00:09Premi a chi lavora per la fratellanza tra le nazioni, chi fa di tutto per ridurre o abolire
00:14gli eserciti permanenti e promuovere il dialogo per la pace. È il Nobel più atteso e simbolico,
00:19l'unico conferito non in Svezia ma in Norvegia, a Oslo. La montare in denaro varia per il 2026
00:2512 milioni di corone svedesi, poco più di un milione di euro. In questi anni sconvolti
00:30si è spostato tra continenti, crisi, guerre. 2025, America Latina con Maria Corina Maciado,
00:37leader dell'opposizione venezuelana. Lo voleva tanto Donald Trump, Maria Corina glielo cede
00:42subito dopo la rimozione del presidente Nicolás Maduro con un blitz della Delta Forza Caracas.
00:47Magari a Donald basta, il chavismo però resta. 2024, per non essersi risparmiati contro il
00:53riarmo nucleare e per averne anzi fatto un tabù. Nobel per la pace agli Ibakusha,
00:59letteralmente i colpiti dalla bomba atomica. Sono i sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki.
01:04Doveva essere mai più. 2023, Iran, Narges Muhammadì, scienziata, attivista per i diritti
01:11umani, il corpo, non lo spirito, piegato dagli anni di detenzione. Lei continua a entrare e
01:16uscire da carceri e ospedali. L'Iran oggi è in guerra, la repressione più dura, ma ancora
01:21è sempre donna, vita, libertà.
01:262022, all'instancabile attivista bielorusso per la democrazia Alex Bialatsky, ai russi
01:32di memoria, al loro lavoro sul passato sovietico e i diritti violati del presente, agli ucraini
01:38del centro per le libertà civili. Uno bel triplo che è una preghiera inascoltata.
01:442021, la stampa libera nel mondo è screditata, delegittimata, aggredita. Il premio va a due giornalisti
01:49che non arretrano. La filippina Maria Ressa è il russo ancora, Dimitri Muratov, cofondatore
01:55e direttore della Novaya Gazeta. Quest'anno ne sono passati 20 dall'assassinio di Anna
01:59Politkovskaya. 2020, programma alimentare delle Nazioni Unite perché non c'è nemico
02:04della pace più insidioso della fame. Ci fermiamo qui, potremmo risalire fino ai primi premiati
02:10del 1901. Per l'impegno diplomatico e umanitario furono il francese Frédéric Passy e lo svizzero
02:17Jean-Henri Dunant, fondatore della Croce Rossa. Non cambia il corso dell'ingiustizia
02:21e della sopraffazione, non ferma le guerre, non spezza catene né sbarre, ma ricrea un
02:27senso di comunità che supera confini e strumentalizzazioni e per questo conserva prestigio morale, accende
02:33luci, porta conforto nel silenzio e nel buio. Ogni anno, almeno un giorno, il Nobel per la pace
02:39non basta, non è poco.