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La seconda parte della videoconversazione tra Federico Guglielmi e Franco Zanetti
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MusicaTrascrizione
00:06Federico, torniamo a un tema che a me è caro, che è quello dei giovani che vorrebbero cominciare a
00:13scrivere di musica. Noi Rocco riceviamo una ventina di autocandidatura alla settimana e
00:21la sensazione è che tutti pensino che sia facilissimo scrivere di musica e soprattutto
00:30che si possa poi campare scrivendo di musica, cosa che tu, come hai già spiegato, non credi
00:37più sia possibile. Ma anche tu incontrerai, riceverai mail da ragazzi e ragazze che vogliono
00:44cominciare a scrivere di musica. Che impressioni ti fanno? Che cosa ricevi se c'è l'entusiasmo,
00:53se c'è un po' di competenza, se c'è il desiderio? Come li trovi questi aspiranti a prendere il
01:01tuo posto e il mio posto? Allora, beh, in linea di massima riscontro una totale assenza di
01:10di conoscenze su quello che è questo lavoro, di come andrebbe fatto. Tanti pensano, appunto,
01:20io gli dico, scrivi, vuoi scrivere una cosa sulle zeppe? Non sanno chi sono, giusto, magari di nome,
01:29si ascoltano l'intera discografia in un pomeriggio e poi pensano di essere in grado di scrivere un
01:36articolo, proprio perché, come dicevo prima, l'idea è quello che chi scrive di musica, beh,
01:41uno che sta lì e dice quello che pensa, così, a ruota libera, senza starsi a preoccupare di comunicare
01:52qualcosa, non voglio dire di importante, ma comunque di significativo e soprattutto di come questo viene
01:59fatto. La lingua italiana è flagellata proprio anche nelle stesse mail che arrivano, vedi proprio che
02:08mancano assolutamente le basi e se magari fai notare che forse, insomma, ecco, non è propriamente
02:18ben scritto quello che è stato scritto, sembra che sei pure stronzo che stai lì a voler... ma che importa,
02:26tanto l'importante è che si capisca, va a questa logica. Capita anche a me, rispondono ma quello è il
02:34mio stile, dico, no figlio mio, quello non è il tuo stile, quello è un non stile. E noi passiamo
02:40però,
02:41capisci, da vecchi che si preoccupano, da vecchi che siamo peraltro, però di quelli che si preoccupano
02:46di cose obsolete, di cose che non servono più, che forse avevano senso un tempo ma che oggi non ce
02:54l'hanno,
02:55però per me continuano ad averlo. Io negli anni, siccome oltre a scrivere, ho diretto riviste,
03:05caporedattore, insomma, diciamo, ho coordinato in molta gente, ricevevo anch'io tantissime proposte
03:15di collaborazione. Un tot le ho accettate, sono molto, come dire, contento che alcuni sono andati
03:26avanti, poi sono riusciti a crearsi comunque un nome. Però, appunto, io la prima cosa che dico a
03:32chiunque oggi, prima ancora di leggere una riga di quello che hanno scritto, di chiunque dica vorrei
03:38essere come te in un domani più o meno lontano, io gli dico lascia perdere. Cioè, questo non è un
03:45lavoro, non è più un lavoro, già lo era poco prima, già era difficile prima, ma oggi, cioè, non
03:55non vale nulla, capisci, quello che fai, a meno che non ti inventi delle cose che hanno nulla a che
04:04vedere
04:04con la corretta divulgazione musicale. E dove per me la corretta divulgazione musicale è quella di fare
04:12delle cose scritte bene, ben documentate, con uno stile quanto più possibile brioso e accattivante,
04:23di fare delle interviste dove ti presenti preparato e hai uno scambio reale, concreto, con il tuo
04:31interlocutore. Cioè, tutte cose che non si sanno fare più, che forse non interessano
04:42nemmeno. Sai cos'è una delle cose che più mi deprime del mondo di internet? Quando vedi in cima
04:49agli articoli tempo di lettura, perché si sa che l'attenzione, quindi ti avvertono prima, tu leggi due
04:57minuti, e che sto qui a perdere due minuti a leggere? Ecco, questo è il segno dei tempi che stiamo
05:03vivendo, per cui io sono, come sono solito ripetere ogni volta che mi fanno di queste domande, mi sento
05:11tanto come un dinosauro che vede arrivare la cometa, sa che è la cometa, a differenza del
05:19dinosauro, e aspetta, dice beh, speriamo che ci metta un po' di tempo ad arrivare. In fondo adesso ho 66
05:29anni,
05:32realisticamente, insomma, mi rendo conto che non è che potrò viverne altri 66, no? Per cui spero che
05:39tutto duri ancora abbastanza da, finché avrò la testa, la lucidità, la voglia, voglia che mi è rimasta, però
05:47ammetto che mentre, che so, vent'anni, venticinque anni fa, io scrivevo cose, principalmente con l'intento
05:56di fare proselitismo, diciamo, per la musica che mi piaceva, che mi interessava, oggi scrivo
06:06soprattutto perché mi piace scrivere, è diventato una cosa più personale, perché in effetti non so
06:13nemmeno più bene chi è il mio pubblico. Per esempio, mi accorgo che, siccome sto abbastanza
06:24in internet, ho un unico social, che è Facebook, il social di Noi Vecchietti, ho Instagram, ma lo uso
06:33soltanto per vedere cose che mi interessano di qualcun altro. E niente, io mi accorgo che ho perso il filo
06:44di quello che volevo dire, perché sono vecchio, un'anziano, e mi sono dimenticato assolutamente
06:52che cosa volevo dire. Ti verrà in mente dopo. Senti, tu nella tua ormai lunga attività, proprio
07:02per la ragione che dicevi prima, che sei sempre stato sul versante alternativo, non hai, o perlomeno
07:11non hai avuto come me, il continuo rapporto con gli uffici stampa, che sono uno dei problemi
07:17attuali della mia e della tua professione. Perché da qualche tempo, come sottolineava
07:24fra l'altro giustamente il direttore di All Music Italia, alle conferenze stampa vengono
07:31invitati i giornalisti, ma anche gli opinionisti, ma anche gli influencer, ma anche i blogger.
07:40Tu hai vissuto qualche esperienza del genere di recente? Sei andato a qualche conferenza stampa
07:46dove ti sei trovato circondato da gente che proprio non c'entrava niente col tuo lavoro?
07:51Assolutamente no, proprio, cioè, rifiuto totale. Io saranno ormai 30 anni almeno, faccio solo
08:01interviste face to face, le conferenze stampa non mi interessano, già mi interessavano poco
08:09il lotempore, quando se ne facevano comunque tante, anche con artisti interessanti, però non
08:19le evitavo perché fondamentalmente non mi piace quella serie di domande, come dire, ovvie, il
08:27quotidianista che dice la cosa più stupida, non perché è stupido lui, ma perché sul giornale
08:33deve mettere la cosa stupida, vuole la domanda sensazionalistica. No, lì evito come la peste
08:41e anzi, vedi, tu mi hai detto che adesso alle conferenze stampa vanno gli influencer e non
08:47c'è, capito, gli opinionisti. Sarebbe il terrore per me trovarmi in una situazione simile.
08:53Quindi, meno male, se mai mi fosse venuto la voglia di andare a una conferenza stampa,
09:00alle quali mi invitano, perché di inviti me ne arrivano comunque tanti, ecco, adesso so che non
09:05che non ci devo andare, perché per quale ragione farsi il sangue amaro?
09:12Un'altra cosa che pure è stata una tua attività frequente è la scrittura di libri di argomento
09:19musicale. Come forse sai, io ho una rubrica di recensioni di libri di questo genere su Rockall.
09:25Mi hai recensito anche qualcosa, sì.
09:27Sì, e anch'io vedo che, come posso dire, la qualità dell'offerta è in continuo calo.
09:41È vero che è in continuo calo anche il numero delle copie vendute, perché richiede troppa
09:49attenzione leggere un libro rispetto a leggere un post. Però tu ne hai scritti tanti di libri
09:56fin dall'inizio della tua attività. Ti capita ancora di, ti capita di recente di aver letto
10:02qualcosa che ti ha soddisfatto e che hai detto, oh, ecco finalmente un libro interessante, in italiano
10:08se puoi, perché anch'io leggo ma ecco.
10:11Ecco, quello è un... no, io in realtà, come dire, riscontro in generale il fatto che c'è...
10:21Allora io la prima cosa che guardo quando mi arriva un libro è vedo chi ha scritto questo libro.
10:27E il più delle volte i libri di argomenti musicali sono scritti da persone che non sono colleghi fondamentalmente,
10:35cioè che non hanno fatto nulla in ambito giornalistico, però scrivono un libro.
10:41Cioè per me, altra generazione, appunto, scrivere un libro era il primo che ho fatto, era un punto di arrivo.
10:48Cazzo, ho scritto un libro, no?
10:52Però non... come dire, adesso non vedo che i libri si fanno così.
11:00Ci sono casi editrici che comunque li fanno, che non pagano ovviamente nessuno,
11:06vengono immessi o pagano cifre veramente irrisorie,
11:10se non fanno pagare il libro a chi lo scrive facendogli comprare almeno due, trecento copie.
11:16E quindi diciamo che fare un libro è diventato una sorta di atto narcisista,
11:24cioè per dire ho fatto un libro.
11:29Il libro che poi in molti casi rimane l'unico, il libro della vita,
11:34perché magari qualcuno è competente o comunque appassionato di un argomento specifico
11:39e scrive un libro su quell'argomento specifico,
11:42fregandosene magari che in giro ci sono un'infinità di altri libri sullo stesso argomento.
11:49Per dire, ci sono credo più di cento libri in circolazione su Battiato
11:54e più o meno altrettanti su Battisti
11:58e uno si chiede, ok, ma perché?
12:01Cioè chi li legge?
12:02La risposta ovviamente la sai meglio di me,
12:04la risposta è praticamente nessuno.
12:06Le tirature sono comunque basse,
12:09però qualcuno può dirsi,
12:11ma io ho fatto un libro su Battiato,
12:13perché ancora, siccome il libro è diventato un oggetto misterioso,
12:19mi piace,
12:21gli dici ho fatto un libro,
12:22ah, cacchio, hai fatto un libro, sei figo.
12:24Sai una cosa, faccio una divagazione e poi ritorno su questo argomento.
12:27Una cosa che mi stranisce moltissimo,
12:32ho notato che nelle persone che non fanno parte del nostro ambiente,
12:36cioè che non sono dentro la musica,
12:39la cosa che colpisce di più della mia carriera,
12:43della mia attività,
12:45è il fatto che ho una scheda su Wikipedia.
12:47Hai la scheda su Wikipedia?
12:49Cazzo, allora sei, ma allora sei famoso, capito?
12:53Allora sei uno che conta.
12:54Cioè la scheda su Wikipedia mi fa comodo averla,
12:57logicamente, perché così chiunque può andare lì
13:00e vedere più o meno quello che ho fatto.
13:03Scheda che, a differenza di quelle di molti colleghi,
13:07è estremamente concisa,
13:08perché non mi ritengo così importante
13:12da dover raccontare ogni singola cosa che ho fatto.
13:19Però appunto mi colpisce queste cose
13:21perché questo è un altro segno dei tempi,
13:25è l'apparenza e non la sostanza, capisci?
13:28Cioè io ho pubblicato più di 30 libri
13:30per case editrici vere,
13:33libri per i quali sono stato pagato,
13:35e quelli fanno meno effetto
13:39della scheda di Wikipedia, capisci?
13:43E quindi è così.
13:45Quindi tornando ai libri,
13:46una parte dei libri sono scritti appunto da improvvisati,
13:50libri più o meno accettabili.
13:53Se c'è un editor che gli dà un'occhiata
13:56magari sono pure scritti benino.
14:00Mi piace che ogni tanto escano libri
14:03magari su artisti italiani
14:04su cui nessuno scriverebbe mai,
14:09nessun professionista scriverebbe mai un libro
14:11perché vendono 200 copie.
14:15Non sono commerciali, sì.
14:16Esatto, non sono commerciali,
14:18però certe cose è bello che comunque ci siano.
14:24E poi c'è l'altra categoria,
14:26cioè quella dei nostri colleghi,
14:28che fanno sempre i libri sulle stesse cose,
14:32tipo le morti maledetti,
14:35i maledetti del rock,
14:38le morti misteriose del rock,
14:42tutti gli argomenti su cui esistono
14:45tantissimi libri,
14:46però ognuno, come dire,
14:47vuole metterci dei libri sui Beatles,
14:50i libri sui Rolling Stones,
14:51i libri sui Battisti,
14:54che poi mi chiedo quanti dei nostri colleghi
14:57li scrivano davvero,
14:58non abbiano il Ghost Rider
15:00che li fa per loro.
15:02Per cui mi ripeto,
15:06ma io trovo tutto dannatamente deprimente,
15:10ogni tanto mi sorprendo di come
15:12ancora riesco a prenderla con filosofia
15:15e a divertirmi,
15:16perché poi,
15:17contrariamente a quello che dico sulla depressione,
15:19io comunque mi diverto un casino.
15:21Ecco,
15:22questa mi sembra
15:24in giro.
15:25Mi sembra una buona conclusione
15:27per questa chiacchierata,
15:29perché se no rischiavamo di appesantire
15:32chi l'ha ascoltata
15:33con le nostre malinconie
15:34di anziani giornalisti.
15:36Sì,
15:37ma non è tanto un fatto,
15:38io gli anni che ho
15:39non è che me li senta,
15:42io mi sento ancora giovane,
15:43vorrei che il mondo attorno a me
15:47mi ridesse
15:48quell'entusiasmo
15:50della scoperta.
15:53Basterebbe solo il fatto
15:54che io qualunque cosa ascolto
15:56di musica nuova,
15:57inevitabilmente
15:58l'associo a qualcosa
15:59che ho ascoltato 40, 30,
16:0120 anni fa,
16:03perché conosciamo troppo.
16:04Però capisco
16:05che anche il nuovo
16:07che nuovo non è
16:08possa essere importante,
16:10cruciale, decisivo
16:12per qualche giovane
16:14che quello che è successo
16:1540 anni fa
16:16non lo sa
16:16o pur sapendolo
16:18a grandi linee
16:19se ne frega
16:19perché dice
16:20io voglio avere il gruppo
16:21che seguo adesso,
16:23il gruppo
16:24del quale posso aspettare
16:26i nuovi dischi,
16:27capisci?
16:28Queste cose così.
16:29Per cui io vorrei tanto
16:30ritrovare
16:31quell'entusiasmo
16:32sempre,
16:33però devo dire
16:35mi diverto,
16:36quello senz'altro,
16:37mi incazzo anche tanto,
16:38però mi diverto.
16:40Bene,
16:41grazie Federico,
16:42grazie per la chiacchierata.
16:43Grazie mille,
16:43Franco.
16:44Grazie a te.
16:45Stai bene
16:45e di nuovo complimenti
16:47per il riconoscimento
16:48che insomma
16:49fa sempre piacere.
16:51Grazie.
16:53Grazie a te.