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  • 1 giorno fa
Un reparto ospedaliero ha bisogno di consegnare con urgenza un campione biologico ai colleghi di un altro padiglione, oppure di un altro presidio? È un drone ad alzarsi in volo sopra i tetti dell'ospedale Niguarda per effettuare la consegna in pochi minuti. Il Niguarda ha avviato una sperimentazione con i droni per il trasporto di materiale leggero, in collaborazione con i partner tecnologici Impianti Spa e STRADAai. Avviata durante i Giochi, «ora si è trasformata in un'eredità virtuosa che permetterà di rivoluzionare il trasporto di materiale sanitario leggero nel prossimo futuro» spiega Alberto Zoli, commissario straordinario di Niguarda, che è il primo ospedale pubblico a testare il sistema, evidenziano dall'Asst. La tecnologia ha già permesso di azzerare le distanze in molti processi dell'assistenza sanitaria: un esempio sono i servizi di telemedicina e tele-refertazione. Quello che finora sembrava impossibile ridurre era il tempo impiegato per il trasporto di materiale leggero: provette per le analisi, campioni di tessuto biologico da studiare, la consegna urgente di farmaci o di materiali sanitari critici. «In una città molto trafficata, oppure in zone impervie come possono essere quelle di montagna  il fattore tempo può compromettere la rapidità di una diagnosi o il reperimento di un farmaco salvavita. La soluzione è stata organizzare il trasporto leggero con dei droni, sviluppandolo per aumentarne la rapidità, ma anche per ridurre i rischi del trasporto su strada, rafforzando allo stesso tempo la continuità dei servizi assistenziali. Una strategia che si affianca a quello che Niguarda ha già messo in campo con la posta pneumatica e con la movimentazione leggera su binari interni». Ma come funziona il progetto? Niguarda lo racconta con un esempio. Un reparto ospedaliero ha bisogno di consegnare con urgenza un campione biologico. Per questo chiama il «Command Center» una centrale operativa interna che ha il coordinamento completo e in tempo reale delle emergenze, dei flussi di pazienti e dei percorsi all'interno della struttura. Il Command Center attiva subito il trasporto con il drone: il personale prepara il campione da trasportare e lo affida al collega incaricato per alloggiarlo sul velivolo. Il drone, a guida remota, viene attivato e controllato da piloti professionisti che seguono ogni passaggio dallo stesso Command Center attraverso la modalità Bvlos (Beyond Visual Line of Sight, ovvero `oltre la linea di vista´): una volta che il drone è arrivato a destinazione, il campione biologico può essere subito prelevato e utilizzato nel reparto a cui era destinato. Per l'intero percorso, dalla chiamata alla consegna, sono necessari solo pochi minuti. «La sperimentazione andrà avanti nei prossimi mesi, grazie alla preziosa collaborazione di Enac, in modo da migliorare sempre più tutte le componenti del percorso. L'obiettivo è ampliare la sfera di azione del drone per rendere il trasporto leggero una realtà anche nei territori di montagna. Contiamo di avere i primi risultati concreti già a metà del 2027», conclude Zoli.

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