00:10Spente le luci del Natale, nell'isola comincia a diffondersi il dolce profumo della frittura
00:15di carnevale. Per la Sardegna le zepole o zippulas, a seconda delle varianti locali,
00:20non sono solo un dolce ma un vero e proprio rito collettivo che inizia poco prima della
00:25festa di San Giuseppe a gennaio. Fritte dorate profumate di agrumi e anice rappresentano uno
00:32dei simboli più amati della tradizione dolciaria isolana. Ogni paese custodisce la propria ricetta
00:38tramandata di generazione in generazione. A Cagliari sono lunghe arrotolate a spirale,
00:44auristano più grandi e soffici, mentre nel Nurese assumono forme differenti, spesso arricchite da
00:51ingredienti segreti. Ma ovunque sono sinonimo di convivialità, si preparano in famiglia tra donne
00:57di diversa età e si servono ancora calde, spolverate di zucchero o immerse nel miele.
01:04La base è semplice, semola di grano duro, lievito, uova arance, limoni e liquore all'anice. Ma è la
01:11lavorazione manuale, lenta e curata a fare la differenza. L'impasto deve essere più volte
01:16rimestato per fare entrare l'aria e per questo corrono bracciaforti. Le donne si davano il cambio
01:23tra una lievitazione e l'altra perché alla fine quel dolce deve essere così morbido da sciogliersi
01:28in bocca. Per questo motivo il rituale della preparazione delle zippole è un'opera collettiva
01:34da condividere tra nonne e nipoti o tra amiche di vicinato. In città ci pensano le pasticcerie
01:41che allestiscono le frigitrici spesso in modo visibile al passaggio di pubblico perché
01:46nessuno può resistere al richiamo di questo dolce tradizionale, da gustare mentre si fa
01:51shopping, da portare a casa o ad una cena tra amici e il loro profumo ci accompagnerà
01:57fino agli inizi di marzo.