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  • 14 ore fa
A Cabras, in provincia di Oristano, si rinnova ogni anno uno dei riti religiosi e tradizionali più suggestivi della Sardegna: la Corsa degli Scalzi in onore di San Salvatore. Una manifestazione che unisce fede, devozione popolare, storia e identità locale e che affonda le proprie origini nel Seicento.

Secondo la tradizione, durante le incursioni saracene gli uomini di Cabras portarono in salvo il simulacro di San Salvatore, correndo a piedi nudi per sottrarlo al pericolo. La leggenda racconta che la polvere sollevata dai piedi degli uomini formò una nube così fitta da far credere ai nemici di trovarsi davanti a un esercito numeroso, inducendoli alla fuga.

Sabato 5 e domenica 6 settembre, circa 900 uomini, vestiti con il caratteristico saio bianco e a piedi nudi, percorrono i circa 7 chilometri che collegano il centro abitato di Cabras al borgo di San Salvatore di Sinis.

Il rito prende il via all’alba del sabato, dopo la celebrazione della messa. Gli scurridoris accompagnano il simulacro del santo in processione dalla chiesa di Santa Maria fino alle porte del paese, per poi iniziare la corsa lungo le sponde dello stagno di Cabras, attraversando tratti asfaltati e strade sterrate fino alla chiesetta di San Salvatore.

Dopo i festeggiamenti nel borgo, la tradizione si ripete domenica al tramonto. Gli scurridoris affrontano nuovamente il percorso, questa volta in direzione di Cabras, riportando il simulacro di San Salvatore nella chiesa del paese.

La Corsa degli Scalzi è caratterizzata anche da una particolare organizzazione dei partecipanti. Gli uomini sono suddivisi in 14 gruppi, ciascuno composto da 14 mudas formate da tre persone, in un richiamo simbolico alle 14 stazioni della Via Crucis.

Dietro la partecipazione alla corsa ci sono motivazioni personali e profonde: la fede, una promessa, una grazia ricevuta o il desiderio di mantenere viva una tradizione trasmessa di generazione in generazione.

La Corsa degli Scalzi di Cabras rappresenta così uno degli appuntamenti più importanti del patrimonio religioso e culturale della Sardegna, capace di riunire ogni anno comunità, fedeli e visitatori attorno a un rito secolare.

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Trascrizione
00:01Fede e tradizione si uniscono in onore di San Salvatore, un rito che si ripete dal 1600 quando, secondo la
00:08storia, gli uomini di Cabras portarono in salvo il simulacro del santo dalle incursioni saracene.
00:15La tradizione narra che la polvere sollevata dai loro piedi scalzi si levò in una nube così densa da ingannare
00:22il nemico che credette di dover affrontare un numeroso esercito e si ritirò in fuga.
00:33Sabato 5 e domenica 6 settembre circa 900 uomini con indosso il saio bianco percorreranno scalzi i 7 chilometri che
00:42avvicinano il centro del paese di Cabras al villaggio di San Salvatore.
00:47Sabato 5, dopo la messa all'alba, i scurridoris daranno il via al rito con una processione dalla chiesa di
00:54Santa Maria fino alle porte del paese per poi proseguire nella corsa lungo le sponde dello stagno, sull'asfalto e
01:02sulla strada sterrata fino alla chiesetta di San Salvatore.
01:06Dopo i festeggiamenti nel borgo, domenica 6 settembre, il rito si ripeterà, ma al tramonto e lungo il percorso inverso,
01:14i scurridoris riporteranno il simulacro del santo a Cabras.
01:18Gli scalzi sono divisi in 14 gruppi, ciascuno composto da 14 mudas di 3-5 persone, un richiamo diretto alle
01:2714 stazioni della via Crucis.
01:34Ciascun corridore partecipa spinto da una motivazione intima e personale, alcuni corrono per una promessa, altri per una grazia ricevuta,
01:43ma altri per custodire e tramandare una tradizione di generazione in generazione.

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