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  • 2 giorni fa
Milano, 8 ott. (askanews) - In anteprima il video "Artificio naturale" di Ottodix - Alessandro Zannier che torna a interrogare una delle categorie fondamentali attraverso cui l'essere umano interpreta il mondo: la distinzione tra naturale e artificiale.Lo fa con il video di "Artificio naturale", nuovo estratto da "Cerebro Mundi", nono album dell'artista, pubblicato lo scorso 10 aprile da Gelo Dischi e coprodotto con Flavio Ferri dei Delta V. Ad accompagnare la release, anche la versione strumentale del brano, disponibile dal 9 ottobre su tutte le piattaforme.Per Ottodix una nuova sfida dopo il tour di cinque date dopo aver rappresentato l'Italia alla Biennale di Durazzo, in Albania, lo scorso 1° ottobre.Al centro, una domanda tanto elementare quanto radicale: che cosa definiamo "artificiale"? "La diga di un castoro, l'alveare delle api è un manufatto artificiale o naturale? L'AI attuale creata dall'uomo è un pericoloso artificio o un espediente naturale per far evolvere la specie? Tutto ciò che è frutto dell'ingegno di un animale fa parte della natura, che è un'entità neutra, né buona né cattiva. Ci farà evolvere o estinguere? Per la natura non è un problema." spiega Ottodix.Nel videoclip di "Artificio naturale", realizzato a partire dai visual dello spettacolo in tour, Zannier mette sullo stesso piano robot, alveari, ragnatele e altre architetture viventi: non mondi opposti, ma diverse forme attraverso cui la materia organizza l'informazione. La tecnologia perde così la sua aura di estraneità e torna a essere parte di una continuità evolutiva. Anche l'uso marginale dell'AI, in favore di un'estetica analogica e materica, è una scelta concettuale: non mostrare quanto possiamo simulare la natura, ma suggerire che forse l'artificio è semplicemente la natura che, attraverso di noi, ha imparato a costruire in altri modi."Artificio naturale" mette in crisi la possibilità di tracciare una linea netta tra ciò che è naturale e ciò che non lo è. Mentre l'uomo immagina strumenti per sopravvivere, finisce infatti per creare nuove forme di vulnerabilità: l'AI ne è il punto estremo, capace tanto di oltrepassare i limiti cognitivi della specie quanto di moltiplicarne errori, conflitti e dipendenze. Ma la natura, che non giudica mai, non conosce progresso né fallimento: conosce soltanto trasformazione."Artificio naturale" si inserisce nella visione più ampia di "Cerebro Mundi", progetto con cui Ottodix porta avanti una ricerca interdisciplinare per interrogare il cervello umano e alcuni dei suoi istinti più primitivi: la paura, la violenza, l'egoismo e la prevaricazione. Un album composto da 12 tracce: le prime sei dedicate al cervello individuale, le successive a quello che Zannier definisce "cervello planetario", ovvero la rete di relazioni tra esseri viventi, società, tecnologia ed ecosistemi. Musicalmente, il progetto fonde elettronica, synth, distorsioni, orchestrazioni e pop, mantenendo una forte componente performativa e audiovisiva, con la partecipazione di Nicola Manzan agli archi.Il disco assume anche una dimensione politica e culturale: difendere la conoscenza e la ricerca significa preservare uno dei pochi strumenti capaci di contrastare il brain rot prodotto dalla società digitale e dalla progressiva perdita di complessità del pensiero. Il progetto è stato anticipato dall'installazione audiovisiva Escalation Involution e dal singolo "Amìgdala".

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00:00Pensa all'uso della nuova intelligenza, domani non potrai più fare senza
00:07e sarà così comoda la dipendenza.
00:12Pensa, avremo solamente la parvenza di essere genali in una stanza
00:19a rifiutare l'onere dell'esperienza che ci manca.
00:33Artificio naturale, naturo difficile, vuoi simulare e rubare di tutto
00:42tesi di laurea, frasi all'effetto e disegnare un quadro perfetto
00:48e l'altro fide celebrare dominerà.
00:56Ogni intelligenza artificiale è il miracolo di un animale.
01:09Farà bene, farà male, salva il mondo dal conflitto nucleare.
01:19Meglio non pensare

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