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New York, 4 nov. (askanews) - "L'Europa credo che da queste elezioni ne esca davvero, se non rafforzata, con un entusiasmo in più nel tentare un rafforzamento che non è mai riuscito in questi anni, perché Trump era quello che la voleva spezzare l'Europa e questo riguarda strettamente anche l'Italia perché prima aveva con Meloni un ruolo, come si era autodefinita di mediatrice, di 'psicologa' del presidente americano, quella che lo capiva meglio e comunque quella che pensava di capirlo meglio tra i leader europei, e questa situazione si è un po' offuscata; credo che il silenzio di questi giorni di Meloni denoti anche una accortezza e soprattutto il rispetto di una missione di comunicare con un Paese come gli Stati Uniti che, indipendentemente da chi è il presidente, rappresenta un grande alleato e rappresenterà sempre un grande alleato per l'Italia sul piano delle alleanze".Così Giampaolo Pioli, direttore de La Voce di New York e America Oggi News Agency, commentando il risultato delle elezioni di Midterm negli Stati Uniti, a margine della nottata elettorale in diretta di askanews e La Voce di New York, anche rispetto alle ripercussioni del voto sullo scenario internazionale e in particolare per l'Europa della vittoria dei democratici."Siccome Trump puntava ai personalismi, adesso sarebbe interessante capire come l'Europa, che oltretutto si sta rafforzando nella difesa, è in grado di affrontare anche insieme all'America, se possibile, ma pronta a combattere da sola per quella che è una cosa a cui non ha mai rinunciato, cioè l'espansionismo russo di Putin che invece con gli Stati Uniti ha di fatto un'arma molto debole, perché Trump è diventato più debole" ha aggiunto. "Io credo che Putin non andrà al G20 di Miami, ma soprattutto credo che potrebbero non andarci, se lui decidesse di andare, molti altri paesi chiave. L'Italia deve dire cosa vuol fare e soprattutto deve dimostrare coerenza con le linee che dichiara in patria anche sui piani e sugli scenari internazionali" ha concluso Pioli.

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00:00L'Europa credo che da queste elezioni ne esca davvero, se non rafforzata, con un entusiasmo in più
00:07del tentare un rafforzamento che non è mai riuscito in questi anni perché Trump era quello che la voleva spezzare
00:13l'Europa più che unificarla. Questo riguarda strettamente anche l'Italia perché da prima aveva con la Meloni
00:19un ruolo, si era autodefinita, di mediatrice, di intercettore, di psicologa del Presidente americano,
00:28quello che lo capiva meglio e comunque lui quello che pensava di capire meglio tra i leader europei.
00:34Questa situazione si è un po' offuscata, credo che i silenzi di questi giorni della Meloni denotino anche
00:41un'accortezza e soprattutto il rispetto di una missione di comunicare con un Paese come gli Stati Uniti
00:48che indipendentemente da chi è il Presidente rappresenta un grande alleato e rappresenterà sempre un grande alleato
00:55per l'Italia. Sul piano delle alleanze, siccome Trump puntava ai personalismi, adesso sarebbe interessante
01:02capire come l'Europa, che oltretutto si sta rafforzando nella difesa, è in grado di affrontare
01:07anche insieme all'America se possibile ma pronta a combattere da sola per quello che è una cosa che non
01:14ha mai rinunciato
01:15cioè l'espansionismo russo di Putin che invece con gli Stati Uniti ha di fatto un'arma molto debole
01:26perché Trump è diventato più debole e quindi tutti. Io credo che Putin, come dicevamo nelle nostre lunghe dirette
01:34non andrà al G20 di Miami ma soprattutto credo che potrebbero non andarci se lui decidesse di andare
01:44molti altri Paesi chiave. L'Italia deve dire cosa vuol fare e soprattutto deve dimostrare coerenza
01:51con le linee che dichiara in patria anche sui piani e sugli scenari internazionali.

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