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  • 5 ore fa
“Il progetto ha l'ambizione di sperimentare nuovi modelli di esecuzione della pena, che pongono al centro l'individuo, attivano percorsi per la sua autonomia anche dopo il percorso detentivo, con un inserimento lavorativo duraturo nel tempo”. Lo ha detto Gabriella De Stradis, Direttore Generale per il Coordinamento delle Politiche di Coesione del Ministero della Giustizia, in occasione dell’evento ‘Una Giustizia più inclusiva. Il nuovo modello italiano per l’esecuzione penale’, organizzato a Palazzo Madama, a Roma, su iniziativa della senatrice e avvocata Erika Stefani, sottosegretario alla Giustizia.

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00:04Il progetto ha l'ambizione di sperimentare nuovi modelli di esecuzione della pena, modelli che
00:10attenzionano l'individuo, attivano per lui dei percorsi per l'autonomia mirati, cercano di
00:20indirizzarlo verso un'autonomia anche dopo il percorso di pena con un inserimento lavorativo
00:27che sia duraturo nel tempo. Uno dei problemi che questo progetto ha la sfida di definire
00:34è quello di trovare un alloggio a chi, terminato il percorso della pena, accede a un percorso
00:41di autonomia all'esterno dell'istituto penitenziario o dalla comunità. Pertanto con lo strumento
00:50dell'housing sociale si cercherà anche di fronteggiare il problema dell'alloggio a chi ne è privato,
00:55questo per consentire che l'autonomia diventi effettiva dopo un periodo di lavoro che può
01:01essere temporaneo oppure anche a tempo indeterminato ed è questo l'obiettivo primario del progetto.

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