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Rimini, 5 nov. (askanews) - Un valore economico pari a 555 miliardi di euro, a dimostrazione del ruolo di primo piano svolto dall'Italia nella gestione dei rifiuti e nella transizione ecologica. È la fotografia scattata dal nuovo studio realizzato da TEHA Group in collaborazione con CONAI, e presentato a Ecomondo, nel corso di un incontro promosso insieme ad Assoambiente ed Omnisyst, per fare il punto sulla competitività e sulle prospettive della filiera."Con questo studio abbiamo delineato un modello fondato su 5 pilastri e 4 leve, che identifica 3 grandi priorità. La prima riguarda la governance e il mercato unico, fondamentali per costruire un vero mercato unico europeo; la seconda punta a riallineare domanda e offerta, favorendo una simbiosi industriale che renda stabile il mercato delle materie prime seconde; la terza, infine, si concentra sulla finanza e sulla disponibilità di investimenti per sostenere l'intero percorso" ha dichiarato Luca Piatto, Responsabile dell'Area Rapporti con il Territorio di CONAI.Lo studio evidenzia i dati più significativi del settore, ma mostra come il mercato delle materie prime seconde fatichi ancora a svilupparsi, richiamando gli interventi più urgenti a livello europeo."Per alcuni materiali riciclati non c'è abbastanza mercato: la plastica ne è l'esempio più evidente, perché oggi quella vergine costa meno di quella riciclata, ed è per questo che dobbiamo sostenere il mercato del riciclo. Partiamo intanto dall'Italia, che esporta ancora una grossa quantità di rifiuti speciali a causa di un forte deficit impiantistico. Faccio un esempio: rimuoviamo l'amianto ovunque, ma non abbiamo impianti dedicati per trattarlo o riciclarlo, per cui siamo costretti a spedirlo in Germania. Dobbiamo colmare al più presto questo divario impiantistico che il nostro Paese ancora affronta" ha aggiunto Chicco Testa, Presidente di Assoambiente.Servono quindi interventi per tutelare il riciclato europeo rispetto a materie vergini e importate."Abbiamo tre attori principali nella filiera: chi produce il residuo, chi lo tratta e chi riutilizza la materia prima seconda ottenuta dal trattamento. Omnisyst si inserisce in questo processo trovando la migliore destinazione per il residuo industriale, affinché venga gestito con la tecnologia più avanzata. Verso gli impianti di trattamento svolgiamo un ruolo di aggregatore, riuscendo così a favorire il setup di flussi continui con volumi che abbiano un reale peso industriale. Infine, forniamo la tecnologia necessaria a tracciare l'intero flusso di materiale, accompagnando la materia prima seconda con un set di dati indispensabile per renderla perfettamente fruibile a chi dovrà riutilizzarla" ha concluso Enrico Meacci, CEO di Omnisyst.Per superare gli ostacoli che impediscono il riutilizzo dei residui industriali occorre quindi puntare su tracciabilità e digitalizzazione: una svolta necessaria per garantire efficienza e dare reale valore all'intera filiera.

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00:00Un valore economico pari a 555 miliardi di euro a dimostrazione del ruolo di primo piano svolto dall'Italia nella
00:08gestione dei rifiuti e nella transizione ecologica.
00:12È la fotografia scattata dal nuovo studio realizzato da Thea Group in collaborazione con Conai e presentato a Ecomondo nel
00:20corso di un incontro promosso insieme ad Assu Ambiente e Domnisist per fare il punto sulla competitività e sulle prospettive
00:27della filiera.
00:28Noi abbiamo con questo studio individuato un modello che si basa su cinque pilastri con quattro leve ma che poi
00:36individua tre priorità.
00:38Uno è quello della governance e del mercato unico proprio per andare a costruire un mercato unico europeo.
00:47La seconda priorità è mettere d'accordo domanda e offerta quindi favorire una simbiosi industriale che avvicini la domanda e
00:56offerta di materie prime e seconde in qualche modo stabilizzando la domanda.
01:02La terza priorità è la finanza quindi la disponibilità di investimenti per favorire tutto quello che abbiamo raccontato.
01:10Lo studio evidenza i dati più significativi del settore ma mostra come il mercato delle materie prime e secondarie fatichi
01:18ancora a svilupparsi richiamando gli interventi più urgenti a livello europeo.
01:22Alcuni materiali riciclati non c'è abbastanza mercato.
01:27La plastica in questo momento è sotto gli occhi di tutti per questo perché la plastica vergine costa di meno
01:33della plastica riciclata.
01:35Quindi dobbiamo aiutare a creare un mercato per la plastica riciclata.
01:38Intanto partiamo dall'Italia che ancora esporta una grossa quantità di rifiuti speciali.
01:45Questo perché abbiamo ancora un deficit impiantistico.
01:48Faccio un esempio per tutti, l'amianto.
01:50Noi stiamo togliendo amianto dappertutto ma non abbiamo un impianto per trattare l'amianto o per riciclarlo quindi siamo costretti
01:57a mandarlo in Germania.
01:59Dobbiamo chiudere questo deficit impiantistico che l'Italia ancora ha.
02:03Servono quindi interventi per tutelare il riciclato europeo rispetto a materie vergini e importate.
02:09Volendo schematizzare la filiera abbiamo chi produce il residuo, chi tratta il residuo e chi poi riutilizza la materia prima
02:16e seconda che esce dal trattamento.
02:18Omnis si occupa di trovare la migliore destinazione per il residuo industriale in modo che venga trattato con la migliore
02:26tecnologia.
02:27Per quanto riguarda gli impianti di trattamento funge da aggregatore quindi riesce in qualche modo a favorire il setup di
02:34flussi continui con volumi che abbiano un senso industriale
02:38e poi fornisce la tecnologia per andare a tracciare il flusso di materiale e quindi accompagnare la materia prima e
02:43seconda con un set di dati che permettono di renderla fruibile da chi poi la dovrà utilizzare.
02:49Per superare gli ostacoli che impediscono il riutilizzo dei residui industriali occorre quindi puntare su tracciabilità e digitalizzazione,
02:58una svolta necessaria per garantire efficienza e dare reale valore all'intera filiera.

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