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  • 1 giorno fa
“La principale continuità è l’illusione del vero, mentre oggi la velocità e la quantità delle fake news rendono più difficile riconoscerle. Gli archivi audiovisivi diventano così uno strumento per preservare la memoria e contrastare la riscrittura della storia.” Così Agnès Chauveau, direttrice generale delegata dell’Ina, analizza il legame tra propaganda e disinformazione digitale, durante l'incontro “Guerra dell'informazione: dalla propaganda alla post-verità”, presso l'Ambasciata di Francia in Italia.

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Trascrizione
00:03Ciò che è rimasto invariato tra la propaganda e la disinformazione digitale di oggi è il fatto di
00:10dare l'illusione del vero e della verità e questo è un elemento costante che riguarda tanto la
00:15propaganda dei tempi passati e persino quella attuale quanto la disinformazione digitale. Ciò
00:21che cambia fondamentalmente oggi nel mondo contemporaneo è naturalmente l'accelerazione
00:26e la moltiplicazione di queste false informazioni che fanno sì che anche un semplice cittadino si
00:33trovi sommerso dalle informazioni false e abbia grandi difficoltà a capire e a distinguere
00:39un'informazione falsa da una vera. In un mondo in cui si moltiplicano le false informazioni e
00:45l'intelligenza artificiale è davvero molto importante poter conservare tutta la memoria
00:51audiovisiva perché un fondo d'archivio è ciò che permette in qualche modo di garantire ciò
00:56che è realmente accaduto, ciò che è stato realmente detto e diffuso. Questo non significa
01:02che negli archivi non vi siano state anche immagini autentiche che veicolavano informazioni
01:07false, ma il patrimonio archivistico permette di contrastare tutti i tentativi di riscrittura
01:14della storia.

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