00:00C'è l'Italia che guida i taxi e quella che lavora la terra, c'è chi consegna il cibo
00:04a domicilio contro le avversità meteorologiche e chi muove le merci nei magazzini.
00:08Questa mattina, Piazza dei Cinquecento, si è trasformata in un mosaico di vertenze diverse, confluite nell'unico grande fiume dello
00:16sciopero generale dell'USB.
00:17Siamo qui perché le tariffe non bastano più a coprire i costi e si favoriscono le multinazionali, raccontano i tassisti,
00:23marciati in corteo per difendere il servizio pubblico.
00:26Per i lavoratori e non lasciarli al loro destino e abbandaggiare le multinazionali o comunque solamente servizi privati.
00:34Accanto a loro gli agricoltori tornati a farsi sentire per denunciare le crisi di settore ed Italia le produzioni locali.
00:40Io non vedo una cosa normale che un chilo di grano a noi ci viene pagato 20 centesimi quando trovi
00:47il pane a 4 euro al supermercato.
00:49A noi agricoltori le nostre produzioni ce le pagano a un prezzo troppo basso rispetto alle spese che abbiamo.
00:58E poi ci sono loro, i rider, precettati nei diritti prima ancora che dallo Stato, in lotta per una paga
01:04oraria dignitosa e contro il caporalato digitale.
01:07Non ci sentiamo più rappresentati dai sindacati confederati e per questo oggi siamo qui.
01:12Voci che si sono fatte coro sfidando in una Roma blindata dalle forze dell'ordine ed infiammata dal braccio di
01:20ferro politico con il ministro Salvini sulla precettazione.
01:23Una misura che non ha fermato la base.
01:26Dal corteo partito da Termini fino ai fori imperiali al Colosseo la risposta è stata una disobbedienza corale.
01:32Partite IVA, lavoratori dipendenti, autonomi e digitali, categorie storicamente distanti che oggi, sotto le bandiere dell'USB, hanno scelto di
01:40condividere lo stesso megafono, trasformando la capitale nella capitale del dissenso sociale.
01:46Questo è il vero futuro di questo paese!