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  • 1 giorno fa
La sconfitta di ieri a Genova, umiliante per la rapidità con la quale è maturata e la lunga impotenza dei tentativi di rimediare, segna il momento più basso nel rapporto fra la Juventus e Luciano Spalletti. Forse, quello definitivo. È passato ormai un anno - 38 partite di campionato esatte - dal giorno in cui l’ex tecnico della Nazionale subentrò a Igor Tudor, e il bilancio di 68 punti certifica che la Juve in questi dodici mesi non è migliorata in niente, sempre afflitta dalla crisi tecnica e di personalità seguita alla straordinaria serie dei 9 scudetti consecutivi. È possibile che il ritmo infernale di partite da qui alla pausa preservi Spalletti dall’esonero immediato, concedendogli per esempio un’altra chance sabato contro un Napoli che sta molto meglio. A Monza ha vinto bene, ma già contro la Roma per larghi tratti s’era vista una squadra rilanciata dal rientro di McTominay e dalla chiarezza finalmente stabilita da Allegri sul ruolo di De Bruyne. Oggi Juve e Napoli sono appaiate a quota 14, undici punti sotto le battistrada Inter e Lazio ma anche sei sotto il Como quarto, ormai il loro vero target. Ed è da dimostrare che alla Juve sarà Spalletti a inseguirlo.

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Trascrizione
00:05La sconfitta di ieri a Genova, umiliante per la rapidità con la quale è maturata e la lunga
00:12impotenza dei tentativi di rimediare, segna il momento più basso nel rapporto fra la Juventus
00:19e Luciano Spalletti, forse quello definitivo. È passato ormai un anno, 38 partite di campionato
00:26esatte dal giorno in cui l'ex tecnico della Nazionale subentrò a Igor Tudor e il bilancio
00:32di 68 punti certifica che la Juve, in questi 12 mesi, non è migliorata in niente, sempre
00:39afflita dalla crisi tecnica e di personalità seguita alla straordinaria serie dei nove scudetti
00:45consecutivi. È possibile che il ritmo infernale di partite da qui alla pausa preservi Spalletti
00:51dall'esonore immediato, concedendogli per esempio un'altra chance sabato contro un Napoli
00:57che sta molto meglio. La Monza ha vinto bene, ma già contro la Roma per larghi tratti si era
01:02vista una squadra rilanciata dal rientro di McTominay e dalla chiarezza finalmente stabilita
01:08da Allegri sul ruolo di De Bruyne. Oggi Juve e Napoli sono appaiate a quota 14, 11 punti sotto
01:16le battistrada Inter e Lazio, ma anche 6 sotto il Como Quarto, ormai il loro vero target.
01:23Ed è da dimostrare che alla Juve sarà Spalletti in seguida. Per il resto la nonna giornata segna
01:30un nuovo scatto di Roma su Milano, 46 punti contro 43 dopo le vittorie di Roma-Lazio e Inter,
01:36la prima sconfitta del Milan in campionato per mano del Bologna. Nell'altra classifica è questo
01:41il risultato forte del turno infrasettimanale, perché interrompe una crescita che magari
01:47non era impetuosa, ma percepibile sì e toglie al derby di sabato l'interesse immediato di
01:54classifica. Si era già detto che il tratto di strada dalla prima alla seconda pausa nazionali
01:59era il più affollato della stagione, con 9 partite per le squadre che giocano le coppe
02:05in 28 giorni. Una gara ogni 3 è un ritmo che chiama in causa le rose molto più che
02:11le formazioni, perché l'usura di estati passati in tournée in giro per il mondo si fa sentire
02:17già a ottobre. La quantità di infortunati è aberrante. Ce li hanno tutti, per carità,
02:23ma non tutti possiedono la panchina lunga e in certi reparti un singolo giocatore fa tutta
02:29la differenza del mondo. Per quanto il meno pagato, Mario Ghila è stato l'acquisto dell'anno
02:34per il Milan. Un difensore energico sull'uomo, ma capace allo stesso tempo di disciplinare
02:40i movimenti dei colleghi. Senza di lui Amorim non trova un'altra guida e così lo scatenato
02:46Mbangulà può banchettare nell'area di rigore rossonera con la prima tripletta della
02:52sua carriera. Il Bologna è una buona squadra, che palladino, il migliore fra i tecnici che
02:58stavano aspettando un ingaggio, ha rimesso in sesto. Ha giocato sulla stanchezza del Milan,
03:04a un certo punto evidente, e ha goduto anche di un azzardo tattico di Amorim, quello di
03:11spostare Sissé sulla fascia per aggiungere Pulisic a Gonzalo Ramos al centro. Ma allontanare
03:18dalla porta un ragazzo che aveva appena segnato due gol non è stata la più astuta dell'iniziatore.
03:25E' stata deludente anche la prestazione dell'altra gamba del Nel, l'Inter, che pure
03:31a Venezia ha vinto al tramonto del match, ma usando la fortuna assai più della tecnica.
03:38L'autogol che ha sbloccato il match è stata una comica, quello che l'ha chiuso subito
03:43dopo una conseguenza. Prima il contropiede puro del Venezia aveva sfiorato il gol almeno
03:49tre volte, ben di più di un attacco nero-azzurro mai così orfano di Lautaro Martinez. Durami
03:56in particolare, formidabile domenica contro la Fiorentina, è sembrato esausto. Ma in
04:02generale il deficit di energie era palese in tutti. Ed è ovvio che in queste condizioni
04:07i tre punti siano il portato più prezioso del turno. Perché la Lazio sarà anche iscritta
04:13a un altro campionato, come Gattuso non smette di ricordare. Ma anche giocare una partita
04:19alla settimana vuol dire fare un altro campionato. Specie in questo periodo. E' poi vero che pure
04:25la Roma e il Como hanno praticato, volenti o nolenti, un largo turno. Però, pur vincendo
04:31anche loro nel finale, l'hanno fatto in modo più rotondo e convincente. E dunque la
04:37corsa è aperta.

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