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Ritratti di Sardegna è un programma di intrattenimento di taglio politico socio economico, interviste di diversi personaggi del mondo politico, imprenditoriale e culturale. Curato da Mario Cabasino, il format si prefigge di mettere in luce temi di coesione, sviluppo economico, innovazione e ricerca per affermare l'identità sarda come forte peculiarità.
Tutti i martedì alle 21:00
Una produzione TCS S.r.l. 2022 www.telecostasmeralda.tv
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NovitàTrascrizione
00:00Musica
00:49Buonasera, buonasera a tutti cari telespettatori di Telecosta Speralda e bentornati a questa nuova puntata di ritratti di Sardegna.
00:55Oggi siamo nella chiesa di San Gregorio Magno a Pirri in compagnia di Monsignor Ottavio Uzzeri che ringraziamo di averci
01:03accolto nella sua casa, nella nostra casa.
01:07Canonico onorario del capitolo metropolitano dal 2003, membro del consiglio presbiteriale, direttore della rivista Notizierio Diocesano dal 2014, cancelliere Arcivescovile
01:19dallo stesso anno, dal 2014.
01:20Dunque Monsignor Uzzeri, lei è nata nel 1957, è ordinato il presbitero nel 1992 a Cagliari in cattedrale, dunque una
01:30vocazione in piena maturità.
01:33Ci racconta com'è nata la chiamata alla vita sacerdotale?
01:37Non mi piacerebbe dirla così, cioè non è nata. Credo che uno nel tempo prenda coscienza del fatto che il
01:47Signore così ti ha chiamato dal momento della nascita.
01:51Quindi è vero quello che dice, fin dal seno materno ti ho pensato, così come è valida per ogni persona
01:58che esercita poi e dà una risposta a vocazione nella vita, vale anche per noi sacerdoti.
02:04Quindi credo che sia stato di più un itinerario di presa di coscienza di quello a cui il Signore ti
02:11ha chiamato e che determina poi la tua vita, perché dalla risposta a quello per cui tu sei chiamato dipende
02:21anche la tua felicità,
02:23che non è scomponibile sul piano umano e sul piano spirituale. I due ambiti si incrociano sempre nella vita di
02:31ognuno di noi. Questo vale per ogni uomo, vale ancora di più per il sacerdozio.
02:36Io sono entrato in seminario adulto e quindi avevo già esperienza lavorativa di scuola, rispondendo proprio a questo impeto del
02:49cuore che fa difficoltà a volte a riconoscerlo perché ognuno di noi conosce se stesso,
02:56quindi conosce i suoi limiti, le sue fragilità e l'atto d'amore di Dio che ti sceglie crea sempre
03:04una perplessità perché ti sembra sempre una realtà che è sproporzionata rispetto a ciò che tu sei.
03:11Però poi si confida nella grazia, quindi se la scelta è davvero fatta da nostro Signore evidentemente ha una ragione
03:19che supera anche la nostra fragilità e il nostro limite.
03:23E quindi proprio dalla risposta a questa chiamata del Signore poi dipende davvero tutto nella vita, no?
03:32Perché credo che se scopri di essere destinatario di un amore particolare da parte del Signore, questo certo ti riempie
03:44d'orgoglio,
03:45ma ti mette anche nelle condizioni pian piano, perché io sono un po' asino in questo, ma pian piano di
03:53rispondere, di migliorare, di cercare almeno di migliorare.
03:57Poi i limiti e la fragilità è bene che ce la riconosciamo sempre perché altrimenti si altera anche il rapporto
04:05con gli altri,
04:06ma assieme a questo limite c'è anche il riconoscimento di quello che il Signore ti ha dato.
04:11Molte esperienze significative, tra queste anche quella di segretario dell'Arcivescovo Ottorino Alberti, dal 92 al 98.
04:21Quale eredità gli ha lasciato una figura così di alto spessore come Monsignor Alberti?
04:27Monsignor Alberti era una persona, ed è una persona perché per me ancora rimane, permane dentro di me, la continuità
04:37della sua presenza.
04:39Una persona molto affabile, un padre, e credo che il rapporto con lui sia andato oltre il rapporto del segretariato,
04:53è stato proprio un rapporto di paternità e figliolanza profonda.
04:59Dire cosa mi ha lasciato, certamente mi ha temprato la vita, prima di tutto nella disponibilità nei confronti degli altri,
05:08perché Monsignor Alberti era un uomo certamente di grande spessore, di grande cultura,
05:14ma un uomo che aveva una facilità di approccio affettivo con gli altri, che apriva strade inimmaginabili.
05:23E quindi non era precluso a lui confrontarsi con nessuna persona.
05:29E questo io l'ho vissuto da spettatore e da protagonista, stando a fianco a lui tanti anni.
05:36E quindi mi ha insegnato, per esempio, l'amore e il rispetto per la storia.
05:42Io mi sono appassionato un periodo di questo.
05:46E poi avevo sempre presente tutto il lavoro che lui ha fatto,
05:51e che non è mai stato pubblico e neanche ostentato da parte sua,
05:57a servizio della Santa Sede, da quando era docente all'Aterano fino agli innumerevoli anni
06:06trascorsi all'interno della Congregazione dei Santi,
06:10quindi nello studio delle figure dei Santi,
06:13nella proposizione per la beatificazione e la canonizzazione di tanti Santi.
06:20Era un uomo estremamente dinamico, semplice,
06:23ma che si presentava con il cuore davanti a sé.
06:29Io questa percezione l'ho sempre avuta.
06:32E quindi non era mai, non incutteva timore,
06:39incutteva quella riverenza, quello sequio, quella devozione,
06:44perché proprio di devozione si trattava tante volte,
06:48che è data da chi si avvicina alle persone con il cuore,
06:53e in questo cuore è presente il nostro Signore,
06:56perché io poi ho seguito Lui fino agli ultimi istanti della sua vita,
07:02sono stato con Lui quando è morto,
07:05perché sono voluto essere presente come segno d'affetto,
07:11ma anche di gratitudine che la Chiesa doveva avere per un uomo così,
07:15che ha dato tutta la sua vita per la Chiesa,
07:18in ciò che era visibile parzialmente,
07:22ma nella totalità in ciò che non era visibile dagli altri,
07:26e che Lui ha sempre vissuto con un trasporto.
07:30Lui era la Chiesa.
07:32Ecco, e fu proprio Monsignor Alberti,
07:34o Torino Alberti, preoccupato per l'aumento di episodi legati all'attivismo delle sette sataniche,
07:40che decise di intervenire fondando il CARIS,
07:42un centro di ascolto per aiutare chi è caduto nelle maglie dell'occultismo.
07:47Lei fu il direttore del CARIS,
07:50fu un'esperienza importante, capofila in Italia.
07:53Oggi è anacronistico parlare di quei fenomeni?
07:57No, non è anacronistico, perché è estremamente reale.
08:02Questa dell'occulto è una realtà che si accompagna sempre,
08:08e che è anche indice o spia che forse noi dovremmo fare di più nel campo dell'evangelizzazione.
08:17Sono presenti, certo, e quindi bisogna sempre essere vigili,
08:25ma soprattutto richiamare verso il culto autentico,
08:28perché poi si scivola anche da parte delle persone
08:32che appartengono benevolmente e con affetto alla Chiesa,
08:36nella possibilità di mischiare queste cose,
08:41per esempio dando un'importanza troppo grande al demonio,
08:45e quindi ribadire che il demonio è stato sconfitto,
08:47e che quindi rimane fondamentalmente come tentazione grande
08:52di chi vuole far credere di possedere tutto e non possiede niente,
08:58perché il demonio è sconfitto,
09:00e quindi il richiamo alla responsabilità personale
09:04nello schieramento di fronte al bene e al male.
09:08Questa distinzione credo che sia da fare,
09:11da richiamare continuamente,
09:13perché certamente il mondo dell'occulto
09:15e poi tutto quello che gira attorno,
09:17nelle sette, nel modo di pensare,
09:21sono sempre una tentazione di evasione
09:24dalla responsabilità personale,
09:27e quindi è facile per molti,
09:30puoi scivolare nell'idea che tu fai delle cose
09:35perché il demonio ti ha tentato, ha vinto,
09:38e quindi mettere il demonio come colui
09:41che è determinante nelle scelte della tua vita,
09:44e questa è una forma di apostasia della fede,
09:49perché la libertà il Signore ce l'ha lasciata,
09:51quindi anche se noi combattiamo per affermare il bene,
09:55è certo che combattiamo,
09:58però in fin dei conti poi la libertà nello schieramento
10:01rimane sempre una proprietà dell'individuo
10:06e quindi verso il quale non si deve mai cedere.
10:10Quindi anche in Sardegna diciamo che l'impegno è sempre intenso.
10:13Non è un'oasi felice,
10:16nel senso che vive le stesse problematiche
10:19che vive il resto dell'Italia,
10:21ma direi il resto del mondo,
10:24e quindi il richiamo anche a un impegno maggiore
10:27di evangelizzazione e di speranza,
10:30perché io credo che molto dell'adesione
10:33a questi culti alternativi
10:36nasca proprio dal fatto che nella vita
10:40e nella proposta che spesso noi facciamo
10:45di cammino di fede,
10:47ma anche questo segno profondo di speranza,
10:50anche di fronte alle tragedie più grandi della vita,
10:54questo tempo di guerra per esempio,
10:57cioè noi abbiamo un'arma che è micidiale,
11:00è la preghiera, è il chiedere a Dio,
11:03è il supplicare,
11:04e non si può banalizzare questo
11:06e soprattutto non si può pensare
11:09che la risoluzione dei problemi
11:11in un mondo dove Dio è il Signore
11:14della storia del mondo
11:17non debba essere tenuto presente
11:20in quello che è peculiare per ciascuno di noi.
11:23Pandemia, guerra, situazioni,
11:26noi dovremmo essere sempre attenti
11:29e l'atto di carità più profondo di partecipazione
11:32e il primo è quello della preghiera.
11:34Poi il resto è l'attivismo,
11:36l'impegno nel volontariato,
11:38nell'assistere, nel fare,
11:40però senza la base della preghiera
11:43tutto questo diventa un solidarismo
11:46che non è che ti apre poi il cuore
11:50a sollevare la testa verso la speranza
11:54e avere anche di fronte a situazioni catastrofiche
11:57che è sempre la speranza che c'è,
11:59la possibilità di una risoluzione.
12:15Papa Francesco ci ha esortato più volte all'ascolto
12:18e ha parlato anche di debito d'ascolto
12:20della Chiesa nei confronti dei giovani.
12:23Le sue messe sono sempre molto gremite,
12:25nella sua sagrezia si scorgono file di persone
12:27in attesa di un incontro con lei,
12:29spesso ci sono anche tanti giovani, li ho visti.
12:33Si vede che non hanno altro da fare,
12:35dico, finché vengono a messa va bene.
12:37Va bene, in sagrezia.
12:40Scherzo, però...
12:40Sì, l'ascolto è una realtà determinante per noi,
12:47perché anche nell'opera, per esempio,
12:50di esorcista che io per tanti anni ho fatto
12:53e che ancora continuo parzialmente a fare,
12:55mi rendo conto che l'ascolto è fondamentale
12:58perché l'ascolto con il cuore
13:01è una condivisione del peso degli altri
13:04ed è un'esperienza che noi prima di tutto
13:07facciamo nel rapporto con Gesù,
13:10perché nel rapporto con Gesù
13:11noi parliamo con Lui
13:14avendo la percezione che Lui si carica
13:17di quello che è il peso della nostra vita.
13:21Questo stesso rapporto poi deve essere capace
13:25di tradursi anche nel rapporto con gli altri.
13:28Questo è fondamentale
13:29perché anche una persona che viene,
13:32che è disperata, che ha un tumore,
13:34non è che tu gli guarisci il tumore,
13:36tu l'ascolti, l'accompagni,
13:39condividi questa sofferenza
13:41e lei vede che la persona se ne va alleggerita,
13:45quasi che avesse lasciato parte del peso
13:48che si porta nella vita,
13:50lì dove è lei.
13:52E questo è fondamentale,
13:53a noi non costa niente.
13:55E la celebrazione è la messa,
13:58per me almeno,
13:59è un momento di rivitalizzazione del cuore,
14:03quindi della possibilità
14:04di ascoltare la gente nella condivisione.
14:08Certo che io sono sano
14:09e rimango sano in quel momento,
14:12la persona è malata,
14:14però io non mi dimentico
14:16poi la sera, la notte, di pregare
14:18e non per un atto eroico
14:21perché io sono migliore degli altri,
14:22perché è così.
14:24Quando tu incontri e condividi con una persona
14:27le sofferenze della sua vita,
14:29poi questa persona entra a far parte
14:32della tua vita in qualche modo.
14:34E che sia uno, siano cento,
14:36ognuno ha uno spazio suo nel cuore nostro.
14:40E questo non è esperienza solo del sacerdote,
14:43l'esperienza di chiunque si presenta
14:47e si rapporta nella vita
14:49mettendo in gioco il proprio cuore.
14:52Questa è una fragilità
14:54da un punto di vista umano,
14:57perché certamente mettere davanti il cuore
14:58vuol dire che te lo possono anche...
15:00Ferire.
15:01Certo, silurare,
15:04te lo possono colpire con i dardetti,
15:07certo che succeda.
15:08Succede nella vita.
15:08Fa parte della vita, però.
15:10E quelle ferite poi non le guarisce l'umanità
15:13e l'uomo, le guarisce solo il nostro Signore.
15:17E ti passa la mano,
15:19e quelle cicatrici ti rimarranno
15:21e saranno visibili,
15:22ma non continuano a sanguinare,
15:24non ti fanno del male.
15:26E quindi ti danno anche questa realtà,
15:29ti dà la forza di continuare a farlo
15:31nella normalità della vita,
15:33senza nessun gesto eroico di importanza,
15:38e che ti mette forse anche in una dimensione
15:41di uguaglianza e di parità
15:43nei confronti degli altri.
15:45E quindi tu eserciti un ministero
15:47che è particolare,
15:49come tutti gli altri noi eserci sono uno particolare.
15:54Monsignor Ruzzeri,
15:55ma per i suoi studenti sempre...
15:57Don Ottavio.
15:58Don, sì, Don.
15:59Quindi anche un uomo di scuola,
16:01un grande legame con la scuola e con i ragazzi.
16:03Molto, molto.
16:04A me la scuola ha insegnato
16:07gran parte della mia vita,
16:0838 anni,
16:10e quindi io ho avuto la fortuna
16:13di dirigere scuole elementari,
16:17scuola materna,
16:18poi alle medie,
16:20ho insegnato alle superiori,
16:21dove sono stato vicepreside per 20 anni.
16:25Per 20 anni,
16:26quindi è una gran bella esperienza.
16:27Sì, un'esperienza molto bella,
16:29ma soprattutto di rapporto umano.
16:31ho potuto assistere da lì dentro
16:34il cambiamento della generazione dei giovani
16:38e nel modo di rapportarsi
16:39anche nei confronti della scuola,
16:41delle persone e dei genitori.
16:43Questo mi ha arricchito molto.
16:47E lo ha aiutato anche come prete, diciamo.
16:50Certo, perché anche molti giovani che lei vede
16:53sono giovani con i quali ho condiviso
16:56gli anni della scuola, quindi...
16:59La scuola poi ha una grande possibilità e capacità.
17:03Vorrei che fosse recuperata nella totalità,
17:06che è quella educativa.
17:09Oggi si scade di più sul piano informativo
17:14e non formativo,
17:16anche se viene chiamato formativo.
17:18La dimensione affettiva nella scuola
17:21è determinante.
17:24Io porto passioni che nella mia vita
17:27mi hanno segnato e mi accompagnano,
17:30quella per le piante,
17:32per l'agricoltura,
17:34per gli animali,
17:35che ho respirato dal mio maestro
17:38della scuola elementare.
17:39E io non me ne sono mai dimenticato,
17:41ha segnato.
17:42È un imprinting proprio.
17:43Un imprinting, sì.
17:44L'insegnante ha questa capacità
17:48quando si rapporta
17:50avendo attenzione
17:53all'educazione
17:54e alla crescita della persona.
17:57Allora lei capisce che un 6
17:59non è un fatto assettico,
18:00è un fatto che si cala nella persona,
18:03nelle sue possibilità,
18:05nelle sue capacità
18:06e anche nella possibilità
18:08di essere supportato
18:10per raggiungere quel livello
18:12che è di base alla scuola.
18:14In questa è una palestra
18:16fenomenale.
18:17Chi la conosce bene
18:18racconta che nonostante
18:19questi luoghi
18:20e pesanti anni di pandemia
18:23che stiamo ancora vivendo,
18:25speriamo che sia davvero
18:26le ultime battute,
18:28la sua missione sia stata comunque
18:29indefessa e incessante
18:30per una chiesa
18:31fatta da una comunità animata,
18:34vivace e partecipe.
18:36un bel segno di luce e speranza
18:37in questi tempi davvero bui.
18:41Sì, perché
18:42vabbè io non è che abbia fatto
18:44niente di straordinario,
18:46ho fatto quello che sentivo,
18:49però la pandemia ha segnato
18:51certamente il rapporto
18:53interpersonale con Dio
18:55e con Gesù.
18:56Io vivo molto questa dimensione
18:59di rapporto personale
19:01col Signore, no?
19:03E quindi il fatto che
19:05per un certo periodo
19:06sia stata impedita
19:07la frequenza,
19:08giustamente,
19:09quindi io non sto a valutare
19:11un dato di fatto,
19:15però credo che abbia spinto
19:17ancora di più
19:18magari a recuperare
19:19una dimensione individuale
19:21di preghiera per le persone
19:23e di attività in quello che si poteva fare,
19:26quindi una supplenza anche
19:28o un aiuto
19:29in tutte quelle attività caritative
19:31che sono esplose
19:33nel tempo della pandemia.
19:35Perché?
19:35Avete svolto un ruolo
19:36insomma di grande importanza.
19:39Ma certo, certo.
19:39Ognuno nella sua.
19:40Cosa vuole?
19:40Me la lasci dire tutta intera.
19:42Lì non c'era il problema
19:43del controllo del contagio.
19:45Noi le buste della spesa
19:46le davamo lo stesso
19:47perché la gente aveva bisogno
19:49di mangiare
19:49e anche i pranzi pronti
19:52e i pasti pronti
19:53li abbiamo dati.
19:55Chiaramente
19:56cercando di osservare
19:57tutto quello che era osservabile
19:58ma non dimenticandoci
20:00che non ci sono freni
20:05rispetto ai bisogni fondamentali
20:07della persona
20:08ma questo io l'ho fatto
20:09perché mi sono trovato
20:11accompagnato da tante persone
20:13che in questo senso
20:14hanno dato una mano
20:15e come l'ho fatto io
20:17l'hanno fatto tutti i preti
20:18della nostra diocesi
20:20l'hanno fatto tutte le persone
20:22di buon cuore
20:23perché si sono moltiplicate
20:25le attività di carità
20:26e anche la possibilità
20:28di essere attenti
20:29a queste dimensioni
20:31della vita
20:31che sono importanti
20:33oggi
20:33un'altra sfida
20:35sarà certamente
20:38contribuire all'accoglienza
20:39di tutti questi profughi
20:41siamo attivati
20:42molte iniziative
20:43ci sono state
20:44la carità
20:44sta davvero mettendo in moto
20:47una macchina
20:48che è importante
20:49voi siete sempre
20:50in prima linea
20:51ci sono anche tante persone
20:53che davvero si dedicano
20:54per il piacere
20:56anche per la fede
20:57insomma
20:58in queste iniziative
20:59di mano tesa
21:01nei confronti
21:02del più debole
21:02perché in ogni caso
21:06faccio un esempio
21:07semplice
21:08io dico sempre
21:09che l'opera di solidarismo
21:10è una cosa
21:11che deve condividere
21:12tutta l'umanità
21:13c'è una specificità
21:14nostra
21:15e cioè
21:16il nostro
21:17si spinge
21:19oltre
21:19ma non perché
21:20te lo dice nessuno
21:22perché è un modo
21:24di partecipazione
21:25del cuore
21:25no
21:26diverso
21:27è fare la carità
21:29io la dico così
21:30in modo grezzo
21:31come quando uno
21:33ha la canna
21:34per prendere i fichi
21:35d'India
21:36no
21:36a distanza
21:38quindi lo stacca così
21:39non la prende
21:40con le mani
21:40non si spogna
21:42diverso
21:42è invece
21:43vivere una dimensione
21:45della carità
21:45e quindi l'esigenza
21:47anche della carità
21:48di San Martino
21:50capito
21:50che è sceso da cavallo
21:52ha preso la spada
21:53si è levato il mantello
21:54l'ha diviso in due
21:55metà è andata a lui
21:56e metà è andata all'altro
21:57la chiesa fa questo
21:59fa questo
22:00e questo è fondamentale
22:02perché anche
22:03un pezzo di pane
22:04diviso
22:05io sono convinto
22:07nella persona
22:09che lo accoglie
22:10con la libertà del cuore
22:12sfama molto di più
22:13di una cesta di pane
22:15molti ritengono
22:16che Monsignor Luzzeri
22:17sia uno dei più noti
22:18e influenti
22:18dell'arcitio
22:19come si concilia
22:21questa scelta
22:22di autentica semplicità
22:24che dopo sei anni
22:25l'ha portata
22:25a decidere
22:26di lasciare
22:27la chiesa di Sant'Anna
22:28nel cuore di Cagliari
22:30per trascinarsi
22:31qui a Pirri
22:32nella chiesa
22:33di San Gregorio Magno
22:34siamo in un contesto
22:35completamente diverso
22:37un po' per
22:38la mia passione
22:40per il verde
22:41come diceva prima
22:43va bene
22:44io ho espresso
22:44anche la mia difficoltà
22:46io sono un po'
22:46un asino
22:47quindi non è che
22:48riesca a fare
22:49mille cose
22:49la mia persona
22:51non ha niente a che vedere
22:52con l'umiltà
22:54io non sono una persona
22:55umile
22:56sono una persona
22:57che fa le cose
22:58con tutti quegli stimoli
22:59e quelle risposte
23:00agli stimoli
23:01che ognuno di noi ha
23:02quindi
23:02non è una scelta
23:04di umiltà
23:06la mattina
23:07io vado in Curia
23:09a fare il cancelliere
23:10quindi
23:11quello che dedico
23:13alla parrocchia
23:13è tutto il tempo
23:14correstante
23:15della mia giornata
23:17e lo faccio
23:19con la passione
23:21mi piace
23:22non è che sia
23:23una cosa di dovere
23:25mi piace farlo
23:26chiaramente
23:27una parrocchia
23:29come Sant'Anna
23:30credo che avesse
23:31bisogno
23:32di un sacerdote
23:33che avesse più tempo
23:35a disposizione
23:36e quindi
23:37è un'accettazione
23:39di un limite
23:39non è un gesto
23:40di umiltà
23:41io non sono umile
23:42per niente
23:43quando mi guardo
23:44allo specchio
23:45anzi un po'
23:45mi spavento
23:46perché penso
23:47di essere
23:47a volte
23:48perché la gente
23:50è molto generosa
23:50con noi
23:51quindi a volte
23:52c'è questa adulazione
23:53di violini
23:54che dicono
23:55sei bravo
23:55sei cattivo
23:56sei bravo
23:56sei cattivo
23:58però
23:59io non ho niente
24:00a che vedere
24:01con l'umiltà
24:01l'umiltà
24:02ce la fa il nostro signore
24:04ce l'hanno tante persone
24:05che non sono
24:07visibili
24:08nella vita
24:09delle quali magari
24:10noi neanche
24:10ci accorgiamo
24:11il fatto dell'influenza
24:14è un modo di dire
24:1538 anni
24:16nel mondo della scuola
24:17a Cagliari
24:18l'aver collaborato
24:21insegnato
24:22agli infermieri
24:23aver insegnato
24:25etica professionale
24:26fatto corsi
24:27di riqualificazione
24:28e poi
24:30prima di
24:31entrare in seminario
24:32l'aver
24:33essere stato
24:35consigliere
24:35in una circoscrizione
24:36mi ha messo
24:37nelle condizioni
24:38di conoscere
24:38molte persone
24:39quindi
24:40se l'essere
24:41influente
24:42vuol dire
24:42conoscere molte persone
24:44va bene
24:44ma
24:45io non credo
24:46di essere
24:47è un modo di dire
24:48anche giornalistico
24:50che può
24:52può
24:52può
24:54lei lo capisce
24:55molto bene
24:56che se potessi
24:59farei altre cose
25:00cioè ci sarebbero
25:01meno persone
25:02che gridano
25:04giustizia
25:05oggi nel mondo
25:06e ci sarebbero
25:07molte meno persone
25:08che
25:09devono anche
25:10nascostamente
25:12chiedere qualcosa
25:13per poter mettere insieme
25:15il pranzo
25:16con la cena
25:16grazie
25:18grazie
25:18Monsignor
25:19di niente
25:19grazie
25:29grazie a tutti
25:32grazie a tutti
25:48grazie a tutti
25:54grazie a tutti