00:00Oggi faccio un piccolo tuffo nel passato in questa riflessione per accompagnare una considerazione
00:08che voglio fare su Pellegrino.
00:10Allora, io non sono un innamorato della primora di Pellegrino, devo dire la verità l'avevo
00:16seguito distrattamente nel suo percorso con il Parma e nell'inizio del campionato ho continuato
00:24a seguirlo senza però che scattasse una molla che mi portasse a fare delle considerazioni
00:31diverse, è chiaro che la Fiorentina ragazzi, il progetto della Fiorentina, Fiorentina ambiziosa
00:37da primi 4-5 posti, parte dalla necessità di trovare un grande centravanti, un centravanti
00:43da doppia cifra fissa, un centravanti che diventi il terminale ma anche il simbolo di un reparto,
00:49il bomber, quello che poi fa la differenza a tutte le squadre. Ecco, il gol di Pellegrino
00:55contro il Sassuolo mi ha fatto accendere una luce, è un gol da attaccante vero, è un gol
01:03da grande attaccante perché fa tre cose da attaccante vero, andando poi contro questa
01:09etichetta che gli abbiamo messo addosso, ma non so nemmeno se sia giusta, di centravanti
01:14buono solo di testa. Ecco, in quei tre movimenti splendidi, liberarsi dell'avversario, girarsi,
01:21anticipare il portiere con un tocco di classe, non di potenza casuale, non c'entra niente
01:27il colpo di testa. Questo gol e la voglia di scoprire Pellegrino me lo proietta ora sulla
01:36Juventus e qui torna al mio passato, fu un gol alla Juve che fece iniziare la favola del
01:43Re Leone Battistuta. Pure lui è arrivato a Firenze con qualche dubbio, senza che tutti
01:50fossero convinti di aver trovato un fenomeno, era il camion, poi da quel gol partì qualcosa
01:58e poi è diventato il Re Leone. Mi accontenterai anche di qualcosa di meno di Battistuta, però
02:04io auguro a Pellegrino di segnare un gol simbolo di una nuova sfida importante, quella che sta
02:10combattendo la maglia aviosa.