviamente ce n'è più di uno. Uno di quelli che evidenzio e provo a
00:24dimostrare nel libro è quello legato all'interfaccia, perché l'AI conversazionale, quindi chatbot come
00:29chatjpt, cloud, gemini, sono entrati nelle nostre vite con le sembianze di una chat, facendo credere
00:35con tutta una serie di interazioni, strumenti, pensiamo ai puntini, quando sta generando un
00:40contenuto, che dietro ci sia un'entità che pensa, decide e parla e sceglie esattamente come un umano.
00:49Così non è e questo rischia di abbassare la nostra soglia di attenzione nel riconoscere che restituisce
00:55risposte sempre più attinenti, sempre più plausibili, sempre più perfette e variegate, che però
01:01appunto devono ricevere un'attenzione particolare, perché non sono generate da un essere pensante.
01:07Quindi un'enorme risorsa, ma bisogna stare attenti, soprattutto le giovani generazioni possono essere
01:13arise. Le nuove generazioni hanno tra le mani uno strumento straordinario e altri ne arriveranno,
01:20perché poi ricordiamo che siamo soltanto all'inizio. Quello a cui bisogna porre attenzione sono due
01:26concetti fondamentali, il tema della delega e il tema della verifica. Quindi quanto posso delegare
01:33al chatbot o agli altri strumenti, soprattutto sono due le fasi più importanti, lo dico nel
01:39decalogo alla fine del mio libro, cioè l'idea che parte e la decisione finale, sono i due momenti
01:46in cui bisogna riflettere di più sulla delega. E l'altro è la verifica, perché appunto ricordiamo
01:52siamo davanti a conclusioni che sono magari enormi, certamente plausibili, che però vanno
01:58inseriti in un processo, in un flusso in cui c'è una validazione umana e consapevole.
02:04Di recente si evocano scenari catastrofici, no? Ma quanto c'è di vero? Cioè rischi per
02:10l'umanità?
02:11Che cosa succede nei laboratori? Lo sanno soltanto le aziende che stanno testando e sperimentando.
02:16Quanto siamo davvero vicini alla capacità delle AI di autoistruirsi a vicenda anche?
02:22Quello che possiamo dire certamente è innanzitutto che il rischio per l'estinzione dell'umanità,
02:27allora deve essere assolutamente proporzionale ai rischi per risolvere il cambiamento climatico
02:33grazie alle AI o trovare una cura per il cancro. Nel senso tutta questa forza brutta e persistenza
02:39chiaramente deve per forza essere indirizzata anche da altre parti.
02:46I rischi, beh, la cosa forse più facile e più importante da dire è che allora sono nelle
02:52mani di chi queste tecnologie le sta gestendo, sviluppando e regolando.
02:56Chi vede i rischi deve essere anche chi mette le cinture di sicurezza, i limiti di velocità
03:02volendo fare i paragoni con le automobili.

Consigliato