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  • 3 ore fa
Trascrizione
00:03Un'organizzazione unica presente sia in Italia sia negli Stati Uniti per offrire alle imprese
00:09strumenti più efficaci a sostegno degli scambi commerciali e degli investimenti e l'ipotesi
00:15rilanciata da Simone Crolla, consigliere delegato dell'American Chamber of Commerce in Italy,
00:21durante l'incontro Navigating US-Italy Commercial Policies, promosso dall'AMCAM nella sede milanese
00:27di Deloitte. Da diverso tempo, quantomeno da parte mia dell'American Chamber, di generosamente
00:33unirci con la Camera di Commercio Italiana negli Stati Uniti e in qualche misura fonderci per
00:39creare al servizio degli imprenditori e del commercio e degli investimenti italiani una
00:44Camera davvero transatlantica. Secondo Crolla, una struttura comune consentirebbe di superare
00:50la frammentazione delle iniziative e di valorizzare meglio le opportunità nei settori del commercio
00:56degli investimenti. L'obiettivo sarebbe costruire un organismo coordinato, attivo su entrambe
01:01le sponde dell'Atlantico, ma capace di mantenere un rapporto diretto con i rispettivi
01:07territori. Federico Tozzi, segretario generale di Italy America Chamber of Commerce, ha spiegato
01:13che il progetto di una collaborazione più stretta era già stato discusso in passato. L'apertura di un
01:20ufficio italiano della Camera rappresenta un primo passo per avvicinarsi alle imprese e
01:26alle istituzioni italiane e nello stesso tempo consolidare il rapporto con AmCham. Le due
01:32organizzazioni condividono già alcuni soci e potrebbero quindi ottenere vantaggi da una
01:38maggiore integrazione mantenendo però le proprie specificità territoriali. Continueremo a lavorare
01:44in quella direzione con l'obiettivo di realizzare questa unione permanente transatlantica. I rapporti
01:54tra Stati Uniti e Italia sono forti, andranno sicuramente al di là delle amministrazioni che
02:00abbiamo visto. Il confronto ha affrontato anche l'impatto delle politiche tariffari americane.
02:06Pierpaolo Ghetti, Global Trade Advisory National Leader di Deloitte, ha sottolineato che gli effetti
02:13dei dazzi sono molto diversi a seconda dei settori, delle imprese e delle catene di
02:18approvvigionamento. L'impatto delle politiche commerciali è fortemente asimmetrico quindi
02:24varia tantissimo da settore a settore ma addirittura da organizzazione aziendale a organizzazione
02:29aziendale perché le catene di approvvigionamento e le localizzazioni produttive possono essere
02:34molto diverse. Secondo Ghetti le imprese hanno reagito riorganizzando flussi commerciali e
02:39produzione, la localizzazione in paesi più convenienti e il reshoring in Europa avrebbe
02:45ridotto di circa 60 miliardi di dollari i dazi potenzialmente pagabili negli Stati Uniti
02:52d'America. Un adattamento che sta trasformando le filiere transatlantiche e può offrire nuove
02:58opportunità di collaborazione industriale.

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