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  • 8 ore fa
Roma, 9 ott. (askanews) - La rivoluzione europea nasce "da una situazione completamente nuova di un'Europa sotto assedio, c'è una guerra ai confini, ci sono gli Stati Uniti che hanno abbandonato il loro impegno europeo, c'è la volontà quasi colonialista dei giganti dell'Intelligenza Artificiale e quindi serve un salto. L'Europa dei 27 nani non ce la fa, deve diventare una potenza".Paolo Gentiloni, in una intervista ad askanews in occasione delle Giornate dell'Energia e dell'Economia Circolare di Trevi, affronta l'oggi e il domani del processo europeo. Energia, difesa, migrazioni. Ripercorrendo l'analisi esposta nel suo libro "Diventare una potenza. Istruzioni per una rivoluzione europea" edito da Rizzoli, presentato ad Assisi nella prima giornata dell'evento promosso da Globe Italia e WEC Italia che compie dieci anni.

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Trascrizione
00:00Decima edizione delle giornate di Trevi, si apre con la presentazione di questo libro
00:04Diventare una potenza, istruzioni per una rivoluzione europea.
00:08Paolo Gentiloni, questa rivoluzione europea dove nasce?
00:12Quando comincia? Perché finora c'è solo tanta critica, invece i risultati sono arrivati in questi decenni.
00:17Nasce da una situazione completamente nuova, di un'Europa sotto assedio.
00:23C'è una guerra ai nostri confini, c'è gli Stati Uniti che hanno abbandonato il loro impegno europeo,
00:31c'è la volontà quasi colonialista dei giganti dell'intelligenza artificiale e quindi serve un salto.
00:39È vero che l'Europa in questi decenni ha fatto moltissimo, ma l'Europa dei 27 anni non ce la
00:47fa in questa situazione.
00:48Quindi per questo io dico che deve diventare una cosa molto più forte, deve diventare una potenza.
00:53Al centro c'è il tema energetico, se ne parlerà in questi giorni a Trevi.
00:58L'energia è un asset che l'Europa ancora non ha scoperto, ancora non ha capito come far proprio, come
01:05gestire.
01:05È perché ogni paese è geloso, non solo sui temi energetici, ma su tanti argomenti, di una propria presunta autosufficienza.
01:15Bisogna convincersi che questa autosufficienza non c'è.
01:19Nessuno dei problemi principali che abbiamo oggi davanti, inclusa l'energia, può essere risolto dai paesi europei.
01:27Se non si uniscono, se si uniscono certamente anche sul tema energetico possono fare molto di più.
01:33L'altro grande tema è il tema della difesa.
01:35Ovviamente c'è una guerra alle porte, c'è una guerra non lontana, nel senso che tocca i nostri traffici,
01:40la nostra capacità di essere anche una potenza commerciale.
01:43Ecco, su questo cosa possiamo dire?
01:46Che penso che ci si sta lentamente rendendo conto che se gli americani non se ne occupano più dobbiamo occuparci
01:55della nostra difesa.
01:56Sarebbe però decisivo che ce ne occupassimo, e lo ripeto, anche sulla difesa insieme.
02:03Io non mi sento rassicurato dal fatto che ogni paese per conto proprio moltipli le proprie capacità di difesa.
02:11Mi sentirei rassicurato da una difesa europea.
02:15E quindi di nuovo torniamo al tema.
02:18Oggi ciascuno per conto proprio purtroppo non ce la facciamo in un mondo così turbolento.
02:25Anche sulla difesa serve una difesa europea.
02:29Ultimo punto, ci sono spinte migratorie ormai enormi dovute a quello che sta accadendo.
02:34Come affrontarlo?
02:36Anche qui può aiutare la dimensione europea.
02:40Penso che l'unico vero modo sia quello di costruire degli enormi corridoi per le migrazioni legali.
02:49Perché le migrazioni illegali non si battono soltanto con il controllo delle proprie frontiere,
02:56si battono se si crea un'alternativa legale in cui tante persone riescono a entrare legalmente in Europa.
03:04C'è un'enorme domanda di lavoro che deve essere soddisfatta.
03:08I paesi che sono riusciti a fare funzionare questi meccanismi di migrazioni illegali
03:13sono quelli la cui economia va meglio.

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