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Milano, 29 ott. (askanews) - Roberta Marcenaro Lyon, imprenditrice e fondatrice di The House, piattaforma nata per collegare l'industria italiana a quella americana, guarda alle midterm con pragmatismo. Per lei, il risultato elettorale conta meno degli effetti di fondo sulla cooperazione economica tra i due Paesi. "Ci possiamo aspettare tutto, ma - dice - credo che la cosa peggiore potrebbe essere una sorta di stallo. Quindi questo èlegato anche a un eventuale impeachment della votazione. Poco ci deve interessare se la Camera diventerà rossa o blu. Io sono sempre per l'industria, per i piani industriali, quelli che devono andare a dieci, venti, trent'anni, quindi veramente la politica è transitoria e per quanto sia importante la relazione, per quanto sia importante l'amicizia Italia-Stati Uniti, credo che occorre stare focalizzati su quali siano le strategie di avanzamento per un futuro di legacy e di longevity per l'industria italiana".Marcenaro a Washington DC è alla guida di IMARK, società da lei stessa fondata nel 2008 per sostenere le imprese italiane ed europee interessate a investire negli USA. Al centro del suo ragionamento ci sono i dazi, percepiti come una pressione concreta sulle imprese. "Il sentimento è molto focalizzato sulla politica dei dazi, credo - aggiunge - che poi la politica ideologica ci sia, a mio avviso debba contare sempre di meno. I dazi sono assolutamente uno strumento, andato ad impattare sui margini aziendali, quindi è lì che si tocca veramente l'imprenditore. Questa settimana ero in Texas, c'era già il pre-voting, c'erano quelli con le bandierine blu e rosse. Tutto è focalizzato a creare un sentimento anche sul cittadino, su quello che è colui che vive la realtà più o meno vicina da quella che è Washington. Io credo ad oggi che servano degli strumenti veramente vicini all'industria italiana, che siano poi di raccordo alla politica, alle istituzioni, alla diplomazia, anche all'intelligenza legata alla scienza".La soluzione sono "accordi industriali di joint venture, partnership strategiche per un'America, per un'Italia vicine". Marcenaro individua nella tecnologia il grande spartiacque del prossimo decennio, con l'America in posizione dominante e l'Europa che rischia di restare molto indietro. "L'America crescerà del 4,4% a seguire l'India, l'Europa purtroppo è fuori, l'Italia ne viene di conseguenza: sarà un bellissimo museo dove tutti verremo sempre di più. Abbiamo visto i bellissimi dati sul turismo, ma purtroppo siamo fuori da questi giochi. Vivremo noi come human being in un grandissimo momento storico, un'accelerazione che porterà, come sappiamo, anche ad impatti negativi, sui blue collar, su la risorsa umana mediocre e quindi davvero arriverà una robotica, una sofisticazione della super intelligence che rivoluzionerà i mercati. L'America la fa da padrone in questo senso, quindi dov'è che l'Italia deve giocarsi la carta? Se la deve giocare su tutto quello che è l'indotto, su tutto quello che è la capacità del grande ingegno italiano di creare prodotti, non tanto su l'end products, ma quanto su quella vivacità, ripeto, di soluzione che solo l'italiano è capace di dare". La risposta, per Marcenaro, è anche The House: uno strumento operativo che unisce difesa, aerospazio, energia, infrastrutture, scienze della vita ed educazione. Con sede a Washington, a pochi passi dalla Casa Bianca, e attività itineranti a Milano, la piattaforma punta a costruire partnership durature e a intercettare opportunità industriali che l'Italia, altrimenti, rischia di perdere.Intervista di Cristina GiulianoMontaggio di Gualtiero BenatelliImmagini askanews (in studio), archivio

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00:00Roberta Marcenaro Lion, imprenditrice e fondatrice di The House, piattaforma nata per collegare l'industria italiana a quella americana, guarda
00:10alle mid-term con pragmatismo.
00:13Per lei il risultato elettorale conta meno degli effetti di fondo sulla cooperazione economica tra i due paesi.
00:20Ci possiamo aspettare tutto, ma credo che la cosa peggiore potrebbe essere proprio quella di una sorta di stallo, quindi
00:30questo legato anche a un eventuale impeachment della votazione, poco ci deve interessare se la camera diventerà rosso o blu.
00:39Io sono sempre per l'industria, per i piani industriali, quelli che devono andare a 10, 20, 30 anni, quindi
00:47veramente la politica è transitoria e per quanto sia importante la relazione, per quanto sia importante l'amicizia Italia-Stati
00:56Uniti,
00:57credo che, ripeto, occorre stare focalizzati su quali siano le strategie di avanzamento per un futuro di legacy e di
01:08longevity per l'industria italiana.
01:10Marcenaro a Washington DC è alla guida di Imark, società dalle stesse fondata nel 2008 per sostenere le imprese italiane
01:17ed europee interessate a investire negli USA.
01:21Al centro del suo ragionamento ci sono i Dazi percepiti come una pressione concreta sulle imprese.
01:29Il sentimento è molto focalizzato sulla politica dei Dazi, credo che poi la politica ideologica ci sia, a mio avviso
01:40debba contare sempre di meno.
01:41I Dazi sono assolutamente uno strumento che sono andati ad impattare quella che sono appunto i margini aziendali, quindi è
01:48lì che si tocca veramente nell'avvere dell'imprenditore.
01:51Questa settimana ero proprio in Texas, quindi c'erano già il pre-voting e c'erano quelli con le bandierine
01:58blu e rossi.
01:59Tutto è focalizzato a creare un sentimento anche poi sul cittadino, su quello che è colui che vive la realtà
02:08più o meno vicina da quella che è Washington.
02:10Io credo ad oggi che servano degli strumenti veramente vicini all'industria italiana che siano poi di raccordo alla politica,
02:20alle istituzioni, alla diplomazia, anche all'intelligenza legata alla scienza.
02:25La soluzione sono accordi industriali di joint venture, partnership strategiche per un'America, per un'Italia vicine.
02:34Marcenaro individua nella tecnologia il grande spartiacque del prossimo decennio, con l'America in posizione dominante e l'Europa che
02:43rischia di restare molto indietro.
02:45L'America crescerà del 4,4% a seguire l'India, l'Europa purtroppo è fuori, l'Italia ne viene
02:52di con sé, sarà un bellissimo museo dove tutti verremo sempre di più.
02:57Abbiamo visto i bellissimi dati sul turismo, ma purtroppo siamo fuori da questi giochi.
03:02Vivremo noi come human being in un grandissimo momento storico, un'accelerazione che porterà, come sappiamo, anche a degli impatti
03:12negativi,
03:13quindi sui blue collar, sulla risorsa umana mediocre e quindi davvero arriverà una robotica, una sofisticazione della super intelligence che
03:26rivoluzionerà i mercati.
03:28L'America la fa da padrone in questo senso.
03:30Quindi dov'è che l'Italia deve giocarsi la carta?
03:33Se la deve giocare su tutto quello che è l'indotto, su tutto quello che è la capacità del grande
03:39ingenio italiano di creare prodotti,
03:41non tanto su land, diciamo, products, ma quanto su quella vivacità, ripeto, di soluzione che solo l'italiano è capace
03:51a dare.
03:52La risposta per Marcenaro è anche di House, uno strumento operativo che unisce difesa, aerospazio, energie, infrastrutture, scienze della vita
04:01ed educazione.
04:02Con sede a Washington DC, a pochi passi dalla Casa Bianca e attività itineranti a Milano,
04:09la piattaforma punta a costruire partnership, durature e a intercettare opportunità industriali che l'Italia altrimenti rischia di perdere.

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