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  • 22 ore fa
Parlano di una nuova Yalta, presidenti che si contendono l’egemonia e provano a spartirsi il mondo. A chi pensano Xi Jinping, Donald Trump e Vladimir Putin? Ai prossimi vincitori della Seconda guerra mondiale incappottati nell'inverno 1945 a Yalta, Crimea: Winston Churchill, Franklin Delano Roosevelt, Iosif Stalin. Era febbraio, la Conferenza sulla quale gli storici ancora s'interrogano doveva delineare i contorni di un futuro di pace, di fatto sancì la nascita delle sfere d’influenza dell’imminente Guerra fredda. ​​«Visto da vicino», la videorubrica di approfondimento: qui tutte le puntate.

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Trascrizione
00:07Parlano di una nuova Yalta, presidenti che si contendono l'egemonia e provano a spartirsi
00:13il mondo. Molta scena in realtà, anche se le azioni militari poi sono vere. A chi pensano
00:18Xi Jinping, Donald Trump e Vladimir Putin? Da sinistra nell'ordine, Winston Churchill,
00:2471 anni, primo ministro conservatore del Regno Unito. Franklin Delano Roosevelt, presidente
00:29americano, democratico, anni 63, morirà appena due mesi dopo. Joseph Stalin, 66enne segretario
00:36generale del Partito Comunista dell'URSS. Siamo nel febbraio 1945, sul Mar Nero, nella
00:42tormentata Crimea, a Yalta. Qui si sono dati appuntamento l'eroe britannico dell'ora più
00:48buia, il leader del New Deal che aveva condotto gli Stati Uniti fuori dalla Grande Depressione
00:53e il dittatore sovietico, ormai prossimi a sconfiggere il Terzo Reich e vincere la Seconda
00:58Guerra Mondiale. La conferenza di Yalta deve delineare i contorni
01:03del mondo che verrà. Mondo di stati sovrani uguali nei diritti, di collaborazione attraverso
01:08un multilateralismo tutto da costruire, di pace. Gli storici ancora si interrogano sulle
01:13reali intenzioni degli alleati in quell'inverno. Di fatto, a Yalta nascono le sfere di influenza
01:19dell'imminente guerra fredda. La logica delle zone d'occupazione è un equilibrio retto
01:23dalla deterrenza nucleare. Ottant'anni dopo, un nuovo vertice a tre, con la Cina al posto
01:29del Regno Unito e per estensione dell'Europa. A quasi cinque anni dall'invasione russa su
01:34larga scala dell'Ucraina, che stavolta pare stia per congelarsi in una sospensione dell'offensiva,
01:40è l'ipotesi fatta circolare in vista del summit APEC di metà novembre a Shenzhen, in Cina,
01:45e del G20 di dicembre a Miami, in Florida. Non sarebbe un incontro di grande sostanza, ma già
01:51solo l'idea segna un ulteriore spostamento dell'accettabile. Nessuno dei tre ha in mente
01:56i destini del mondo, tantomeno la pace. Piuttosto sopravvivenza politica, controllo reciproco,
02:02finché nessuno prevale sugli altri. Consacrazione di una logica neoimperiale di conquista,
02:07espansione territoriale, vecchio dominio. Obiettivo fin troppo esplicito per il più stabile dei tre,
02:12il cinese Xi Jinping, che pure deve mostrarsi saldo a capo del partito avviato al 21esimo
02:18congresso nazionale del 2027 e soprattutto tenere il punto su Taiwan. Intrigante per
02:24Trump, che superato il difficile midterm può rimettersi a, lui dice, risolvere i disastri
02:30del mondo. Magari parleremo di armi nucleari, fa sapere. Ennesimo assist a Putin, che infatti
02:36si offre di mediare con l'Iran. Il vero colpo lo farebbe proprio lo zar, definitivamente legittimato
02:42e il riammesso al tavolo di chi decide, o almeno lo fa credere. Altro che Yalta.

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