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  • 20 ore fa

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Trascrizione
00:08Ben ritrovati in diretta a Best Italian Hospitals, parliamo di sanità, del bilancio economico,
00:14l'abbiamo fatto con le istituzioni, l'industria farmaceutica, ma adesso parliamo di innovazione
00:18e di questa come valore anche economico per il nostro paese. Abbiamo sentito poco fa il
00:23presidente di Farmindustria, Sergio Dompe, parlare dell'industria farmaceutica, ma entriamo
00:28più nel dettaglio del settore delle biotecnologie e della diagnostica. Per farlo qui in studio
00:32Giovanni Amabile, founder e CEO di Aptadir Therapeutics, ben ritrovato, un grande piacere averla con
00:37noi. Grazie. In collegamento Fabio Tedoldi, che è Head of Global Research Development Ibraco
00:43Imaging, un piacere averla con noi. Grazie a voi per l'invito. Allora Amabile, parto da
00:50lei, intanto per dare un contesto a chi ci segue, parliamo di manager e scienziato da oltre
00:55vent'anni nel settore del biotech, biotecnologie, dalla Sapienza di Roma ad Harvard. Di fatto
01:01il salto è stato una lunga esperienza. Il motivo per cui oggi ci parliamo è per una
01:08novità, cioè il fatto che Aptadir Therapeutics ha chiuso un SID da 40 milioni. Questa è una
01:14cifra che è importante per l'Europa, ma importantissima per l'Italia perché non ci sono precedenti
01:20di fatto di questa cifra. Le terapie sono ancora in fase preclinica, questo è un grande
01:27tema. Quindi che cosa ha convinto gli investitori a puntare su questa ricerca scientifica, su
01:34questo rischio? Quali sono le evidenze, le prospettive che il mercato hanno accolto di
01:38fatto per rispondere positivamente? Sicuramente ci sono più elementi che hanno portato alla
01:46realizzazione di questo round di investimento. Sicuramente quello più rilevante è la qualità
01:52della scienza e dell'innovazione. Di fatto Aptadir sta sviluppando dei farmaci sperimentali
02:00che sono in grado di revertire delle patologie che negli ultimi 50 anni sono state considerate
02:07irreversibili e quindi apre di fatto delle nuove prospettive terapeutiche per diverse
02:15categorie di pazienti. Alcuni di questi sono affetti da patologie genetiche come la sindrome
02:21dell'X fragile, ma ce ne sono tante, e fondamentalmente anche dalla proprietà intellettuale che ha generato
02:30e dai dati preclinici che sono stati sviluppati. Ovviamente chi investe adesso investe per le cose
02:38che farà la company, non per quello che ha già fatto. Sicuramente il piano di sviluppo è stato credibile,
02:46soprattutto la capacità del management di portare in sviluppo clinico questo nuovo farmaco
02:53sperimentale in 18 mesi da adesso. Citava la sindrome dell'X fragile, ora è chiaro che non tutti
02:58magari la conoscono, però alla base c'è una tecnologia con l'RNA che sappiamo è tornata
03:04di fatto alle cronache durante il vaccino per il Covid e di fatto sta portando grandi soddisfazioni
03:11sulla ricerca su altro fronte. Questi 40 milioni che cosa devono finanziare effettivamente e fino a
03:18quale fase di sviluppo vi consentirà di arrivare al round per capire anche come cresce una biotech?
03:25Sicuramente saranno utilizzati per avanzare il nostro primo farmaco sperimentale nel processo di sviluppo
03:33e di coprire il primo studio clinico nei pazienti affetti dalla sindrome dell'X fragile.
03:39Quindi andrà a chiudere il cerchio dell'evidenza clinica all'interno della popolazione di pazienti
03:46che abbiamo attenzionato. Poi ovviamente serviranno per costruire almeno altri due farmaci sperimentali
03:54quindi la nostra pipeline che andranno a trattare categorie di pazienti diversi ma che hanno una mutazione
04:01molto simile a quella che hanno i pazienti con l'X fragile. E terzo ovviamente costruire un team
04:08di rilevanza internazionale di professionisti che ci aiuterà nel percorso di sviluppo della
04:15crescita. Ecco diceva professionisti internazionali perché perché un tema è lei appunto era in Italia
04:22è andato negli Stati Uniti è tornato chiaramente sono competenze che ha acquisito che ha riportato
04:26il nostro paese. Tra l'altro Aptadira valorizza anche due brevetti nel CNR con il sostegno iniziale
04:33di Extend ma tra impresa americana, impresa italiana c'è un tema di trasferimento dal laboratorio
04:39poi al farmaco che ha delle barriere d'ingresso. Ecco quali sono dal suo punto di vista, cioè cosa serve
04:46all'Italia per, ne abbiamo appena parlato di fatto anche un po' con il settore delle life science, ecco per
04:51il biotech quali sono i punti su cui si può andare ad investire? Allora sicuramente l'ecosistema americano
04:59è da anni molto più strutturato in termini di capitali dedicati a questo settore per cui la
05:08ricerca accademica di eccellenza riesce a trovare dei capitali abbastanza velocemente perché ci sono
05:14dei molti fondi dedicati e soprattutto capitalizzati in maniera importante. L'Italia ha un ecosistema
05:22in divenire, che si sta diciamo evolvendo, ovviamente non è ancora ai livelli di quello
05:31americano ma si sta evolvendo, abbiamo una scienza di altissimo valore, altissimo valore
05:37di eccellenza, chiaramente il gap che è da riempire è quello che viene tra la trasformazione
05:45dell'evidenza scientifica in un progetto imprenditoriale. Quindi capitali dedicati, al momento ci sono
05:51veramente pochi fondi italiani che investono e alcuni tendono a investire in fasi avanzate
05:58dello sviluppo del farmaco. Cioè Extend è un'iniziativa di grandissimo valore guidata da
06:05CDP Venture Capital che rappresenta ormai la spina dorsale del tessuto imprenditoriale italiano.
06:12perché va a rischiare capitale in un'area dove nessuno li vuole rischiare, e cioè quando
06:19la scoperta esce dall'università. E non c'è ancora un termine di preclinico, cioè questa
06:27è la parola, bisogna prendersi il rischio, quindi capitali pazienti, mettiamolo così.
06:35Esattamente, ovviamente quando questo rischio è sostenibile, quando si va a creare un prodotto
06:41assolutamente innovativo, che ha un posizionamento unico anche nel mercato. Non c'è nessuna azienda
06:47che sta sviluppando un farmaco nella sindrome dell'X fragile e quindi di conseguenza il potenziale
06:54che ha una company di andare anche non solo a portare il primo farmaco a questa categoria
07:00di pazienti, ma anche ovviamente ad avere una posizione competitiva nel mercato, ha sicuramente
07:05giocato un ruolo. Quello che è importante anche nell'ecosistema italiano è favorire anche
07:12la nascita di un gruppo di manager che è in grado di gestire le biotech. Stiamo in una
07:19nuova dimensione del Made in Italy, dove oltre all'industria per cui noi siamo tradizionalmente
07:26conosciuti, il Made in Italy sta arrivando in una nuova dimensione che è costruita intorno
07:32all'innovazione e alla ricerca scientifica. Questa cosa sta succedendo adesso e ci sono
07:40anche dei manager italiani che sono in grado di costruire aziende internazionali e competitive.
07:46I venture capital dovrebbero solo dargli fiducia.
07:48Ed è molto chiaro. Grazie Giovanni Amabile. Io passo da Fabio Tedoldi. Allora Fabio Tedoldi
07:54per darvi un'idea guida la fase di responsabile della ricerca e sviluppo globale di Braco Imaging.
08:01tra l'altro un dottore in fisica, ci tengo a dirlo perché è un coinventore di oltre 10 brevetti,
08:06autore di più di 50 pubblicazioni scientifiche in questo campo sui temi che spaziano dalla
08:12diagnostica per immagini alla intelligenza artificiale. Allora parliamo dell'evoluzione
08:17effettiva tra diagnostica e terapia. A che punto siamo e dove siamo arrivati anche per quanto
08:24riguarda Braco Imaging? Abbiamo parlato poco fa di AI nella ricerca oncologica, nel vostro caso?
08:31Sì, grazie per questa domanda. Peraltro giusto un paio di giorni fa abbiamo tenuto un evento
08:40a Milano, il Mind and Innovation District, dove proprio abbiamo parlato di questi temi,
08:47cioè di rapporto tra la diagnostica, che è il settore in cui Braco Imaging è impegnata,
08:56e la terapia. E mi fa piacere citare forse il messaggio più forte o comunque più in qualche
09:04modo chiaro del nostro Presidente, del nostro Presidente Diana Braco, che in quel contesto ha detto
09:10che l'imaging si sta spostando dal vedere di più sulle immagini al comprendere meglio.
09:18E questo ha un forte significato per un'azienda come noi perché significa che quello che è il confine
09:25tra il vedere una malattia e il curare quella malattia si sta assottigliando.
09:33Noi per decenni abbiamo cercato di rispondere alla domanda che cos'ha questo paziente.
09:39Cercavo di vedere dentro un paziente per dire che cosa... Oggi cerchiamo di rispondere ad altre
09:43domande con l'imaging, del tipo quale terapia potrà funzionare per questo paziente,
09:51dove e quando dobbiamo intervenire su questo paziente e poi seguire la cura, sta funzionando
09:57o non sta funzionando. Quindi capite che quello che è il limite tra fare la diagnostica per immagini
10:03e poi la terapia si assottiglia sempre di più. C'è un esempio quasi paradigmatico che viene
10:08dall'oncologia e con la stessa molecola quindi stesse caratteristiche chimiche possiamo
10:14praticamente individuare tramite tecniche di medicina nucleare con la PET un certo tumore
10:20tipicamente tumore neuroendocrine, tumore alla prostata e poi semplicemente su quella molecola
10:25cambiando l'isotopo radioattivo colpirlo con una terapia super mirata sulle cellule tumorali.
10:33Quindi vedete come il percorso della diagnosi e della terapia tende a convergere sempre più forte.
10:41Che cosa cambia per noi come azienda?
10:44Le aggiungo Tedoldi un punto perché lei mi sta andando sul fisico ovviamente, sul dettaglio però
10:50che cosa sta cambiando e anche le novità che voi state implementando perché si parla di terapie
10:56con radioligandi, ecco ci spiega, ultrasuoni focalizzati sono cose che sono state annunciate
11:02ma tradurlo per chi ci segue?
11:06Sì, allora la terapia diagnostica e la terapia con i radioligandi è proprio quello che stavo dicendo
11:14cioè l'utilizzo della stessa entità chimica con le stesse caratteristiche per identificare
11:20un certo recettore su delle cellule patologiche tipicamente tumorali
11:25e da una parte vederle attraverso la strumentazione PET o altro tipo di strumentazioni
11:31e allo stesso tempo con un cambio appunto di isotto puoi riuscire a colpire il DNA di quelle cellule
11:38e in qualche modo curare la malattia e poi successivamente riguardare l'effetto
11:43quindi questo è l'assottigliamento del confine tra diagnostica e terapia
11:49e noi come azienda potendo appunto padroneggiare quella che è la tecnologia
11:55che sta sotto l'imaging abbiamo trasferito questa conoscenza nell'ambito
12:00o stiamo trasferendo questa conoscenza nell'ambito terapeutico
12:03stessa cosa nell'ambito dell'ultrasonografia
12:06siamo tra i leader mondiali nella cosiddetta ultrasonografia con contrasto
12:11per scopi diagnostici in varie patologie cardiache, fegato, breast eccetera
12:20ma con lo stesso tipo di tecnologia che padroneggiamo
12:23quella delle cosiddette microbolle lipidiche
12:27possiamo usare queste microbolle come delle sorte di oscillatori
12:31che permettono di spingere sulle pareti capillari
12:34e permettere a determinate terapie più tradizionali
12:38di accedere in zone tipicamente ad esempio il parenchiema cerebrale
12:42dove normalmente quelle terapie farebbero fatica ad arrivare
12:46quindi questi sono solo due esempi appunto
12:49in cui lo stesso tipo di tecnologia che abbiamo sviluppato
12:54che abbiamo brevettato eccetera
12:55può essere utilizzata da una parte nell'ambito diagnostico
13:00ma allo stesso tempo anche a scopo terapeutico
13:04chiarissimo, chiarissimo almeno insomma sarebbe necessario
13:07a un convegno come diceva giustamente
13:10per fare un approfondimento e capire un attimo del dettaglio
13:13però è evidente che l'evoluzione
13:15che sta avendo anche la diagnostica per immagini
13:18è di fatto rilevante
13:20e che comunque ci sono realtà come appunto Bracco
13:23che sono rilevanti anche in contesto internazionale
13:26io la ringrazio, grazie a Fabio Tedoldi
13:28Head of Global Research Development di Bracco Imaging
13:30grazie per essere stato con noi, è stato un piacere
13:33grazie a voi
13:34grazie ancora a Giovanni Amabile
13:35CEO e founder di Adaptive Therapeutics
13:39e in bocca al lupo per il vostro proseguimento
13:42grazie a voi per averci seguito
13:44restate con noi, fra pochissimo ripartiamo
13:46a far poco