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  • 5 ore fa
“Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra.”, opera prima di Pierluca Di Pasquale porta al cinema l'omonima graphic novel di Ratigher.
Ecco la nostra intervista a Anita Serafini che nel film interpreta Castracani, una delle due protagoniste. Il film è stato presentato a Alice nella città e al Lucca Comics and Games 2026.

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Trascrizione
00:00Motta e Castracani sono due ragazze diversissime, ma allo stesso tempo sono molto amiche, trovano
00:07un linguaggio comune per avere una relazione così onesta, così pura.
00:14Secondo te che cosa le tiene insieme?
00:18Ma ci sono tantissime cose che secondo me le tengono insieme.
00:21Prima di tutto sicuramente è proprio un amore, un linguaggio primordiale che loro hanno trovato.
00:30Quello che dico sempre io, che in realtà ci stiamo dicendo spesso io e Sara, è che comunque
00:36l'amicizia è un po' come la relazione d'amore, cioè tu devi trovare la tua persona, quella
00:41persona che ti sa vedere, che ti capisce e loro si sono trovate, nonostante siano completamente
00:46diversi, hanno trovato questo linguaggio magnifico di amore che viene poi espresso attraverso
00:51la medicina, che viene espresso in tantissimi modi e quindi sì, penso che questo sia sicuramente
00:57ciò che le lega, prima di tutto, un grande amore.
01:03Tu hai dato vita a un personaggio che esisteva prima nel fumetto e poi nella sceneggiatura,
01:10quindi avevi tantissimo, avevi un sentiero ben tracciato. Come hai camminato su questo
01:18sentiero? Chiaramente senza dimenticare il fatto che sei un interprete tu per prima e
01:22quindi hai dovuto trovare la tua castragania all'interno di quella del film.
01:27Beh, è proprio bello quello che hai detto, nel senso che è proprio il fatto che fosse
01:30già, tra virgolette, possiamo dire spianata la strada, perché comunque è un personaggio
01:37che è chiaro, esiste, è chiaro, in realtà paradossalmente è stato più difficile, perché
01:42chiaramente da attori è sempre una responsabilità in più quella che ti prendi, cioè una responsabilità
01:49in più quella di dover interpretare qualcosa di già chiaro e preciso. La mia paura più
01:57grande era di non restituire l'essenza dei castragani, infatti poi ero molto preoccupata
02:04del giudizio, tra virgolette, di quello che pensava Francesco Radiger, il mio obiettivo
02:10era quello, poi chiaramente oltre a quello anche proprio di dimostrare al pubblico la
02:15mia castragani ed ero speranzosa che il pubblico insomma ritrovasse la castragani del fumetto
02:22anche nella mia castragani. Poi Francesco è felicissimo, Francesco mi ha sempre detto
02:27che è stato felicissimo e sicuramente è un po' diversa, perché sicuramente ci ho messo
02:33del mio, però è stato anche molto particolare come percorso perché comunque castragani è
02:38totalmente diversa da me, quindi è stato proprio interessante per me cercare di entrare
02:44nel mondo di castragani, nella sua essenza, nel suo carattere e ho fatto proprio uno studio
02:48del personaggio per la prima volta nella mia vita, cioè io camminavo come lei, stavo dritta,
02:54ero spavalda, avevo nuovi modi di parlare, nuovi tic facciali, quindi è stata proprio un'esperienza
03:02particolare e chiaramente anche grazie a Pierluca, grazie a Francesco, grazie a Sara, la mia compagna
03:08di viaggio che insomma senza di lei lo dico sempre non sarebbe stato lo stesso, devo ringraziare
03:12tutti loro però perché è stata proprio una cosa che abbiamo fatto come proprio come gruppo,
03:17come una cosa collettiva, quindi io sono fiera del mio lavoro, spero anche il pubblico.

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