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  • 14 minuti fa
Trascrizione
00:00Con l'approvazione in Parlamento della legge delega sul cosiddetto nucleare e sostenibile,
00:05nuovi scenari si aprono sulla gestione del sistema energetico, soprattutto in Lombardia
00:10e nel Bresciano. Perché oggi l'industria lombarda assorbe da sola metà della domanda
00:15elettrica regionale e, secondo le rilevazioni del Politecnico di Milano, al 2030 i consumi
00:21saliranno ancora tra il 7 e l'8%. L'obiettivo regionale è allora quello di trovare una
00:26fonte programmabile che continui a produrre anche quando il sole tramonta. E lo scenario
00:31lombardo al 2050 prova due strade. Nella prima il fotovoltaico dovrebbe aumentare di oltre
00:3713 volte rispetto al 2025, accompagnato da circa 58 gigawattora di sistemi di accumulo. Nella
00:45seconda strada entra però l'atomo, con circa 1,1 gigawatt di small modular reactor, i mini
00:51reattori nucleari di nuova generazione da 300 megawatt. Brescia, una candidatura informale
00:57l'ha già avanzata. Nel maggio scorso Antonio Gozzi, presidente di Federacciaia e vicepresidente
01:02di Confindustria, aveva detto proprio a Brescia che le siderurgie bresciane sarebbero pronte
01:08a ospitare SMR anche attraverso un consorzio tra imprese. Lo sguardo è tutto rivolto al 2035,
01:15quando si vorrebbe che venga realizzato il primo SMR per proseguire con nuovi moduli ogni
01:20tre anni. Il salto politico è stato fatto, il resto è ancora tutto da scrivere.

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