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  • 18 ore fa
Ci sono altri 12 indagati nell'inchiesta antimafia Dinastia 2 seguito del troncone principale che nel febbraio 2020 portò all'arresto di 58 persone accusate di gestire traffico di droga ed estorsioni per conto di Cosa Nostra barcellonese. Ora la DDA di Messina ha chiuso le indagini del nuovo filone d'inchiesta,

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Trascrizione
00:00Avrebbero gestito un fiorente traffico di droga nel barcellonese, un'attività sicuramente
00:05molto più remunerativa rispetto alle estorsioni che fino a quel momento avevano rappresentato
00:09il piatto forte di Cosa Nostra del Longano. A gestire il nuovo business anche alcuni figli
00:15d'arte di storici boss ristretti al 41 bis come Giuseppe Gullotti e Salvatore Sem di
00:20Salvo per anni ai vertici del sodalizio barcellonese. Il 28 febbraio 2020 scattarono 58 arresti
00:27eseguiti dai carabinieri tra Barcellona, Milazzo, Terme Vigliatore e Isole Olie. L'operazione
00:33è denominata Dinastia, coordinata dalla Direzione Distrittuale Antimafia di Messina. Ora i sostituti
00:39della stessa DDA, Francesco Massara e Fabrizio Monaco, hanno chiuso le indagini di un nuovo
00:43filone denominato Dinastia II e che vede indagate altre 12 persone a seguito delle dichiarazioni
00:50dei collaboratori di giustizia Marco Chiofolo e Alessio Alesci. I reati contestati a vario
00:55titolo sono di associazione finalizzata al traffico di droga, spaccio, detenzione e porto
01:00illegale di armi da fuoco. Il relativo avviso ha raggiunto Nunzio Antonino Grasso, Fortunato
01:06Barresi, Claudio Febo, il 44enne Orazio Maggio ed un omonimo di 54 anni, Carmelo Benenati,
01:13Mariano Calabro, Giovanni Sofia, Angelo Bonaffini e Marco Chiofalo. Il pentito che si è autoaccusato
01:19di aver fatto parte dell'organizzazione e di aver tenuto i contatti anche durante la detenzione
01:24in carcere grazie ad un telefono cellulare che gli era stato recapitato. Il gruppo, che
01:29si riforniva in Calabria e Catania ma anche a Messina nei rioni Mangialupi e Giostra, trafficava
01:34soprattutto cocaina, ascisce e marijuana e poi attraverso alcuni canali la rivendeva nell'area
01:39tirrenica della provincia di Messina. Il filone principale dell'operazione Dinastia aveva fatto
01:44luce anche su numerose estorsioni compiute dalla famiglia mafiosa a commercianti e imprese
01:49del territorio. A finire nella rete anche due ignari giovani barcellonesi costretti,
01:54loro malgrado, a versare una parte di una vincita di 500.000 euro effettuata alle slot machine
02:00in una sala giochi.

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