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  • 6 ore fa
Roma, 23 ott. (askanews) - "È indispensabile dal mio punto di vista che gli uomini inizino anche loro un percorso per dare una mano a equilibrare quella parità che non c'è".Così Gino Cecchettin, il padre di Giulia Cecchettin, vittima di femminicidio, parlando del ruolo degli uomini nel contrasto alla violenza di genere alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, ospite della Fondazione Una Nessuna Centomila, con la presidente Giulia Minoli e la vicepresidente Lella Palladino, in occasione della presentazione del film "Se domani non torno", ispirato alla storia di sua figlia, alla Festa del Cinema di Roma, con la regista Paola Randi."Bisogna prendere una posizione. Non esiste una posizione neutrale. Questo non significa condannare gli uomini in quanto uomini, ma mettere in discussione il maschilismo tossico che nuoce agli uomini stessi" ha detto."Il modello del maschio alfa, dell'uomo che non deve chiedere mai fa male anche a se stesso, perché arriva un momento in cui non sai gestire le emozioni, hai bisogno di aiuto e non puoi farlo perché sei l'uomo che non può chiedere..."."Non bisogna tirarsi indietro davanti a un problema sociale - ha affermato Cecchettin - serve un po' di coscienza e conoscere quelle emozioni che spesso ci fanno vivere a metà... a cominciare dal pianto. Serve capire che quel maschilismo tossico fa male alle donne vittime di violenza" ma "riconoscere che questo modello ferisce anche gli uomini" è, per Cecchettin, "la chiave per coinvolgere i maschi".

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00:00Una donna che subisce una violenza e un uomo che la commette bisogna prendere una posizione
00:06e non esiste una posizione neutrale.
00:09Il che non significa condannare gli uomini quanto uomini, ma condannare un maschilismo
00:16tossico che nuose anche gli uomini stessi, perché poi quel modo di essere uomo che abbiamo
00:23sempre considerato il normale, il modello del maschio dominante, del maschio alfa, dell'uomo
00:32che non deve chiedere mai, fa male anche a se stesso, perché arriva un momento della vita
00:40in cui non sai gestire le emozioni, hai bisogno di aiuto e quindi non puoi farlo perché tu
00:48sei l'uomo che non può chiedere.
00:50Quindi ci sono tanti motivi, il primo è non tirarsi indietro di fronte ad un problema
00:56sociale, questo serve un po' di coscienza, e poi per conoscere quelle emozioni che spesso
01:05non ci fanno vivere a metà, quante volte un uomo viene detto non piangere, eppure nel
01:13pianto si esprimono delle emozioni, assieme a quella, quante altre emozioni ci sono che
01:18a noi uomini è vietato vivere, questo serve da un lato capire che quel maschilismo tossico
01:27lì ovviamente fa male alle donne vittime di violenza, ma fa male anche ai maschi, questa
01:33secondo me è la chiave per coinvolgere anche i maschi.

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