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  • 7 minuti fa
Trascrizione
00:01Il discorso diverso è una tregua tra le parti sulle centrali energetiche che l'Italia chiaramente
00:07sostiene e ringraziamo il Presidente Zelensky per aver immediatamente dichiarato la piena
00:13disponibilità ucraina in questo senso. Ci aspettiamo ora che la Russia faccia altrettanto
00:17e interrompa l'attacco alle centrali elettriche e energetiche ucraina. Dopodiché, in un momento
00:22così complesso, in cui tante variabili sfuggono al nostro controllo, c'è almeno una cosa
00:28che dipende da noi. Fare in modo che l'Europa non resti a guardare perché le condizioni
00:33di una pace che riguarda il nostro continente e quindi la nostra sicurezza non possono essere
00:40scritte senza di noi. Per questo continuo a chiedere che i 27 individuino una figura autorevole
00:47con il mandato di tutti capace di portare al tavolo la voce dell'Europa. E se su un nome
00:55non si trova convergenza, siamo pronti anche a valutare soluzioni diverse. Se ad esempio
01:03Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole
01:10meglio di quanto potremmo fare tutti insieme e finora è la scelta che hanno fatto, allora
01:15almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti. Perché
01:21sarò onesta, considero secondario il tema di chi siede a quale tavolo. Mi interessa
01:29a nome di chi si siede al tavolo e per dire cosa. Mi interessa che l'Europa non vada in
01:36ordine sparso, non offra il fianco a chi ha interesse ad alimentare le divisioni e parli
01:40con una voce sola. Perché un'Europa che si divide sui formati offre un'immagine di
01:45sé infantile ed è l'unico vero regalo che possiamo fare a Mosca. E di regali a Mosca
01:52di questi tempi ne abbiamo fatti abbastanza.

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