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CortometraggiTrascrizione
00:03Benvenuti da Claudio Brachino a questa nuova puntata di Primo Piano Europa che eccezionalmente
00:09può accadere ogni tanto registriamo in Italia, non negli studi del Parlamento europeo dove
00:15torneremo nel prossimo mese di novembre, siamo negli studi di Milano e Digital Press, ma
00:20il format rimane lo stesso, il racconto rimane lo stesso, la linea editoriale rimane la stessa,
00:26ovvero raccontare al pubblico italiano e anche ai media, perché questo è un format del
00:31multimediale di un'agenzia di stampa, quindi si rivolge anche ai colleghi oltre che ai
00:35cittadini, raccontare l'Europa, come funziona l'Europa, come funziona l'istituzione europea
00:40e quanto è importante l'Europa anche per la vita dei singoli cittadini dei paesi che compongono
00:46l'Unione europea. Come sapete abbiamo molte interviste, tutte in una sorta di parcondicio
00:51culturale non giuridica e la prima intervista di oggi ai nostri studi di Milano è a Pierfrancesco
00:57Maran, eurodeputato del Partito Democratico. Benvenuto.
01:00Grazie.
01:01Allora, cominciamo con lei e cominciamo subito parlando di un tema che affrontiamo spessissimo
01:06nel dibattito pubblico, non solo in Europa ma anche in Italia, c'è che il Green Deal,
01:12quello che noi chiamiamo poi transizione energetica, se dovessi usare un'immagine hegeliana, il
01:17dover essere di alcune norme che servono per tutelare il pianeta e per tutelare ovviamente
01:23insomma anche le nuove forme di economia. È stato raggiunto un accordo per rivedere
01:29il target sul mondo dell'automotive, stiamo andando nella giusta direzione? Lo dico per
01:34il pubblico perché ogni volta voglia di Green Deal?
01:36Sì.
01:37Quasi nessuno è d'accordo, sono tutti d'accordo che si deve fare ma nessuno è d'accordo
01:41su come farlo. Allora lei nella posizione politica anche del suo partito in Europa, della famiglia
01:46che poi vi raccoglie, come giudicate questo accordo?
01:51Speriamo che si vada nella giusta direzione, io qualche perplessità ce l'ho in generale
01:57nel senso che noi stiamo parlando di ridurre l'inquinamento, benissimo il riscaldamento
02:04del pianeta ma stiamo parlando anche di crescita economica, le due cose non devono essere separate
02:09e se guardiamo l'inquinamento chiaramente l'accordo che toglie il divieto di non produrre
02:16più auto non elettriche dopo il 2035 eccetera è peggiorativo. La domanda che mi faccio è
02:22se questo cambia radicalmente il quadro per le imprese dell'automobile europea.
02:28Io su questo ho un po' di dubbi, perché non penso che la crisi delle automobili europee
02:34nascesse dal Green Deal, noi siamo italiani, la Fiat era in crisi da molto prima del Green
02:40Deal, non è che il Green Deal gli ha fatto niente, anzi quella norma sull'elettrico è
02:44nata dal fatto che erano le compagnie automobilistiche che pensavano che grazie a quella norma avrebbero
02:49venduto un sacco di auto in Cina, il risultato invece è che sono i cinesi che vendono le auto
02:53da noi. Allora io non so, spero che ci aiutino, ma non so se queste norme faranno sì che le
03:00nostre auto diventano improvvisamente di nuovo competitive e se il problema era questo o che
03:06oggi i cinesi vanno un po' più forti. Mi sembrano più importanti altre cose che stiamo
03:11facendo su questo fronte e in particolare per la prima volta si parla di preferenza europea
03:17negli acquisti e nella costruzione quindi, questa è una cosa tabù perché non si poteva dire
03:22nulla, c'era la globalizzazione, il WTO, invece adesso si può immaginare che esiste
03:26una preferenza europea, che un'auto per essere definita made in Europe deve avere una quota
03:31rilevante della sua realizzazione in Europa. Io questa la reputo molto più importante anche
03:38se non ne parliamo perché quando guardiamo…
03:40E per questo, per dare notizia, ci sono anche agenzia iscritta ancora.
03:43Perché quando guardiamo le auto che fa Stellantis, le auto che fa Volkswagen e che le definiamo
03:49europee perché il marchio è europeo, ma poi sono fatti in Europa o sono fatti in
03:53Nord Africa, in Europa o nei Balcani fuori dall'Unione Europea o addirittura in Cina
03:58o in India o in Sud America. Allora dire che è un'auto per essere definita europea e
04:03quindi ad accedere anche a un po' di agevolazioni fiscali che danno gli Stati nazionali, deve
04:07essere fatta in Europa? Per quello forse può salvaguardare quelle aziende, quei lavoratori
04:14che oggi sono in grande difficoltà e non lo sono per le regole ambientali, lo sono
04:19perché poi rischio che la competizione sia sul prezzo.
04:23Quindi sostanzialmente, se posso tradurre giornalisticamente, questa revisione che è stata fatta del Green
04:29Deal in funzione dell'industria dell'automotive serve in qualche modo a ridurre alcune distanze,
04:34a rimettere in piedi delle norme che possono favorire questo mercato senza quegli steccati
04:38ideologici che diceva lei prima.
04:40Sì, io credo che bisogna sempre, l'ideologia a volte è troppo green, a volte anche dire
04:44che non va bene il green è ideologico uguale, io perché penso che il futuro in generale
04:50sarà l'elettrificazione, vale per la mobilità, vale per gli edifici, vale per l'industria,
04:56anche perché poi dopo, una volta che è elettrificato, puoi lavorare su varie fonti energetiche
05:02e in Europa noi gas e petrolio non ce l'abbiamo, però le rinnovabili, il sole, il vento, il geotermico,
05:12l'idroelettrico, potenzialmente il nucleare per chi ce l'ha già o per altri, quelle li possiamo fare.
05:17Allora, la strategia dell'Europa è anche questa qui, oggi noi sul gas non ci possiamo fidare
05:25delle forniture, è andata con la Russia in questo modo, tagli la Russia però ti arriva
05:30ad altri paesi che sono instabili per varie ragioni, ti arriva la crisi di Ormuz, allora
05:36dobbiamo, il Green Deal per me è anche come facciamo ad essere autonomi, a produrre
05:42di più e ad essere un po' più liberi dalle influenze esterne su questo, il vantaggio è
05:48che se lo facciamo inquiniamo anche di meno che è un altro elemento positivo.
05:52Senta, le faccio un'altra domanda sul Green Deal, poi abbiamo argomento e la voglio
05:56definire sul settore manifatturiero che è così importante, lei vive a Milano quindi sarà
06:00stato eletto sicuramente in questa circoscrizione, come dico io, uno dei motivi in cui faccio
06:06questo programma, lo dico in maniera sana e può anche far checking di quello che fanno
06:10gli europarlamentari che hanno avuto la rappresentanza dei cittadini che l'hanno eletti per andare
06:14in Europa e fare un lavoro, quindi il settore manifatturiero e Green Deal come si conia, abbiamo
06:19parlato soprattutto di automotivi e poi di energia e sul settore manifatturiero?
06:24È una delle difficoltà che abbiamo, intanto perché il settore manifatturiero consuma energia
06:30tanta, in larga parte e noi viviamo in Italia dove l'energia costa parecchio, occhio non è
06:35che tutta l'Europa l'energia costa tanto, il problema è che Italia, Bologna, Bulgaria,
06:41Romania, in parte la Germania dopo l'incremento del gas hanno dei costi che sono diversi dall'altra
06:47parte d'Europa dove il mix nucleari rinnovabili la fa costare meno, questo è un problema gigantesco
06:53che però si basa sul costo dell'energia, il fatto che venga sempre additate le norme europee
06:59su questo, adesso stiamo discutendo dell'ETS, questo sistema di vendita del carbonio, a me
07:05sembra sempre una scorciatoia, guardate quando paghiamo la bolletta l'ETS è tanto così,
07:10il fatto che il gas è cresciuto a dismisura è il grosso della spesa, dobbiamo liberarci
07:16dal gas, come proviamo ad aiutarle le imprese? In quanto noi non abbiamo solamente gli strumenti
07:22per cercare di decarbonizzare l'Europa, ad oggi stiamo anche facendo finalmente degli
07:29strumenti di protezione sulla produzione, uno è la preferenza europea, l'altro è se
07:35uno produce fuori d'Europa delle cose che facciamo anche qui, ma non rispetta le norme
07:40ambientali, deve pagare una sorta di dazio ambientale che si chiama Sibam per cercare di pareggiare
07:46e non avere concorrenza sveale, su questo ci stiamo lavorando parecchio, a me ha colpito
07:50molto quando abbiamo aggiornato questo Sibam a luglio, che due anni fa tutto il mondo industriale
07:55ti diceva va male, questa roba non va fatta, quest'estate è stata una rincorsa di tutti
08:01i produttori a voler inserire il codice a teco del loro prodotto specifico dentro il
08:06Sibam per proteggerlo da un mercato esterno che costo del lavoro più basso, costo dell'energia
08:12più basso, non rispetto di norme e rischia di fare una concorrenza sleale, io credo che oggi
08:16se uno vuole proseguire sul Green Deal e io voglio proseguire, però chi investe per
08:23cambiare le cose dal punto di vista ambientale deve essere protetto rispetto a chi non lo
08:26fa e ci stiamo battendo per farlo.
08:30Allora, bilancio europeo, ne ho parlato con tanti suoi colleghi sia a Bruxelles che qui
08:35anche in altri contesti, so che il Parlamento europeo, dove lei lavora, come ripeto è composto
08:42da varie famiglie, abbiamo raccontato, poi ne possiamo raccontare tutte le volte, insomma
08:47spesso sta dibattendo con la Commissione europea che è un po' il governo, io sto cercando di
08:52spiegare un po' come funziona l'Europa perché i soldi devono essere di più e le voci devono
08:57essere diverse, perché poi lì ci sono delle contrazioni fra fondi di coesione e politiche
09:04agricole, quindi più soldi e concepiti diversamente.
09:08Come la pensa lei, come la pensa il suo partito in Europa?
09:11Allora, gli attori sono tre lì, il Parlamento che dice le cose che ha detto lei, la Commissione
09:17che cerca di organizzare una proposta su come li spendono, ma c'è un terzo soggetto che
09:21è quello che ha la cassa, che sono gli stati nazionali e che la vogliono stringere.
09:26Io credo che questo sia un problema nel momento in cui uno sa come spenderli ovviamente, però
09:31è un problema perché noi a livello europeo centralizziamo la spesa a livello europeo dell'1%
09:38rispetto agli stati nazionali. Gli Stati Uniti, altra storia, tutto quello che vuoi, ma il
09:4225% è a livello nazionale e confederale e il 75% sui 50 stati. Questo cosa comporta?
09:52Che su spese industriali strategiche lì hai concentrato risorse pubbliche per fare, qui
09:59tu riesci a fare agricoltura, coesione e pochissime altre cose.
10:03Infatti ho citato quelle due principali.
10:05Allora, alcune cose le possono fare gli stati nazionali e dovrebbero continuare a farle
10:09e meglio, ma quando parliamo di quelle che fanno la differenza oggi, se uno vuole fare
10:14l'AI, se uno si vuole occupare di satelliti, se uno vuole rivoluzionare il sistema di difesa
10:20di cui si parla tanto, l'automotive o hai una politica europea o non hai una politica,
10:27non dico l'Italia, ma neanche la Francia e la Germania riescono a farlo. Allora io sono preoccupato
10:31molto di questa deriva, cioè noi non riusciamo a mettere in comune le risorse sufficienti
10:38per un piano industriale. Questa è la vera sfida, non è un problema di un miliardo in
10:43più o un miliardo in meno, ma come noi abbiamo una politica agricola comune che fa sì che
10:48alti e bassi cose buone e negative, ma tu sai che l'Europa è in grado di sostenere un
10:54settore che è fondamentale come l'agricoltura, dovresti affiancarci la politica industriale
11:00comune. Questa è la vera sfida, questa dovrebbe aiutarci a realizzare quel fantomatico piano
11:06Draghi di cui tutti parlano, che secondo me è un piano strategico di visione, ma che
11:11ti dice che la differenza non la fai con le regole, la fai con la tua potenza di fuoco
11:16di investimenti. Noi non la stiamo mettendo in campo, questa è la cosa su cui dovremmo batterci
11:19e su cui anche il mio partito si batte. Giusto, sembra molto condivisibile. Senta,
11:25come giudica, forse la prima intervista che ho fatto in Europa, è stata proprio su questo
11:30tema, il nuovo patto europeo su migrazione e asilo. Si discute tanto, perché noi sull'immigrazione
11:41in Italia, come lei sa, facciamo un dibattito molto ideologico, poi ci rivolgiamo all'Europa
11:46come se fosse una voce che ci può aiutare a stabilire una bussola nuova. Una bussola
11:51va stabilita, perché il tema dell'immigrazione, lei lo sa, è un grande tema europeo che spesso
11:55sposta le campagne elettorali. Noi discutiamo il giorno dopo, poi parliamo di remigrazione,
12:01poi parliamo di muri, poi parliamo di integrazioni che non si sono fatte, eccetera. Allora noi
12:07guardiamo all'Europa spesso con la speranza che l'Europa dia una bussola anche ai singoli
12:11paesi su un tema così delicato. Cosa ne pensi?
12:14Si, in realtà poi spesso finisce che più che chiedere una bussola, cerchiamo qualcuno
12:19a cui dare la responsabilità delle cose, sia perché sei contro, ma io penso sempre che
12:23una delle frasi che ha fatto più male all'Europa negli anni è ce lo chiede l'Europa. Io penso
12:29che sia giusto, ma me lo chiede un altro di farlo.
12:32E poi ce lo chiede, ma non si è capito se poi uno lo fa o non lo fa.
12:35Si, però ci dobbiamo anche ricordare che l'Europa siamo noi, l'Italia è circa il 10% dell'Unione
12:40Europea, non sei da solo, sei con 27 paesi, conti nella misura in cui crei…
12:46Ecco, però questo patto è approvato a giugno.
12:48Si, noi non lo condividiamo, tanto mi sembra anche un po' rischioso per l'Italia, noi abbiamo
12:53sempre avuto questo scorciatoio come italiani, cioè alla fine da un lato pensi sempre che
12:59sei una porta dell'immigrazione ma lo fanno per andare altrove e quindi non è che l'hai
13:03mai chiusa tanto anche per questo. Questo patto ti dice un immigrato che viene trovato
13:10a Dublino piuttosto che a Berlino va riportato nel primo posto dove è entrato, quindi a casa
13:16nostra. E sarà un motivo di frizione con la Germania, con la Francia, eccetera. E secondo
13:22me non ci porta a un contesto che è quello necessario. Da un lato tu devi cercare di frenare
13:28l'immigrazione irregolare perché in Europa si deve entrare regolarmente e la porta dell'immigrazione
13:34irregolare deve essere aperta e trasparente per le persone che pensiamo che sia giusto
13:39che entrino e quindi ogni tanto tenerla chiusa forzatamente, ideologicamente fa sì che l'unica
13:45strada che ti resta è quella irregolare. Quella irregolare devi cercare di fermarla, ma
13:50se il sistema è cerco di restituire al paese dove è entrato gli immigrati, io non credo
13:57che sia giusta e secondo noi siamo quel paese, quindi io quell'accordo non lo reputo
14:01vantaggioso per l'Italia e non lo ritengo a equo e sull'Italia.
14:04Ma quali altri aspetti non le piacciono di questo accordo? Perché poi questo accordo
14:07prevede sostanzialmente anche la legittimazione degli hub extraterritoriali, prevede tante
14:13cose. Io credo che noi dovremmo cercare di avere un canale chiaro per entrare e magari
14:19anche il fatto che l'ingresso non sia il primo atto. Per esempio una cosa che valorizzerai
14:25molto è un lavoro che stanno facendo anche tante associazioni industriali, imprenditoriali,
14:30anche in Italia, perché se tu formi le persone in Africa, in Asia prima, chi arriva, conosce
14:37la lingua, ha un lavoro e un mestiere dove inserirsi in maniera corretta, gli hai dato
14:45degli elementi di educazione civica che sono fondamentali per diventare un cittadino europeo
14:51e italiano e questo ti aiuta. Quella è la strada su cui devi andare, il resto fondamentalmente
14:58si basa molto sulla capacità di accordi ad oggi per bloccare l'arrivo più che…
15:03Per definire i cosiddetti paesi sicuri, per fare dialettica insomma.
15:07più che andare a creare un contesto che è molto discutibile rispetto al cittadino
15:16che è già entrato. Io penso mandare una persona che non ha commesso reati, che è entrata
15:22clandestinamente in Europa, che quindi va gestita, ma non è un delinquente se non ha
15:28commesso reati, lo mandi magari un anno in un centro di detenzione in un paese terzo,
15:33io non credo che sia una soluzione etica, sicuramente no, ma neanche efficace. Il problema
15:39vero è il rapporto che hai con i paesi che fanno entrare i migranti, prendiamo anche il
15:43caso di quest'estate di Ceuta, nessuno crede che quella cosa sia stata spontanea, è nata
15:51per ragioni politiche e così come spesso dalla Turchia al Nord Africa, aprire o chiudere
15:58i rubinetti dell'immigrazione è stato un tipo di pressione sull'Europa. Ecco, purtroppo
16:04è quello il capitolo su cui si interviene per limitarla, non la sanzione sul singolo
16:09che entra, il singolo che entra va sanzionato se commette dei reati, lì sì con durezza,
16:15ma fuggire da una vita che non ti soddisfa non è un reato in sé.
16:22Capito. Senta, il tempo come vede scorre veloce, i temi sono tantissimi.
16:28Tocca tornare.
16:29No, tocca tornare, beh, quando vuole torniamo, abbiamo un format mensile, ma magari lo facciamo
16:33bisettimanale se è successo prossimo, e comunque sicuramente gli ospiti di singoli partiti possono
16:38tornare più volte anche attraverso varie forme. La politica estera è un grande problema
16:42per l'Europa, no? Ne discutiamo tutti i giorni, qui faccio anche un format di gioco politica
16:46con illustri ambasciatori come Segri, Massolo, opinionista come Rubinetti, insomma.
16:52Trump, di fatto, mi sembra che abbia preso una sua linea per cercare di risolvere la questione
16:57ucraina, che ci riguarda molto da vicino, e in qualche modo si è un po' quasi disfatto
17:02dell'Europa per certi versi, l'ha messo in una posizione quasi in un angolo dell'Europa,
17:06però in questo angolo giustamente, vorrei dire l'Europa, per essere chiaro, in una definizione
17:11sola, se no poi non la finiamo più, dobbiamo cercare di volentieri osi, stiamo qui fino a domani
17:15mattina. Che fa questa roba per uscire dall'angolo? E come vedete non le sto parlando delle ricadute
17:21nazionali della Francia, ma proprio d'Europa, insomma.
17:24No, il problema è che le ricadute nazionali non ci sono, cioè a nessuno oggi interessa
17:29nel mondo qual è la politica estera italiana, questo è un dramma, ma è così, ma vale anche
17:33per la Germania e in parte per la Francia che per una potenza nucleare. Allora, o entriamo
17:39nell'ottica che dobbiamo superare gli stati nazionali europei e avere una politica estera
17:44europea, oppure non ci siamo. Questo è il vero problema per cui Trump gioca in un modo,
17:51per cui Putin si è sentito libero di invadere l'Ucraina pensando che non ci fosse una reazione.
17:56Io però sono ottimista di natura e penso che le cose possono accadere, intanto per esempio
18:01Putin sbagliò i calcoli perché ci fu una reazione occidentale ed europea. Ora noi dovremmo avere
18:06la capacità e la forza di evolvere nell'ottica di fare l'Europa vera, perché se noi non creiamo
18:13quella nella nostra casa, allora sei vittima di cosa fa Trump, cosa fa Putin, cosa fa Xi Jinping
18:18e un giorno l'India.
18:20Senta, ultima domanda, l'emergenza abitativa. Io ho spiegato mille volte, anche nel formato
18:26economico che facciamo, che ciò che si decide in Europa può avere delle ricadute su di noi.
18:32Questo piano per la casa, questo regolamento proposto dalla Commissione europea, può essere
18:38utile anche per risolvere il problema da noi o no?
18:42È uno strumento, il tema della casa è lunghissimo, non entriamo nel merito, ma ha il problema
18:48che non basta un'azione per cambiare le cose. L'Europa ti offre degli strumenti, per esempio
18:58tutte le città che si sono trasformate quasi in alberghi nelle case, l'Europa ovviamente
19:03non è che ti dice che non devi farlo, ogni luogo ha le sue regole, però questo regolamento
19:07si venisse approvato dà la possibilità a tutti gli enti locali di regolamentare e è
19:13un diritto, non è un obbligo ed è un'opzione che oggi non hai, quindi io la valuto molto
19:17positivamente e la favorirei. Così come, specie attraverso la Banca europea degli investimenti,
19:23si sta cercando di favorire chi vuole costruire case convenzionate a prezzi accessibili per
19:28le persone e questo conta molto perché chi fa iniziative speculative sul mercato i soldi
19:33li trova, chi fa delle iniziative con un carattere più etico fa molta più fatica e
19:38allora lì il pubblico e anche l'Europa può essere un luogo per dare una mano.
19:42Lei mi ha portato un bel libricino, mi ricordo dei libri che ho letto come Colori, però vi
19:48devo mettere gli occhiali perché è talmente piccolo, la nuova missione di Milano, crescere
19:53e restare, una nuova idea di città per l'Europa, ecco vedete per Francesco Mare noi i libri
19:58li mostriamo, in questa rubrica primo piano oltre alla dedicazione c'è anche la dedicazione
20:01di libri, ecco che dice in questo libro?
20:03Intanto il formato ci ricorda i tempi, io quando ho scelto il formato ho pensato ai vecchi
20:06mille lire, non so se te li ricordi, sono di Viterbo, sono viterbesi, sai ero di Viterbo
20:11non lo sapevo ero di Viterbo, però ricordo di gioventù e di infanzia, spero che sia di Viterbo,
20:17io mi ricordo di Viterbo, spero, non ne ho detto una stupità, io adesso sono in Europa, però
20:21alla fine la mia anima è sempre milanese e questo è un momento al di là delle elezioni
20:27dove Milano, ma vale anche per tutte le grandi città europee, si sta ripensando su qual è
20:32la sua missione per il futuro, perché negli ultimi vent'anni era diventiamo una grande
20:35città internazionale, come cresciamo e oggi siamo cresciuti e ci domandiamo come si fa a
20:41rimanere a Milano in una grande città con i costi che salgono, gli stipendi che non salgono,
20:46con il fatto che c'è anche un conflitto naturale tra provenienze, sono città più
20:53internazionali, migrazioni, identità che cambiano e ho provato a dare un contributo
20:58per discuterne, si vota quest'anno, non è che si sceglie solo un sindaco, bisogna
21:03scegliere anche una direzione e provare a confrontarsi su delle idee, lì dentro ce ne
21:07sono un po' e anche un po' di proposte concrete di cose.
21:10E quindi vuol dire che l'Europa entra in qualche modo, vuol dire come funziona oggi il nostro
21:14mondo, anche dentro una legittima e democratica campagna elettorale per una grande città
21:19internazionale, possiamo dirlo questo?
21:21O anche che tutti siamo Europa e quindi l'Europa non è Bruxelles, ma è Milano eppure Viterbo.
21:27Eh sì, esatto, io non ci vado da tanto tempo ma l'amo ancora Viterbo sicuramente,
21:31è una bellissima città, chi non ci è andato la vado a vedere perché è una città
21:34medievale straordinaria.
21:35Allora grazie a Francesco Maran, eurodeputato del Partito Democratico.
21:40Allora grazie a Francesco Maran.