00:06Benvenuti a 16 noni con noi Cosimo Alemà, Gaia Messerklinger e Dario Aita. La serie di oggi è
00:13Memorie. Una frana sconvolge il piccolo paese montano di Vallata dove alcuni abitanti perdono
00:19improvvisamente sei anni di ricordi e il borgo viene isolato dal resto del mondo. Il fotoreporter
00:25Matteo e la dottoressa Alma cercano di capire cosa sia accaduto ma le visioni inquietanti che
00:32cominciano ad affiorare rivelano che dietro l'amnesia si nasconde un mistero molto più
00:38oscuro legato al passato della comunità. Come suggerisce il titolo della serie l'argomento
00:43focale è la memoria. In un'epoca orientata al futuro qual è il vero valore della memoria?
00:49Il vero valore della memoria? Allora per me che vivo molto proiettato nel presente in realtà
00:56è un valore che ha senso e significa soprattutto quando devo pensare a chi sono e questo credo
01:05possa valere per tutti. È molto importante invece il valore che la memoria ha per esempio
01:11per un paese, infatti questo è il racconto di una comunità e quindi il fatto che questa
01:16comunità perda la memoria degli ultimi sei anni fa sì che ognuno di noi, ogni spettatore
01:25spero e credo si farà delle domande. Che cosa succederebbe veramente a me se succedesse
01:29questa cosa? E allo stesso tempo il modo che i nostri due protagonisti trovano per indagare,
01:37per risolvere questo mistero che sta alla base della serie è proprio quello di andare a scavare
01:42in una memoria collettiva del paese, una memoria collettiva del paese che di fatto è stata
01:50annientata in qualche maniera. Quindi la cosa molto interessante di Memorie è che è una serie
01:56che di fatto parla della cancel culture, che di fatto non solo è un argomento importantissimo,
02:02è attualissimo, urgente, è necessario di cui parlare in questo momento, visto come stanno
02:07andando alle cose, è un po' perché il racconto di una piccola comunità è anche un po' il nostro
02:12racconto. Quello che suggerisce questa serie è di leggere il concetto di memoria in parallelo
02:18a quello di comunità, il fatto che comunque viviamo in una società che ci spinge ad essere
02:23sempre più soli, ad un individualismo abbastanza sfrenato, invece il fatto di ritrovarsi intorno
02:28ad un patrimonio condiviso crea uno spazio comune di dialogo, di confronto, di condivisione
02:35ed è anche quello che raccontiamo nella nostra storia, cioè un individuo che si interroga
02:41sul proprio passato, sulla propria memoria e lo fa insieme alla propria comunità crea
02:46proprio questo legame ed è secondo me un aspetto molto interessante.
02:50Alle volte però credo che la serie ci suggerisca anche che la memoria può essere un tranello,
02:58nel quale cadiamo, il tranello di farci credere che siamo quella cosa e non possiamo essere
03:05altrimenti, solo che quando quella cosa che siamo si identifica con un dolore immenso,
03:11con un trauma grande, diventa un limite per noi, quindi emanciparsi dalla memoria per poter
03:16essere qualcosa di nuovo è una grande occasione, a qualche abitante di Vallata viene data questa
03:21occasione.
03:21Cosimo, condividere la regia richiede una sintonia rara, come vi siete divisi i compiti sul set,
03:27come è stato lavorare in coppia, quanto è diverso rispetto ad una regia unica?
03:32È una cosa a cui noi registi di serialità siamo abituati da sempre, perché ovviamente
03:38girare una serie presuppone proprio tecnicamente riprese molto prolungate nel tempo e quindi
03:45molto spesso nelle serie più registi si spartiscono.
03:50Quindi questo solo per dire che è una cosa a cui siamo abituati, in qualche maniera a questa
03:56cosa si ovvia con un lavoro di preparazione condiviso molto importante in cui a un certo
04:03punto si scelgono le modalità e gli stilemi di come mettere in scena, di come raccontare,
04:12poi la cosa principale è quella di scegliere il cast che poi interpreterà la storia, quindi
04:19come dire, è un processo che sembra più difficile a dirsi che a farsi.
04:23Per Gaia e Dario, quanto vi siete dovuti allontanare dalla vostra comfort zone emotiva
04:28per abbracciare la freddezza o l'angoscia richiesta dall'opera?
04:33Cosa vi ha affascinato dei vostri personaggi e della serie in generale?
04:37Io cerco sempre di allontanarmi dalla mia vita emotiva, ogni volta che devo interpretare
04:42un personaggio è in realtà un po' un elastico, un po' cerco di allontanarmi molto da quello
04:47che sono e un po' ovviamente cerco di trovare dei punti di contatto per a livello empatico
04:52comprendere il vissuto della persona che devo andare a interpretare.
04:57in questo caso la cosa interessante è il lavoro un po' diverso su una storia di questo tipo
05:04che appunto è in continua evoluzione, non è stato tanto lavorare su una make story
05:11che comunque ovviamente c'è, ma sul momento, sul qui e ora, su quello che accadeva giorno dopo giorno,
05:19ora dopo ora, scena dopo scena e quindi lavorare appunto stando all'interno delle circostanze
05:27molto particolari, quello è stato molto stimolante.
05:30C'è un tema del mio personaggio che mi riguarda molto e che mi si ripropone ogni tanto nelle mie
05:37fantasie
05:39e cioè cosa faresti se le persone a te care fossero minacciate, che tipo di risposta riusciresti a dare.
05:48Quindi ci sono due anime in me, quella del pacifista a oltranza che mi seduce,
05:54quella un po' spiritualista cristiana che dice porgi l'altra guancia
05:59e l'altra invece un po' più partigiana, quella che crede che in fondo c'è un momento in cui
06:04non si può non imbracciare un'arma.
06:06Ecco, queste due anime in me convivono e lottano quasi quotidianamente
06:12e credo anche in Matteo.
06:16E affrontare questo personaggio in qualche modo è stata un'ulteriore occasione per riflettere su questa dualità che avevo.
06:28Chiudiamo con se doveste descrivere memorie con un solo termine, quale scegliereste?
06:34Avvincente.
06:34Ma sono sul sicuro.
06:37Misterioso, anch'io.
06:39Gioco facile, vai.
06:44Io dico invece spiazzante.
06:46Grazie mille.
06:47Grazie.