Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 3 minuti fa
Trascrizione
00:03Al di là dei singoli dossier, il Consiglio europeo che ci attende ha un significato politico
00:08chiaro. Viviamo in un mondo in cui la sicurezza, la prosperità, molti equilibri che per anni
00:15abbiamo dato per acquisiti non sono più scontati e l'Europa deve decidere come vuole starci.
00:22Può continuare a scrivere regole come se nulla fosse cambiato oppure può guardare la realtà
00:27per quello che è e dotarsi degli strumenti per difendere la propria economia, la propria
00:31sicurezza, la propria libertà. Ed è quest'ultima l'Europa per cui lavoriamo. Un'Europa capace
00:38di tenere insieme transizione e industria, politiche tradizionali e nuove priorità, cooperazione
00:43con i partner e difesa dei propri confini. Un'Europa pragmatica che non ha paura di correggere
00:47le proprie scelte quando la realtà cambia. Un'Europa che concentra la sua forza sulle
00:51grandi sfide che nessuna nazione può affrontare da sola e sa farsi da parte dove le nazioni
00:56fanno meglio da sole. Un'Europa grande sulle grandi questioni, discreta su tutto il resto.
01:01E per anni ci hanno detto che per contare in Europa l'Italia doveva rinunciare a difendere
01:07i propri interessi. Abbiamo dimostrato il contrario, perché un'Europa forte ha bisogno di nazioni
01:13forti e si può lavorare per un'Europa più solida e credibile senza smettere neanche per
01:20un minuto di difendere l'Italia con orgoglio. Ed è con questo orgoglio che ancora una volta
01:26andrò a Bruxelles. Con la stessa determinazione di milioni di italiani che ogni giorno lavorano,
01:32producono, innovano e tengono in piedi questa nazione. Perché a loro dobbiamo un'Europa
01:36che li protegga invece di ostacolarli. E a loro voglio dire che ovunque si decida il loro
01:42futuro. L'Italia c'è per farsi sentire.
Commenti

Consigliato