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  • 19 ore fa
Nomi Cose Città Talk, puntata del 15 ottobre

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Novità
Trascrizione
00:00e
00:17ben trovati a non mi cose
00:19città talk l'approfondimento
00:21settimanale di TGS nella
00:23puntata di oggi parliamo di
00:25caro vita e caro carburanti
00:28c'è un grido d'allarme che
00:29parte dalla Sicilia una
00:31settimana di proteste eh da
00:34quelle della col diretti
00:35quelle degli agricoltori i
00:37pescatori e poi eh la
00:39protesta del caro vita della
00:40CGL che è stata appunto ieri
00:43ne parleremo in studio con
00:44tanti ospiti faremo il punto
00:46sull'inflazione eh in Italia ma
00:48soprattutto avremo un focus in
00:50Sicilia eh con il professore
00:52ordinario Fabio Mazzola
00:54dell'Università degli Studi di
00:56Palermo professore di eh
00:57economia politica eh poi eh
01:00parleremo eh di eh del
01:02movimento eh degli agricoltori
01:04che è nato spontaneo nella
01:05valle del Belice e poi ha
01:07portato avanti tante proteste
01:08lo faremo con Gaspare la
01:10marca il studio avremo in
01:12studio anche Alfio Mannino
01:13segretario eh generale della
01:16CGL Sicilia un collegamento
01:18per parlare eh di pesca con
01:21Natale Amoroso presidente a
01:24IC eh pescatori e poi tantissimi
01:26servizi che riguardano appunto
01:27le proteste siamo andati ad
01:29ascoltare proprio per strada
01:31gli agricoltori ieri quelli
01:33della call diretti che erano
01:34davanti Palazzo dei Normanni
01:36eh abbiamo ascoltato anche le
01:37richieste dei pescatori eh che
01:39sono fermi per il caro eh
01:41gasolio cercheremo di fare il
01:43punto in questa situazione
01:44difficile domani ci saranno
01:45ancora altri eh scioperi in
01:47Italia e anche in Sicilia tutto
01:49questo a breve nella nostra
01:50puntata adesso ci fermiamo
01:52solamente qualche minuto per la
01:54pubblicità
02:11buongiorno salve mi dica e
02:13cercavo del paracetamolo ma di
02:15oggi devi dare un bel test no
02:16quale test sono in meno pausa
02:18qui c'entra è lo screening per
02:20controllare il sangue nelle feci
02:23quello occulto mi raccomando
02:25eh eh lo ritira in farmacia
02:27gratuitamente un gesto le può
02:28salvare la vita e lo faccio qua
02:30in farmacia? no le lo fa a casa
02:31poi intinge poi lo porta qua
02:35gratuitamente gratuito? si
02:36ah allora sei gratuito? esatto esatto
02:39la ringrazio e vabbè il paracetamolo?
02:42vabbè poi c'è un rugno vada a fare
02:43il test la ringrazio noi siamo
02:49ottico oculario ma da 40 anni
02:51dottori in ottica e specialisti
02:53per la tua vista e per i tuoi
02:55ragazzi venici a trovare in via
02:57della regione siciliana ad
02:58ottobre una grandissima
03:00promozione la prima volta in
03:02assoluta rottamiamo i tuoi occhiali
03:04venici a trovare il 40 e 60 per
03:07cento di sconto sugli occhiali
03:09da vista e da sole le lenti a
03:11contatto il prezzo più basso
03:13d'italia io ti aspetto per chi non
03:15lo sapesse sono anche la
03:17cattura le arancine più buone di
03:20palermo le trovi da quarta raro
03:21nei gusti burro carne spinaci e
03:24san daniele le prepariamo ogni
03:25giorno nei nostri laboratori con
03:27ingredienti di qualità e
03:28selezionati con cura fritti al
03:30momento e con una panatura
03:32croccante hai voglia di arancine ma
03:34non vuoi uscire da casa nessun
03:36problema scarica l'app globo e puoi
03:38ordinarle da noi cerca panificio
03:40quartararo e le porteremo a casa
03:42tua in un click calde e appena
03:44fritte cosa aspetti ordinali
03:46adesso
03:4850 anni fa i fratelli arena hanno
03:51fondato il gruppo arena che oggi
03:53ha 190 punti vendita e oltre
03:554000 collaboratori il nostro lavoro è
03:59rimasto lo stesso portare valore alle
04:01persone ogni giorno
04:07banco metalli italiano informa che da
04:09sempre prende come riferimento la reale
04:12quotazione di borsa dell'oro aggiornata in
04:14tempo reale affidati di un'azienda seria
04:18banco metalli italiano il tuo compro oro
04:21di fiducia
04:25ottobre è il mese dell'udito quanto tempo è
04:28passato dall'ultima volta che controllato il tuo
04:30udito spesso ci accorgiamo di un problema solo quando iniziamo a
04:36perdere qualcosa una conversazione una voce un momento importante
04:41ottobre è il mese dell'udito prenditi un momento per ascoltare te stesso
04:45perché prevenire significa prendersi cura di tutto ciò che conta maico sicilia
04:51ascolta la vita dall'otto al 17 ottobre da sisa torna il sotto costo tra le
04:58offerte trovi passata di pomodoro mutti a 89 centesimi pasta di semola
05:03barilla a soli 89 centesimi al chilo latte stella a soli 89 centesimi ma da
05:09sisa le offerte non finiscono qui con lo spendi e riprendi di sisa ogni 20 euro
05:15di spesa ricevi subito un buono spesa da 5 euro cosa stai aspettando vieni da
05:21sisa
05:23nuovamente studio con nomi cose città talk come vi avevo detto nella puntata di
05:28oggi parliamo di caro vita e caro carburanti i prezzi dell'inflazione sono
05:34alle stelle aumentano i prezzi non aumentano gli stipendi dei siciliani cosa
05:40possiamo fare qual è il quadro generale ne parliamo insieme al primo ospite
05:44in studio benvenuto insieme a noi eh Fabio Mazzola professore ordinario
05:49dell'università degli studi di eh Palermo è professore di economia politica e
05:53anche prorettore all'internalizzazione e alla pianificazione didattica
05:57allora c'è uno scenario molto complesso tante proteste tanti malcontenti e intanto
06:05cerchiamo di capire ehm oggi qual è il quadro economico dell'Italia in relazione
06:11all'inflazione all'aumento dei costi in questo momento della vita
06:15sì salve un saluto agli spettatori eh la la situazione naturalmente dell'inflazione
06:22è abbastanza condizionata alla situazione geopolitica abbiamo avuto un incremento
06:27molto forte nell'ultimo mese eh su base annua si calcola l'inflazione italiana
06:32sarà intorno al tre tre così per cento anche se ieri sono uscite delle stime del
06:37fondo monetario che prevedono un calo eh dico se le cose rimangono inalterate a
06:42due otto per cento per l'anno prossimo eh ma eh purtroppo la situazione in Sicilia
06:49è più alta e anche a Palermo si registrano eh prezzi più alti sopra il
06:53quattro per cento. Noi paghiamo il fatto di essere un'isola e quindi c'è un costo
06:59maggiore di eh carburanti di energia per arrivare soprattutto per far arrivare la
07:04merce. Allora c'è un fattore di carattere generale che è lo shock di offerta di
07:10sull'energia pagata eh legato naturalmente alla situazione geopolitica come dicevo. Non
07:15a caso l'ultimo periodo di crescita dell'inflazione è stato il duemilaventidue quando è scoppiata
07:20eh la guerra Russia-Ucraina. Eh e adesso come sappiamo c'è tutta la situazione dell'Iran.
07:26A questo ovviamente si aggiunge un effetto possiamo dire asimmetrico dei territori e in
07:32particolare dei territori insulari, dei territori che sono più distanti eh che riguarda diversi
07:38beni. Può esserci un effetto naturalmente sui trasporti che è molto elevato eh l'effetto
07:44sull'energia dipende anche dal tipo di struttura produttiva della regione e da quanto ha bisogno
07:50di questa energia per trasformare i prodotti e poi c'è c'è anche un effetto sui geni di
07:55genere di prima necessità. Ovviamente tutto questo pesa in modo particolare sul sui ceti medi e
08:01medio e bassi. Cosa si può fare? C'è qualcosa che si può fare adesso in questo momento?
08:08Una strategia di risparmio per le famiglie? Allora eh risparmio per le famiglie possono fare
08:13sempre però naturalmente eh sino a un certo punto. Il eh le le le le cose che si stanno
08:20tentando sono diverse. Vi è stato innanzitutto parlavamo di caro carburante, un effetto eh
08:26calmierativo sui prezzi che è stato ovviamente la richiesta che è fatto appunto il governo italiano
08:31anche all'ENI e altre compagnie petrolifere si sono eh aggiunte. Tutto questo ovviamente
08:36ha un effetto prevalentemente eh di breve periodo, non può durare troppo a lungo. Eh poi
08:42vi è un calo eh che si può pensare sulle accise. Noi sappiamo che il prezzo della benzina
08:47è molta della parte, sono le accise, quindi sono in qualche modo gestibili dallo Stato,
08:53però è anche vero che questo ha un freno nel eh debito italiano perché naturalmente
08:58la eh creazione appunto la riduzione delle accise riduce le entrate. Una delle cose che
09:05sono state tentate in passato eh è stata eh quella che si chiama la restituzione del fiscal
09:10drag, del dragio fiscale. Questo diciamo al di là del tecnicismo cosa vuol dire? Quando
09:15c'è inflazione lo Stato incamera più entrate. Ovviamente queste entrate sono legate all'inflazione
09:21perché le tasse sono espresse in termini eh nominali. Tutto questo eh naturalmente
09:26in qualche modo a volte in alcuni periodi di elevata inflazione è stato restituito
09:29ai cittadini eh e questo ovviamente di questi cittadini hanno beneficiato. Anche qui è eh
09:36ci deve essere appunto un'attenzione ai conti pubblici. In termini invece più di lungo
09:40periodo credo che si possa in qualche modo legati agli altri paesi europei affrontare
09:46una politica energetica che renda naturalmente il nostro paese eh meno esposto,
09:51meno vulnerabile a questi shock che ormai eh si producono con una certa frequenza e con
09:55una certa intensità. Quindi questo il futuro sta nell'energia rinnovabile più che altro.
10:01Sì. E anche in altre fonti anche nucleare si è parlato tanto. Sì ma sta anche come dire
10:06in un approccio al sistema energetico, alla produzione energetica soprattutto alla domanda
10:13che fa l'Italia e alla produzione che eventualmente può sviluppare l'Europa che sia un approccio
10:19più coeso a livello europeo. Io voglio dare questo dato. Ieri sono usciti, ieri in questi
10:23giorni è uscito un rapporto molto interessante dell'Istat eh sulla inflazione dal mille
10:29ottocento all'unità d'Italia in poi. All'interno di questo si vedevano appunto quali erano i
10:33periodi di grande sviluppo dell'inflazione, la guerra del Kippur, gli anni settante, innanzitutto
10:38i primi anni ottante e poi appunto l'accelerazione per la guerra in Ucraina e ora vabbè questo
10:43periodo più recente. Eh il problema della inflazione però si sempre nello stesso periodo
10:49nel periodo duemila duemila venticinque eh si regista una crescita dei prezzi energetici
10:54del cento per cento. Quindi dal punto di vista dei beni energetici l'inflazione è stata
10:59molto elevata diciamo in questo periodo. Teniamo presenti che invece a livello generale il tasso
11:05di inflazione si è mantenuto grazie anche alla costruzione dell'Unione Europea su livelli
11:09intorno al due eh due e mezzo tre per cento. Quindi il problema energetico non è stato in
11:15qualche modo risolto dalla creazione dell'Unione Economica e Monetaria e su questo ovviamente
11:20le autorità di Bruxelles stanno cercando di mettere eh riparo. E diciamo che ci sono state
11:26tante stangate per quanto riguarda le bollette perché pensiamo sì c'è stata l'estate ma è
11:32stata un'estate molto calda, i climatizzatori sono stati sempre accesi e quindi bollette altissime
11:37per gli italiani ora sta arrivando all'inverno quindi il gas è anche molto alto. Intanto
11:43c'è una Sicilia che protesta ieri c'è stata una protesta dove ci sono un lungo corteo della
11:49CGL per il caro vita a Palermo oltre quattromila persone insieme. Hanno protestato sentiamo Mario
11:57Ridulfo segretario generale CGL Palermo. Vogliamo naturalmente segnalare qui il disagio, il
12:04bisogno dei palermitani perché il caro vita, l'ingiustizia sociale che si è determinata
12:10è diventata insopportabile. Negli ultimi cinque anni il carrello della spesa è aumentato
12:14del trenta per cento. Cioè quello che serviva cinque anni fa oggi costa trenta per cento
12:20in più. E se sommiamo a questo dato il taglio sui salari, sui servizi, sulla sanità, sull'istruzione,
12:27sull'università, sui trasporti, se pensiamo cosa significa oggi muoversi a Palermo ma anche
12:31fuori Palermo, addirittura sulla Palermo Messina che è diventata una continuazione di via
12:36la regione siciliana non si può andare oltre 60 km all'ora. Una Sicilia abbandonata, una
12:42Palermo in qualche modo abbandonata a se stesso, anche vittima in qualche modo di una situazione
12:51indecorosa, di una insicurezza sociale che determina probabilmente una cattiveria anche
12:58tra le persone. Ecco noi vogliamo riportare in piazza le persone per dire che non ci stiamo,
13:03che basta, non è giusto continuare con una situazione che scarica soltanto sulle persone
13:10che lavorano, sui pensionati, sui giovani, il costo di una crisi determinata da un'economia
13:16di guerra che alimenta l'industria delle armi e non alimenta invece i diritti delle persone.
13:22Per questo ci muoveremo da qui e non ci fermeremo. Dopo questa iniziativa ce ne sanno
13:27altre, naturalmente coinvolgeremo il governo della regione perché qui le istituzioni devono
13:33dare risposte ai bisogni dei cittadini, devono dare risposte ai bisogni dei cittadini altrimenti
13:40i cittadini torneranno in piazza. Noi naturalmente questo bisogno lo vogliamo rappresentare e alla
13:46protesta attualmente seguono anche delle protoste che consegneremo al prefetto ma se le risposte
13:52saranno insufficienti torneremo in piazza. Lo faremo nei prossimi giorni, lo faremo sabato
13:58a Roma in una grande manifestazione nazionale. I temi della pace, della democrazia, del no alla
14:04guerra, del no a carovita, del no all'ingiustizia sociale alimentano una ripresa di una mobilitazione
14:10popolare necessaria. Ecco, Ridulfo ha appena detto all'inizio di questa intervista, negli
14:17ultimi cinque anni il carrello della spesa degli italiani è aumentato del 30%. È un aumento
14:24significativo? Assolutamente sì, quando si parla di inflazione, ovviamente di livello
14:28generale dei prezzi, naturalmente si parla di una media. Poi l'inflazione va calcolata
14:34anche per tipologia di beni. Quando i beni di prima necessità crescono in modo molto
14:40più veloce, diciamo, dell'inflazione media, ovviamente buona parte dei cittadini, diciamo
14:45a reddito medio e basso, tende a soffrire. Tutto questo ovviamente è legato al fatto
14:53che questi beni non possono essere ridotti. Ecco perché dei consumi su questi beni sono
15:00necessari. Quindi ci vuole naturalmente degli interventi anche di breve periodo che servano
15:06anche, vorrei dire, per ridurre le aspettative di inflazione. Uno dei modi con cui aumenta
15:12l'inflazione è il fatto che quando i prezzi aumentano in un settore, tendono ad aumentare
15:17in tanti altri settori a catena. Tutto questo crea aspettative di crescita e crea naturalmente
15:23ulteriori prezzi. Quindi interventi, aumenti dei prezzi. Quindi interventi puntuali, anche momentari,
15:30possono essere utili proprio per frenare queste aspettative. Non a caso l'avevo dato
15:35il prima che è il dato che è prevista una riduzione. Però questa riduzione dipende anche
15:40dalla situazione geopolitica. Noi onestamente non sappiamo che tipo di evoluzione prenderanno
15:46le cose. Per lei va a lei dei riscaldamenti. Il cambiamento climatico è un dato di fatto.
15:53Oggi noi abbiamo molti più emergenze, col caldo e col freddo. Quindi tutto questo ovviamente
15:59determina un riconteggio dei consumi abituali. I beni di prima necessità, i servizi di pubblica
16:08utilità, le bollette di cui parlavo prima, sono appunto tra i principali responsabili
16:13di questo aumento.
16:15Intanto continueranno le proteste. Abbiamo sentito, ci sarà una grande manifestazione a Roma nei
16:20prossimi giorni. Ci sono state settimane di manifestazioni. Queste ultime due settimane hanno
16:26manifestato veramente tutti. Ne parleremo insieme anche con uno dei fondatori del Movimento
16:33Spontaneo degli Agricoltori delle Belice, che sarà tra poco in studio. Intanto ringrazio
16:37Fabio Mazzola, professore di Economia Politica, che è stato con noi in studio. Ci fermiamo
16:43per la pubblicità e continuiamo. Entriamo proprio nel vivo del discorso sul caro vita e caro
16:49carburanti. A dopo.
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17:38Basta, mi sono stancata. Ma in che senso? Voglio cambiare stile, ma non trovo nulla.
17:44Ah, questo è il problema. Andiamo nei uniformi. Ma è tutto meraviglioso.
17:49Nei uniformi, tutto ciò che desideri, per quanto riguarda l'avviamento. Do un look sportivo
17:54a uno più elegante. E per quanto riguarda gli accessori? Tutti quelli che vuoi. Adesso
18:01sì che sono soddisfatta. E come sempre, tutto questo solo da uniforme.
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18:38Mage.
18:45Nuovamente in studio con nomi, cose, città, talk. Come vi avevo promesso, entriamo nel
18:51vivo della discussione. Oggi parliamo di caro vite e caro carburanti. In studio, come in questa
18:56seconda parte del programma, abbiamo Alfio Mannino, segretario generale della CGL Sicilia.
19:02Benvenuto. Grazie per il cortese invito. Buonasera.
19:06E poi abbiamo Gaspare Lamarca, del Movimento Spontaneo degli Agricoltori del Belice.
19:12Grazie per l'invito.
19:14Loro, più di ogni altra persona, insomma, in questo momento hanno il polso di quello
19:19che sta succedendo, delle proteste, del malcontento popolare.
19:23Ieri a Palermo c'è stata una manifestazione contro il caro Vita, indetta da CGL. Abbiamo
19:31visto che c'erano oltre 4.000 persone che hanno sfilato in corteo. Abbiamo sentito anche
19:37Mario Ridulfo della CGL. Questa settimana, martedì, proprio la CGL ha indetto una conferenza
19:43stampa dove ha anche messo sul piatto delle proposte per la manovra finanziaria regionale.
19:51Ecco, quali sono queste proposte e anche avete dato delle soluzioni?
19:55Ma il problema è che noi stiamo attraversando una fase davvero complicata per la nostra regione
20:00e soprattutto il mondo del lavoro è quello che sta soffrendo di più.
20:05E di fronte a questo scenario noi abbiamo la necessità di fare in modo che i lavoratori,
20:11i lavoratrici, i soggetti più deboli abbiano quelle risposte che sin qui non ci sono state.
20:16Noi ci siamo permessi di mettere in campo delle proposte, delle valutazioni, anche perché
20:21da qui ai prossimi mesi la regione siciliana avrà a disposizione importanti risorse, dai
20:26600 ai 700 milioni per quanto riguarda la variazione di bilancio, ma ancora di più qualcosa
20:30come 5 miliardi di euro per quanto attiene la prossima legge finanziaria.
20:35Queste risorse possono servire per due cose, o continuare ad alimentare clientele e mancette
20:41oppure provare a dare risposta alla Sicilia. Dare risposta alla Sicilia significa dare risorse
20:46ai soggetti più deboli, intervenire sulla questione della sanità, sull'istruzione, garantire
20:53un servizio pubblico nei trasporti finalmente degno di questo nome e soprattutto rilanciare
20:59il nostro apparato economico. Noi mettiamo in campo proposte per rafforzare il nostro apparato
21:04produttivo, perché è il tema che noi stiamo attraversando, anche quello di un mercato del lavoro
21:08molto debole. E perché il caro vita e il caro carburante stanno incidendo ancora di più
21:13qui nella nostra regione? Perché una cosa è pagare 2,30 euro il gasolio avendo redditi
21:18di 30-35 mila euro, che è la media dei salari del nord, e un'altra cosa è pagare 2
21:24,30 euro
21:24il gasolio se tu hai un reddito di 17-18-19 mila euro perché sei in presenza di contratti
21:29precari, di contratti a tempo determinato. Quindi noi abbiamo la necessità da un lato di rispondere
21:38all'emergenza e noi mettiamo in campo proposte per dare risposta all'emergenza, ma dall'altra
21:43abbiamo bisogno di risposte strutturali per rilanciare l'apparato economico e produttivo
21:46di questa nostra regione.
21:47C'è un gap, il gap tra nord e sud rimane, la manifestazione della CGL è stata a Palermo,
21:55però Ridulfo diceva che ci sarà una manifestazione anche a Roma, quindi comunque un problema nazionale.
22:00Sì, assolutamente. Noi abbiamo fatto un percorso ieri a Palermo, vanti ieri a Catania, nei giorni
22:05scorsi a Trapani, a Siracusa, a Ragusa, a Messina. Il 17 saremo a Roma anche per far
22:11sentire la voce della Sicilia a Roma, sapendo che certo il problema è nazionale, perché
22:16non c'è dubbi alcuno che di fronte a questa condizione di disagio, di fronte al fatto che
22:20noi paghiamo il costo dell'energia più alta in Sicilia rispetto al resto del Paese, ma
22:25il Paese rispetto al resto dell'Europa, perché noi negli anni non abbiamo fatto quelle scelte
22:29strategiche necessarie per avere un sistema energetico adeguato e assolutamente competitivo.
22:36Il costo dell'energia è un problema che riguarda il mondo del lavoro, ma riguarda
22:39anche il mondo della produzione. Quindi noi abbiamo necessità di politiche europee che
22:46si calano nella dimensione nazionale affinché ci sia una rigenerazione anche nelle filiere
22:52energetiche. Tra l'altro è grave che tutto questo avviene a scapito anche dalla Sicilia.
22:56La Sicilia, lo voglio ricordare, è la regione che produce un terzo dei prodotti di raffinazione,
23:02dei prodotti petroliferi e nonostante questo noi paghiamo il costo della benzina, del gasolo
23:10più alto d'Italia, ma siamo anche quella regione che produce il 40% di energia da fondi
23:15rinnovabili e nonostante questo abbiamo il costo di energia del 20% in più rispetto al resto
23:19del Paese. La verità è che noi abbiamo fatto le scelte infrastrutturali, anche delle reti
23:24che dovevano essere più moderni, più efficienti, più efficaci, che consentivano davvero anche
23:29dentro questo quadro di transizione energetica di avere quelle risposte che erano necessarie.
23:36Li porteremo a Roma, anche perché c'è una grande questione che riguarda la Sicilia, ma
23:39più complessivamente riguarda il Mezzogiorno.
23:41E sentiamo quali risposte vorrebbero avere gli agricoltori. Lo facciamo con Gaspare Lamarca.
23:48Avete bloccato strade statali, autostrade con i trattori queste ultime settimane, più
23:54di prima, insomma, ma una protesta che va avanti almeno da un anno. Che cosa chiedete?
24:01Ma, oltre le proteste, aggiungo, ci siamo pure incatenate davanti alla presenza della regione
24:07siciliana, io assieme ad altri manifestanti. Chiediamo che ci siano veramente degli interventi
24:15strutturali. Chiediamo che la politica a scendere da Bruxelles a Roma e in Sicilia
24:25faccia quello che deve fare. Perché, visto che parliamo della crisi dei carburanti, di
24:31questo carri carburante, l'aumento sconsiderato, spropositato del gasolio agricolo ha decretato
24:41la morte già di un malato agonizzante. E per quanto riguarda l'agricoltura, per quanto
24:49riguarda il settore agricolo, già determinate comparti erano enormemente in sofferenza.
24:54Come quello cerealicolo, no?
24:56Quello che, ecco, volevo distinguere, i vari comparti. All'interno del settore agricolo
25:03il comparto che soffre di più è il comparto cerealicolo. Nella fattispecie il grano duro.
25:11Perché? A proposito del caro energia. Perché nel momento in cui c'è un enorme dispendio
25:17di energia come cavallo di motore, quindi di macchine, perché è un comparto dove viene
25:23tutto fatto a macchina, con le macchine, con i trattori, a cominciare dalle pratiche culturali
25:31della seme a finire alla trebbiatura e in cui le varie operazioni richiedono un dispendio
25:38di gasolio di una certa consistenza. Questo aumento forte del gasolio agricolo, che oggi
25:45parliamo di 1,70 euro, mentre qualche mese fa avevamo una forbice che andava fra 90 centesimi
25:51e 1 euro. Nel caso proprio del grano duro, voglio io specificare che già avevamo un costo
26:00di produzione, ancora prima di questo aumento, di 28,30 centesimi a chilo, come costo di spese
26:07vive. Non hanno andato a fare un bilancio come giusto farlo, quindi con ammortamento, macchine,
26:12capitale, terra e città. Ora, con questo aumento, che si va ricaricati altri 5,6 centesimi almeno,
26:18di fronte a un prezzo di mercato del grano duro oggi in Sicilia e al sud Italia, in Italia
26:24che andiamo sui 22,23 centesimi, c'è veramente, siamo all'apocalisse. Ma non è che gli altri
26:29comparti non soffrono, soffrono gli altri comparti, come il comparto viticolo, il comparto della
26:36frutticoltura, il comparto dell'olivicoltura e il comparto dell'orticoltura. Ma mentre lì
26:42c'è un discorso di costo di produzione maggiore, magari più rilevante nella manodopera
26:48o in altre pratiche culturali, che possono essere le sarchiature, i trattamenti, con agrofarmaci,
26:55vitosanitarie e la manodopera, che incide specialmente nella cultura, nel grano è proprio un macigno.
27:02Questo aumento del gasolo agricolo, così sconsiderato, è stato un macigno che ha fatto
27:08crollare veramente le aziende. E lo vediamo, lo specchio di questa situazione è andate in
27:15giro per la provincia di Palermo, che è la prima provincia produttrice di grano duro
27:19in Sicilia, andate in giro poi a Caltanessè, vedete che è tutto abbandonato. Di questi tempi
27:25si vedevano i terreni tutti già arati fino a 10-15 anni fa, piuttosto che 20-100 anni fa.
27:31Andiamo a 10 anni fa. Oggi è un deserto, è un'intera savana africana perché è tutto
27:37abbandonato, nessuno va più a coltivare i terreni e questo comparto è stato abbandonato,
27:43visto che parliamo della crisi dei carburanti, appunto perché c'è stato questo forte aumento
27:50del gasolio agricolo.
27:51Allora, ieri c'è stata a Palermo la manifestazione di col diretti davanti al Palazzo dei Normanni,
27:57molti la pensano appunto come te. C'erano anche imprenditori agricoli molto giovani, che
28:03io ho ascoltato. Ovviamente il problema sta nel fatto che sono crollati i prezzi del grano
28:11qui in Sicilia e quindi che cosa succede? C'è una concorrenza sleale anche con i prodotti
28:17esteri e non sappiamo realmente che cosa arriva nel piatto delle nostre tavole. Vediamo che
28:25cosa chiedono, che cosa hanno chiesto ieri proprio davanti al Palazzo dei Normanni. Chiedono
28:30anche ovviamente un dialogo con le istituzioni e vogliono che in questa manovra ci sia un
28:38pensiero per agricoltori, pescatori che sono stati in protesta in questi giorni. Ascoltiamo
28:44le interviste.
28:46Oggi ancora una volta siamo sotto l'assemblea perché nelle prossime ore si appresterà ad
28:51approvare la manovrina finanziaria e a dicembre ci sarà la manovra finanziaria. Siamo qua per
28:57portare avanti quelle che sono le richieste di tanti agricoltori che oggi a causa di costi
29:02energetici sempre più alti e problemi legati al mercato vendono il proprio prodotto sotto
29:09i costi di produzione. Questo non è più sostenibile perché rischiamo di perdere uno
29:13fra gli asset più importanti della nostra economia che è l'agricoltura, quindi vuol dire
29:18cibo sano, vuol dire salubrità dei prodotti e non possiamo assolutamente permettere che la
29:24Sicilia continui a perdere ettari di terreni lasciati all'abbandono.
29:28Chiediamo solo ed esclusivamente che il nostro prodotto venga valorizzato per quello che è
29:32perché noi abbiamo un prodotto che se lo sognano in tutti gli altri posti. Non è giusto
29:39che magari prendendo esempio per i cereali, il grano che viene dal Canada o da qualsiasi
29:46altro posto dove non rispecchia le nostre leggi che abbiamo per seminarlo, per portarlo
29:53poi nelle nostre tavole.
29:55La battaglia che stiamo cercando di portare avanti è sotto l'occhio di tutti ed è il
30:02caro carburante. Noi la mattina quando mettiamo in moto i nostri mezzi, i nostri trattori
30:08sappiamo oggi quanto può incidere il costo che poi sicuramente non avremo un ritorno
30:16economico nel prodotto finale.
30:19Ecco, non c'è un ritorno economico, è questo il problema. Gli agricoltori che cosa
30:25dicono? Sono arrivati da tutta la Sicilia, c'erano centinaia di pullman. Nelle immagini
30:30che avete visto all'inizio vedete poca gente perché sono andata molto presto alle 9 del mattino
30:35a fare le interviste, però poi alle 10 e mezza 11 c'era veramente il caos. Sono arrivati
30:42da tutta la Sicilia e hanno tutti lo stesso problema, però molti giovani hanno scelto di
30:49continuare anche a lavorare nell'azienda di famiglia. Quindi c'è ancora una speranza
30:55perché se no avrebbero abbandonato i campi e avrebbero cambiato lavoro, giusto? Si vogliono
31:01delle risposte affinché si possano portare avanti le aziende di famiglia. Gaspar.
31:05Sì, i giovani ci credono, però dobbiamo mettere nella condizione questi giovani di essere
31:14ricambiati nella loro fiducia e di essere alla politica a dare questa fiducia. Perché
31:22poco fa io ho detto che si parte da Bruxelles scendendo a Roma e arrivare a Palermo e occorre
31:30una rivisitazione degli accordi internazionali dei trattati europei che vanno a regolamentare
31:36l'entrata dei prodotti agricoli dai paesi estracomunitari. Perché se un giovane oggi vuole
31:43intraprendere il mestiere che gli lascia il padre e la proprietà che consacrificia a quattro
31:50il padre, piuttosto che il nonno, perché io dico sempre che oggi questo tipo di politiche
31:56agricole che si stanno facendo, l'ho detto pubblicamente a tutti gli organi stampa, si
32:03sta bruciando tutto il sacrificio e i sacrifici che hanno fatto dal dopoguerra a oggi i nostri
32:09nonni e i nostri padri. Sacrifici fatti con l'immigrazione, sacrifici fatti contro il latte
32:14pronto per costruire le aziende che ci hanno consegnato. Oggi noi però siamo di fronte
32:19a una politica che questa azienda si sta bruciando. E allora i giovani chiedono prima di ogni cosa
32:28che ci sia un reddito dignitoso, perché un giovane che è eredito da un'azienda e che
32:34il padre gliela lascia nell'edità con un capitale che è quello che deve guadagnare onestamente
32:41e deve avere un reddito dignitoso. A tal proposito voglio rammentare che ci sono due articoli
32:50della Costituzione, se non sbaglio con i numeri dovrebbe essere l'articolo 35 e 36 che dice
32:55che la Repubblica deve assicurare, garantire un lavoro a tutti e che da questo lavoro si possa
33:02trarre una sussistenza dignitosa. Ecco, e quindi si deve agire, e lo diciamo da anni e anni,
33:10però non ci ascoltano, perché la voce della protesta e la voce di chi non viene è ascoltato.
33:16Bisogna agire sulla catena alimentare, perché gli anelli deboli sono chi produce all'inizio,
33:21quindi la catena alimentare all'inizio, e alla fine chi produce e chi consuma.
33:25Al centro poi ci sono gli arricchimenti sproporzionati.
33:30Segretario, i giovani vanno o restano?
33:33Ma ci sono tanti giovani che purtroppo sono costretti ad andare via, perché qui non trovano
33:38le condizioni, appunto, come diceva la marca, per avere una vita dignitosa.
33:44E però accanto a tanti ragazzi, a tanti ragazzi che sono costretti ad andare via, chi per motivi
33:48di lavoro, chi per motivi di studio, noi stiamo assistendo al fatto che c'è una generazione
33:54che vuole davvero essere protagonista di una grande stagione di cambiamento e che stanno
33:57lottando per provare ad affermare il loro diritto a restare qui.
34:02Lo stanno facendo mettendo in gamba anche proposte, idee, progettualità.
34:06Il tema è che c'è una distanza enorme, appunto, tra i bisogni e le necessità dei siciliani
34:11e delle siciliane e le risposte che la classe di governo continua a dare.
34:16E l'esempio sono le cose che qui ci venivano raccontate.
34:20Se noi non riusciamo ad avere una discussione vera sulla Sicilia che vogliamo costruire,
34:24non lo riusciamo a fare ora che abbiamo una quantità di risorse straordinariamente importanti
34:29e voglio ricordarle, 5 miliardi di euro soltanto dal bilancio ordinario.
34:33Accanto a questo ci sono, sì certo, abbiamo sprecato l'opportunità del PNRR in cui c'è
34:38il fallimento della classe amministrativa e burocratica di questa nostra regione, al di là
34:42dei proclami del Presidente della Regione e del suo governo che ci raccontano che il nostro
34:46PIL è cresciuto dello 06-07.
34:48Ci mancherebbe altro che il PIL non cresceva di fronte al fatto che abbia avuto 40 miliardi di euro
34:53negli ultimi 4 anni.
34:55Basta avere le minime basi di economia politica per sapere che se tu metti nel sistema 30-40
35:00miliardi di euro, comunque quelle risorse è qualcosa di genere.
35:04Il punto è che non abbiamo affrontato le grandi criticità del nostro apparato economico,
35:07produttivo, sociale e quindi abbiamo costruito le basi affinché i ragazzi e le ragazze
35:12potevano costruire qui il loro futuro, un futuro soprattutto dignitoso.
35:16Per questo davvero c'è la necessità che si apra una discussione vera con chi ha responsabilità
35:22di governo, perché dicevo ci sono questi 5 miliardi di euro, ci sono le programmazioni
35:27del fondo di sviluppo rurale, c'è la programmazione del fondo di sviluppo e coesione.
35:31Noi oggi avremo a disposizione risorse importanti, da come noi destiniamo queste risorse decideremo
35:37il futuro di questa terra.
35:38Oggi il governo della regione ha un ambivio, o continuare con le clientele, le maraffare,
35:45le ruberie o provare a dare una risposta al lavoro a chi ogni giorno con il suo sudore
35:51vuole portare avanti questa nostra regione.
35:53Abbiamo parlato delle proteste degli agricoltori, della protesta carovita della CGL, ma in queste
35:58settimane sono state in protesta anche i pescatori, c'è stato proprio un fermo, hanno detto
36:03non conviene con questi costi andare in mare. Io ho ascoltato i pescatori di Santa Flavia
36:11nella provincia di Palermo. Ascoltiamo.
36:135 marinari a bordo, più il carburante che è 1.500. I contributi che si pagano sono intorno
36:20alla barca, intorno ai 2.000 euro che io devo pagare uscendo la barca. Quindi prendendo
36:29un 2.000, 1.800, 2.000 io vado al 18, quindi non mi conviene uscire.
36:34Oggi siamo fermati anche in anticipo, pure perché la pesca non ci accompagnava a coprire
36:44tutte queste spese.
36:45Ieri ci sono state delle firme degli assessori Dagnino e San Martino per dei decreti, per degli
36:54aiuti a pescatori e agricoltori, istanziati 15 milioni di euro. Siete contenti di questa
37:00risposta dell'Ars?
37:02Da parola da marinaio non basta, perché questi soldi sì vanno a finire, magari vengono poi
37:11divisi come delle spese eccessive, ma alla fine il problema sono i soldi che devono arrivare
37:19il problema che rimane. Noi siamo barche piccole, incide sempre perché è un costo, però
37:26in minima parte. Noi consumiamo in media 30-40 euro al giorno su linea di massimo, ma le barche
37:34che vanno a strasci hanno un consumo di 1.800 euro al giorno di gasolio, quindi quelle incide
37:41molto, ma molto di più. Non so come ci vanno a mare.
37:45Abbiamo ascoltato i pescatori di Santa Flavia, era il giorno dopo in cui la regione aveva messo
37:51sul piatto 15 milioni contro il caro carburante, 5 milioni per la pesca, 10 per l'agricoltura,
37:59ma per le marinerie siciliane gli aiuti non bastano. Vediamo che cosa ne pensa Natale Amoroso,
38:07Presidente dell'AIC Pesca, che è collegato con noi. Benvenuto.
38:12Grazie, saluto tutti gli ascoltatori e le persone in sala.
38:17Sì, diciamo che parliamo di un settore che già aveva le sue problematiche, adesso il caro gasolio
38:25è stato la ciliegina sulla torta che praticamente ha completato il tutto.
38:30Noi, mi ricordo, il 21 di luglio eravamo stati uditi in audizione, in terza commissione,
38:36dove avevamo prospettato tutte le difficoltà che viene per il settore e ancora il costo del
38:42carburante non era arrivato a quelle cifre e già ci lamentavamo a luglio della situazione
38:47della pesca con tutte le restrizioni che sono nate nell'arco dell'ultimo ventennio che
38:53obiettivamente non rendono più le imprese irtiche sostenibili. Adesso con questo innalzamento
39:03del gasolio che ricordo ha avuto un trend che da 2016 è passato dal 45 centesimi, bada
39:1250, a punti adesso di 1,60 euro. Quindi se prima qualcosa rimaneva all'operatore
39:20etico nelle bordate di pesca adesso è praticamente azzerato dal costo del caro gasolio. E' qualcosa
39:30di veramente, io ho quasi ascoltato per quanto riguarda l'aspetto dell'agricoltura ai giovani,
39:36anche nella pesca si parla di rigeneriamo il settore, invogliamo i giovani, ma a queste
39:44condizioni, quali giovani si avvicinano. Io sono figlio di pescatore, di armatore e vivo
39:53sulla mia pelle il fatto di non trovare più personale che vuole fare questa attività. I
40:00capitani importanti e bravi vanno in pensione, quindi non c'è la possibilità di insegnare
40:06ai giovani il mestiere. E' veramente una situazione grave e disistenziale. Noi infatti abbiamo
40:14proposto a luglio che necessita la pesca siciliana, anche in questo caso anche l'italiana, perché
40:20è un problema diffuso, di un vero e proprio piano industriale. Bisogna avere il coraggio
40:26e tra l'altro lo ha detto anche la Commissione Europea che la politica europea dell'ultimo
40:31decennio è stata sbagliata. È stato nell'ultimo incontro svolto a Bruxelles e a Strasburgo
40:39è uscito fuori questo. Abbiamo scherzato, ma nel frattempo molte aziende ittiche sono
40:46state chiuse, si sono allontanati gli operatori del settore. Quindi tutte queste aspettative
40:53economiche che gli imprenditori ittici avevano sono state calpestate. E non è una cosa positiva,
41:00è una cosa negativa e il problema è che adesso è difficile andare a fare un passo
41:05indietro e dobbiamo pensare al futuro. Il futuro lo stiamo iniziando a vivere con difficoltà
41:12perché dobbiamo andare a ricostruire la classe dei marittimi, la classe dei capitani e anche
41:18andare, perché no, a cercare di avere parte di mano palasa che dà la compagine straniere.
41:27Se i giovani italiani non vogliono fare questo mestiere perché si allontanano, se
41:33vogliamo ancora mangiare pesce, pescato e quindi made in Italy, made in Sicily in questo
41:39caso abbiamo necessità di avere il personale.
41:43Ma i pescatori in questo momento sono ancora in fermo? Da voi? Sì, siamo ancora in fermo.
41:55Dobbiamo, abbiamo deciso fino a sabato di rimanere fermi e prendere una decisione poi sabato
42:01e insieme alle altre rimanerie e capire cosa dobbiamo fare. Qui c'è bisogno di una presa
42:06forte di posizione del governo regionale. Già ho visto che in altre regioni sono state
42:13fatte dei passi in avanti e la Calabria, in notizia di oggi, ha fatto uno stanziamento
42:19di 15 milioni di euro per il settore. La Calabria rispetto a noi nella pesca è molto più piccola
42:27la regione, quindi noi pensiamo che meritiamo un po' di più. Adesso qual è la problematica?
42:34La problematica è che gli operatori hanno la possibilità di, e questo dobbiamo dire
42:40anche grazie a delle compagnie che hanno voluto fare uno sconto sul carburante, che
42:49Resmoleni concede il 20% sulla fattura, poi c'è il credito di imposta, sarebbe 20 e 20,40,
42:58ma non sono ancora le cifre tali, questi sconti, che possono permettere nel lungo andare a
43:03garantire la redditività agli operatori.
43:06Ma negli ultimi 20 anni, mi scusi perché c'è la latenza qua per il collegamento, negli
43:12ultimi 20 anni in Italia c'è stato un periodo peggiore di questo?
43:16No, no, siamo arrivati, infatti, ripeto, durante proprio l'audizione in testa commissionale
43:28per il toldo siamo arrivati, basta un poco per praticamente la categoria cadere nel baratro.
43:36Quindi abbiamo toccato il fondo, il futuro sta nelle importazioni.
43:43E purtroppo se non ci sarà più la pesca italiana, se il consumatore vorrà consumare pesce,
43:50ma infatti il problema è ancora che le danno oltre che la beffa, perché sicuramente poi
43:57questo prodotto verrà allo stesso modo sempre dal Mediterraneo, magari dagli altri paesi
44:01che in questi anni rispetto a noi hanno soffritto di una regolamentazione diversa, mentre noi
44:08ci siamo autodistrutti con queste politiche europee, gli altri invece, i paesi, si sono
44:14arricchiti.
44:14Come si spiega che da noi diminuiscono le barche, diminuiscono gli operatori, di fronte
44:19a noi aumentano le barche, aumentano gli operatori.
44:21Quindi la cosa praticamente ha il suo senso.
44:25Anche perché secondo me forse quello del food è un settore comunque in crescita, perché
44:29ci sono sempre tanti locali, comunque la Sicilia è un'isola a vocazione turistica,
44:35è stato andato molto bene, c'è stato un incremento dal punto di vista turistico.
44:38Quindi è assurdo che poi si mettano in crisi dei settori come quello dell'agricoltura e
44:43della pesca.
44:44Anche l'agricoltura ha toccato il fondo in questi ultimi vent'anni, è il periodo più
44:48buio.
44:48Sì, sì, sì.
44:50Dottoressa Lassanta, poco a poco a le ha detto che la cucina sta avendo in Italia un
44:55momento di gloria, è stata dichiarata a patrimonio dell'UNESCO la cucina italiana, ma alla base
45:04della cucina italiana c'è il cibo.
45:06Il cibo viene, la materia prima, dalla terra, dagli agricoltori, dal loro ingegno, dal loro
45:12sacrificio, dal loro sudore.
45:14Perché gli agricoltori non vengono mai annoverati quando si parla di cucina nel mondo e dire
45:22gli agricoltori.
45:23Ecco, questo è grave.
45:26La pasta, l'alimento più invidato del mondo.
45:28L'alimento principale al mondo che tutti ci riconoscono e lo produciamo noi con il nostro
45:35grano duro.
45:36Ma al di là di tutto questo, perché oggi veramente c'è questo accanimento contro questo settore
45:44economico che è veramente vitale?
45:46Io ricordo che da bambino c'era entusiasmo a casa mia, una famiglia sempre di agricoltori,
45:54da generazioni.
45:55Io ho studiato in scienza agraria perché avevo questa passione per la terra.
46:00Oggi questa passione io non la trovo più nei giovani.
46:03Abbiamo parlato poco qua dei giovani, non c'è questa passione.
46:07Quindi a questo punto la dobbiamo finire.
46:09E io mi rivolgo alla politica, alla politica che governa di tutti i colori, perché qua c'è
46:17un appiattimento.
46:20La dobbiamo smettere con le promesse disattese, la dobbiamo smettere con le passerelle politiche,
46:25la dobbiamo smettere con la dialettica politichese.
46:28La dobbiamo smettere con tutto ciò che serve solo a far morire ancora di più questo malato
46:36che è agonizzante, che è morto, perché l'agricoltura è morta.
46:40Lo volete capire, signori governanti, a partire da Palermo, a Roma e a Bruxelles.
46:46Quindi è giusto che ora si faccia da parte quella politica che non è stata attiva,
46:54e ripeto io da undici anni, quindici anni da questa parte, e che subvenza veramente una
46:59politica che porti i fatti.
47:02Siamo stanchi dell'assistenzialismo, siamo stanchi delle caramelline, delle lomosena,
47:08dei pannicelli caldi.
47:09Vogliamo fatti concreti, vogliamo infrastrutture, vogliamo soprattutto che ci sia una rivisitazione
47:17di queste politiche europee e internazionali che ci hanno portato a questo disastro.
47:22Poi, il caro carburante è stato quello che, il macigno che ha dato il colpo di grazia.
47:29Perciò che riguarda l'agricoltura, perché, ripeto, l'agricoltura le problematiche sono
47:33tante diverse e complesse, magari rispetto al settore degli autotrasporti, magari rispetto
47:38al settore della pesca.
47:39Allora, siamo in chiusura, potremmo parlare altre due ore, ma siamo in chiusura, i tempi
47:43sono quelli che chiedete all'Unione Europea.
47:46Faccio un ultimo giro, anche con chi è collegato.
47:51Che cosa farete nelle prossime settimane?
47:54Quali saranno i prossimi passi?
48:01Sicuramente aspettiamo risposte concrete da parte della nostra regione, ma anche da parte
48:09della ministeriale, perché il credito di imposta, seppur è stato un provvedente urgente e immediato,
48:15deve essere prorogato e garantito, più che altro nella sua velocità, è troppo ferroginoso
48:20il suo sistema di recupero.
48:24È la regione siciliana che faccia la sua parte e, in più, se anche le compagnie petrolifere
48:30possano garantire questi sconti, aumentare anche, se possono, qualche altra cosa, è garantito
48:37per magari un anno di tempo, nel frattempo si può lavorare a delle politiche di modifica,
48:43perché la nostra politica è avere il coraggio di battere i pugni e dire che queste cose
48:48non hanno funzionato.
48:49Iniziamo a togliere delle norme che non servono, che portano soltanto il fermo delle attività
48:58di pesca e devo ricordare anche a me stesso che spesso per colpa delle infrazioni che i
49:04nostri pescatori sono stati costretti per andare a lavorare e hanno subito, non hanno
49:10potuto partecipare dei bandi europei, quindi anche lì la beffa, alcuni non hanno potuto
49:16modellare una barca, non hanno potuto partecipare dei bandi europei, su una politica che poi la
49:22stessa commissione ha detto abbiamo sbagliato. Quindi capite bene che veramente il punto
49:28debole di tutta questa vicenda, come diceva come fa il signore su studio, siamo noi i produttori,
49:34il produttore che prende colpito in tutti i modi, in tutti i sensi da queste politiche
49:41non costruttive e che non vedono per niente al futuro.
49:45Ancora aspettate delle risposte quindi, è tutta una situazione in evoluzione, tanti
49:50punti interrogativi, ne riparleremo sicuramente a breve. Intanto ringrazio Natale e amoroso
49:56presidente AIC Pesca che si è collegato con noi, ringrazio gli ospiti studio, Gaspare
50:03Lamarca, Movimento Spontaneo dei Trattori delle Belice, avrete delle altre manifestazioni a breve?
50:10Sì, diciamo che tutti i vari movimenti, compreso un movimento spontaneo agricoltore
50:18di Belice, in futuro abbiamo da fare delle proteste, delle manifestazioni, dei cortei, perché c'è
50:26una frammentazione di movimenti che io non sono d'accordo che ci sia questa frammentazione
50:32e tanti popolari di protesta. Bisogna creare un movimento unitario in Sicilia, perché creando
50:37un movimento unitario si riesce ad ottenere qualcosa, ma la cosa è che chiediamo e questo
50:44impegno forte deve esserci da parte della politica di governo e a proposito del caro carburante
50:53quello che stanno facendo, mettere qualche milione di euro sul piatto, non serve a niente.
50:58Bisogna intervenire con qualcosa veramente di drastico. Al di là poi di tutte le altre
51:06problematiche...
51:07Che ci sono, ce ne sono tante, abbiamo visto, c'è il caro vita, assolutamente, ma ci sarà
51:13una manifestazione. La prima nei prossimi giorni, quella della CGL a Roma.
51:16No, ma noi al di là della manifestazione del 17 noi daremo ancora continuità, perché
51:21la condizione sociale di questa nostra regione è davvero drammatica e quindi dopo il 17 noi
51:26saremo, per esempio, il 21 nell'area di servizio di Calatabbiano, perché lì affronteremo
51:33un'altra questione, che è la questione della fragilità delle nostre infrastrutture.
51:37Noi abbiamo il rischio concreto che da qui ai prossimi giorni le nostre autostrade saranno
51:42o chiusi o avranno una limitazione di velocità di 60 km orari. Significa paralizzare la Sicilia.
51:48Davvero siamo in una condizione drammatica. Noi abbiamo una necessità di mobilitare il mondo
51:53del lavoro, di mobilitarci, di far sentire la nostra voce e abbiamo però la necessità
51:58che le istituzioni cambiano davvero passo. Guardi, voglio soltanto dire un aspetto che
52:03qui non è stato detto, ma io credo che davvero può essere una delle questioni su cui tutti
52:08insieme dobbiamo lavorare. Noi siamo in presenza di un governo che è autonomista soltanto per
52:13la propaganda. Noi abbiamo gli articoli 36 e 37 del nostro statuto, che prevede la necessità
52:19di ricontrattare col governo nazionale le politiche fiscali. A partire da quelle aziende
52:24che qui non hanno la residenza, che operano qui, che devastano il nostro territorio, ma
52:29che non hanno la residenza fiscale qui e non pagano le tasse qui. Ecco, noi abbiamo la necessità
52:34di recuperare quelle risorse, perché quelle risorse siano necessarie per mettere in campo
52:38una nuova politica economica che guarda davvero al mondo del lavoro, a chi produce seriamente,
52:44a chi vuole fare investimenti per il futuro della nostra regione. Perché qui veniva citata
52:51la difficoltà delle aziende, ma non c'è dubbio che quando le aziende sono costrette a vivere
52:55questa condizione di debolezza, poi il tutto si scarica soprattutto sui lavoratori e sulle
52:59lavoratrici.
52:59Grazie a Alfio Mannino, segretario generale della CGL Sicilia, per essere stato con noi.
53:07Quindi la mobilitazione continua, continuerà e faremo il punto magari in altre puntate
53:11di Nomi, cose, città, talk. La puntata di oggi intanto finisce qui. Noi vi aspettiamo
53:17giovedì prossimo. Ci potete rivedere anche su gts.it. Grazie per essere stati con noi.
53:36Grazie a tutti.

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