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Roma, 2 nov. (askanews) - Il Tonno rosso torna al centro di un progetto industriale italiano. Non soltanto come prodotto della pesca, ma come risorsa strategica attorno alla quale costruire una filiera nazionale capace di controllare, valorizzare e trasformare il prodotto dalla cattura alla tavola. È questo l'obiettivo di Tonno Rosso d'Italia, l'Organizzazione di Produttori nata alla fine del 2022 che oggi rappresenta circa il 13% del contingente nazionale di catture assegnato all'Italia per il 2026 e la metà del contingente italiano destinato alle tonnare fisse. Il progetto compie ora un ulteriore passo: il Marchio collettivo 'Tonno Rosso d'Italia' è stato registrato in tutta l'Unione Europea, dopo un percorso avviato nel 2024 presso l'EUIPO e concluso nel giugno 2026. L'obiettivo è dare un'identità riconoscibile a una filiera che vuole distinguersi per qualità, tracciabilità, sostenibilità e responsabilità, riportando progressivamente in Italia una quota maggiore del valore generato da una delle risorse ittiche più pregiate del Mediterraneo.In poco più di tre anni, l'Organizzazione di Produttori ha consolidato la propria presenza nel comparto, sotto la guida del Presidente Giuseppe Maria Guarna, del Vicepresidente Pietro Avolio e del Consigliere Gilles Pappalardo. La rappresentatività raggiunta comprende oggi 17 unità navali in armamento, alle quali si aggiunge una delle ultime tonnare fisse attive nel Mediterraneo, qualla situata sull'isola di San Pietro a Carloforte. A Carloforte la pesca del Tonno rosso rappresenta una parte della storia stessa della comunità tabarchina: un patrimonio fatto di lavoro, cultura, tradizioni e conoscenza del mare. La stessa filiera guarda però alla nuova generazione della pesca italiana. Tra le unità navali figura la SalvatoreP, varata nel marzo 2026, lunga 47,40 metri e con una stazza di 439 GT, esempio dell'evoluzione tecnologica e produttiva del settore.Il Marchio europeo non nasce soltanto per identificare un prodotto. Attorno ad esso è stato costruito un sistema di garanzie basato su quattro disciplinari certificati da Bureau Veritas nel marzo 2026: ISO 22005, per la rintracciabilità; ISO 14001, per la gestione ambientale; ISO 9001, per la qualità dei processi;ISO 37001, per la prevenzione della corruzione, integrata dall'adozione di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.lgs. 231/2001. L'obiettivo è rendere verificabile ogni passaggio della filiera e offrire al consumatore un prodotto controllato e tracciato.Il passaggio più ambizioso del progetto riguarda la realizzazione in Italia di un impianto nazionale per l'allevamento del Tonno rosso. Oggi il Tonno rosso catturato dagli operatori italiani viene acquistato da aziende di altri Paesi, in particolare Malta e Spagna, e trasferito oltre i confini nazionali per il successivo finissaggio. Il prodotto raggiunge così il mercato giapponese, uno dei principali mercati mondiali per il Tonno rosso, ma la parte più significativa del valore generato lungo la filiera viene prodotta e trattenuta fuori dall'Italia. La realizzazione di un impianto nazionale punta a cambiare questo modello, riportando in Italia l'intero ciclo produttivo: dalla cattura all'allevamento, dalla trasformazione alla commercializzazione. Non si tratta, dunque, soltanto di valorizzare una risorsa che nasce nel mare italiano, ma di riportare in Italia le fasi della filiera oggi realizzate all'estero, creando competenze, valore e capacità produttiva lungo tutto il percorso che conduce dal mare al mercato.È in questo passaggio che il progetto si lega al tema della sovranità alimentare: una risorsa italiana deve poter generare in Italia una quota crescente del proprio valore, attraverso una filiera nazionale integrata, tracciabile e competitiva.A sostenere questa strategia c'è il Programma di Filiera del Tonno Rosso d'Italia, attualmente in fase di realizzazione. Il programma è stato selezionato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per beneficiare di un contributo finanziario del PNRR gestito da ISMEA, all'interno di un programma di investimenti multiregionale del valore complessivo di circa 11 milioni di euro. Il completamento è previsto entro il 2029, con il coinvolgimento di università ed enti di ricerca italiani. Le convenzioni con ISMEA sono state sottoscritte nel settembre 2026. La strategia comprende l'intera catena del valore: cattura, allevamento, trasformazione e commercializzazione.Il progetto punta inoltre a trasformare la lavorazione del Tonno rosso in un processo sempre più circolare. La riduzione delle densità di allevamento nelle gabbie rappresenta una delle direttrici individuate per migliorare il benessere degli animali e la qualità del prodotto. Parallelamente, gli scarti della lavorazione potranno essere valorizzati come nuove risorse: dal pet food alla produzione di farina e olio di pesce, fino alle applicazioni nei settori farmaceutico e cosmetico, anche in relazione alla p

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00:00Sviluppare nel nostro paese allevamento, trasformazione e commercializzazione, ma
00:04anche avere un marchio collettivo che da ora è registrato in tutta l'Unione
00:07Europea per il tonno rosso d'Italia. Un progetto da 11 milioni di euro che
00:11punta a riportare nei confini nazionali una quota maggiore del valore generato
00:14dalla risorsa. Oggi ciò che viene catturato dagli operatori italiani
00:18acquistato da aziende di altri paesi, in particolare Malta e Spagna, è trasferito
00:22oltre i confini per il successivo finissaggio. Il prodotto raggiunge così
00:26il Giappone, uno dei principali mercati mondiali, ma la parte più significativa
00:29del valore generato lungo la filiera viene prodotta e trattenuta fuori dall'Italia.
00:33Per questo occorre riportarlo al centro di un progetto industriale, Nostrano, grazie
00:38all'iniziativa dell'organizzazione di produttori nata alla fine del 2022, che
00:42oggi rappresenta circa il 13% del contingente nazionale di catture assegnato
00:46all'Italia per il 2026 e la metà del contingente italiano destinato alle
00:49tonnare fisse. Il progetto punta a dare un'identità riconoscibile a una filiera
00:53che vuole distinguersi per qualità, tracciabilità, sostenibilità e
00:57responsabilità. È stato illustrato ricevendo apprezzamento e interesse anche
01:00al ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste,
01:04Francesco Lollobrigida. In poco più di tre anni l'organizzazione di produttori
01:08ha consolidato la propria presenza nel comparto sotto la guida del presidente
01:12Giuseppe Maria Guarna, del vicepresidente Pietro Avoli e del consigliere Gilles
01:15Pappalardo. L'obiettivo è creare una rete di produttori e operatori uniti da
01:19standard comuni e verificabili, spiega Guarna, facendo del marchio riferimento per la
01:24qualificazione dell'intera filiera. Parallelamente il progetto promuove un
01:27modello sempre più circolare, valorizzando gli scarti della lavorazione
01:30del tonno rosso in settori come pet food, mangimistica, farmaceutica e
01:34cosmetica, grazie anche al contenuto di omega 3 e collagene. In questo modo ogni
01:39componente della risorsa genera valore, riducendo gli sprechi e rafforzando la
01:42sostenibilità economica e ambientale. Tra le azioni previste conclude Guarna la
01:46riduzione della densità nelle gabbie di allevamento che contribuirà a
01:49migliorare il benessere animale e la qualità del prodotto stesso. La realizzazione
01:53di un impianto nazionale quindi punta a riportare in Italia l'intero ciclo
01:56produttivo, dalla cattura all'allevamento, dalla trasformazione alla
02:00commercializzazione, dal mare al mercato dunque per cogliere la sfida della
02:04sovranità alimentare.

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